Venezia 76: Babyteeth, recensione del travolgente film sull’amore e la malattia

Babyteeth - Eliza Scanlen

Babyteeth, di Shannon Murphy, in concorso alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia, racconta con estrema naturalezza e black humor tematiche come la malattia, l’amore e le tensioni familiari, dando un insegnamento di vita.

La difficoltà della malattia

Babyteeth, di Shannon Murphy, presentato in concorso alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia, racconta la vita di Milla Finlay (Eliza Scanlen), adolescente gravemente malata, che si innamora del piccolo spacciatore Moses (Toby Wallace), avverandosi così il peggior incubo dei suoi genitori. Ma poiché il primo incontro di Milla con l’amore fa nascere in lei una nuova gioia di vivere, le cose si fanno confuse e la morale tradizionale svanisce. Milla mostra a tutti coloro che gravitano nella sua orbita, i suoi genitori, Moses, un sensibile insegnante di musica, un piccolo violinista e una vicina incinta dotata di un’onestà disarmante, come vivere quando non si ha niente da perdere. Quello che avrebbe potuto essere un disastro per la famiglia Finlay, la spinge invece a lasciarsi andare e a trovare la grazia nel meraviglioso caos della vita.

Un’esplosione d’energia

Babyteeth racconta la forza dell’amore e la vitalità tipica dell’adolescenza. Straziante e al tempo stesso ironico, il film rappresenta il contrasto tra la mortalità della malattia e la gioia di vivere. Milla è una ragazza che non vuole abbandonarsi a un tumore che già la tiene prigioniera, ma vuole poter vivere giorno per giorno come una ragazza normale, godersi le esperienze di vita e trovare il sorriso in un destino che sente già segnato. L’incubo della malattia viene visto da una prospettiva diversa, carico di drammaticità, senza mai esagerare, mantenendo sempre il sarcasmo di una protagonista che vuole solo lasciarsi andare.

Babyteeth - Toby Wallace ed Eliza Scanlen
Toby Wallace ed Eliza Scanlen in una scena del film poco dopo un momento di tensione con i genitori di lei

Una diversa chiave interpretativa

Un film fresco, sincero, puro, come l’animo di tutti i personaggi. Dal giovane Moses che viene inaspettatamente catapultato nella vita della famiglia di Milla ed entra in contatto con il padre Henry, interpretazione eccezionale di Ben Mendelsohn, uomo sensibile e al tempo stesso rigido, che cerca di sopportare il dolore da solo, e con la madre Anna (Essie Davis) che mette da parte se stessa per stare vicino a sua figlia. La caratterizzazione di ogni personaggio è completa e impeccabile e si crea empatia con tutti loro: reali, veri e imperfetti, proprio come nella vita.

Una tecnica quasi sensoriale

Una regia attenta e delicata, che passa dai piani sequenza alla macchina a mano e che si concentra sulle espressioni dei protagonisti, con molti primi piani. Una fotografia caratterizzata da colori accesi e vivaci, simbolo della vitalità di Milla e dell’adolescenza, della scoperta del mondo. Shannon Murphy realizza un film calibrato, drammatico e divertente con delle ottime interpretazioni e una grande cura dei dettagli, di quei particolari che non si dimenticano facilmente. Perché bisogna sempre sorridere nella vita, mai buttarsi giù né mollare, neanche nella disperazione più totale e nell’incubo della malattia. Un inno all’amore e alla vita che regala emozioni e che porta inevitabilmente a riflettere.

Babyteeth - Ben Mendelsohn ed Essie Davis

Babyteeth, di Shannon Murphy, con Eliza Scanlen, Toby Wallace, Emily Barclay, Eugene Gilfedder, Essie Davis, Ben Mendelsohn è in concorso alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia.

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