Venezia 76, recensione Ad Astra: Brad Pitt ‘star’ solitaria nello spazio

Venezia 76: Ad Astra, recensione

Ad Astra, presentato in concorso a Venezia 76, spedisce Brad Pitt nello spazio alla ricerca di risposte e di se stesso: un bel viaggio tra umanità e introspezione, che ricorda i temi di Gravity o First Man – Il primo uomo senza però aggiungere nulla di nuovo al genere.

Nell’abisso più nero dello spazio

In un futuro non troppo lontano, Roy McBride (Brad Pitt) è un astronauta impeccabile: non prova emozioni e la sua freddezza lo ha reso tanto efficace nel lavoro quanto improbabile come marito. La moglie Eve (Liv Tyler) lo ha lasciato, mentre il padre (Tommy Lee Jones) – a sua volta astronauta – è scomparso nello spazio quando lui era solo un adolescente. A distanza di decenni i suoi superiori gli rivelano una verità scioccante: non solo suo padre potrebbe essere ancora vivo, ma potrebbe addirittura rappresentare una minaccia per l’umanità. A lui l’onere e l’onore di partire per Marte e poi per Plutone, alla ricerca di risposte. Il viaggio, tuttavia, non aprirà solo le porte che Roy aveva immaginato prima di partire.

Nuova prova di maturità per il ‘bello di Hollywood’

Brad Pitt è il protagonista indiscusso di Ad Astra, una pellicola che lo vede al centro di primissimi piani, inquadrature intense e una profonda introspezione personale. Il turbamento del personaggio e la sua trasformazione intima sono ben evidenti nello sguardo e nella voce dell’attore, che in questo caso oltre al ruolo di artista ricopre anche quello di produttore. Recitazione e business dimostrano – qualora ce ne fosse stato bisogno – che Brad Pitt non è più il bello di Hollywood, il sex symbol che riempie lo schermo solo con la sua avvenenza. O meglio, non è più solo questo. Ovviamente non è la prima volta che Pitt si cimenta in ruoli di spessore (tra i tanti basti pensare ai recenti Allied – Un’ombra nascosta o War Machine). L’ottima prestazione va comunque sottolineata, anche perché l’attore resta solo sullo schermo per la stragrande maggioranza del tempo, senza appoggiarsi ad alcun comprimario.

Venezia 76: Brad Pitt protagonista solitario in Ad Astra
Brad Pitt protagonista solitario in Ad Astra

Distanti solo fisicamente

Accanto a Brad Pitt figurano Liv Tyler nel ruolo dell’ex moglie stanca di sentirlo distante, Ruth Negga in quello di una donna nata e cresciuta su Marte pronta a tutto pur di far partire la crociata di Roy, Tommy Lee Jones in quello del padre da ritrovare. Il cast vanta nomi di primo piano, eppure nessuno dei personaggi riesce ad impossessarsi davvero della scena. La loro presenza è secondaria, di passaggio: pur contribuendo, ciascuno in modo diverso, alla metamorfosi del protagonista, a farla da padrone è sempre e solo Roy McBride (alias Brad Pitt). Forse un maggiore coinvolgimento avrebbe fatto bene alla pellicola, che si inserisce bene tra i film a tema spaziale pur senza aggiungere nulla di nuovo al genere. Discutibile infine la verosimiglianza di alcuni dati scientifici (accettabili solo in virtù di un’ambientazione futuristica), uno scoglio sempre difficile da superare quando si parla di missioni spaziali o distanza tra pianeti.

Venezia 76: in Ad Astra Tommy Lee Jones è un padre da ritrovare
In Ad Astra Tommy Lee Jones è un padre da ritrovare

Il contributo di luce e sonoro

Come confermato dal regista James Gray nel corso della conferenza stampa del film a Veneza 76, la musica ricopre un ruolo importantissimo nel suo Ad Asta. “Eravamo ossessionati dalla musique concrète. Abbiamo molti loop presenti nel film […]. Quando si utilizza la musica sinfonica a volte si scende in alcuni stereotipi ma con questo miscuglio di elementi classici e sinfonici sono arrivato all’estetica che abbiamo creato”, ha dichiarato. Un attento lavoro è stato compiuto anche per la luce. Non è un caso che ad occuparsene sia stato Hoyte van Hoytema, nominato agli Oscar per Interstellar. Il direttore della fotografia ha riutilizzato effetti già sperimentati proprio in Interstellar per mostrare l’assenza di gravità e le tecniche di ripresa su set orizzontali e verticali. Un apporto di livello alla pellicola, che riesce così a rappresentare efficacemente un universo capace di affascinare e al tempo stesso terrorizzare.

Ad Astra, presentato in concorso a Venezia 76, arriva nelle sale italiane il 26 settembre distribuito da 20th Century Fox. Nel cast anche Donald Sutherland nel ruolo del colonnello Pruitt.

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