Venezia 75: Vox Lux, Natalie Portman e il cast raccontano la drammatica vicenda

Natalie Portman

Brady Corbet sbarca a Venezia per presentare il suo secondo lungometraggio Vox Lux, la drammatica ascesa di una pop star reduce da una strage che ha cambiato il volto dell’america. Protagonista la stupenda Natalie Portman, che per l’occasione ha interpretato dei brani della cantante Sia.

In concorso a Venezia 75 Vox Lux, secondo titolo del regista Brady Corbet, già vincitore del Premio Orizzonti tre anni fa, insieme a lui intervengono il premio oscar Natalie Portman, e le giovani attrici Raffey Cassidy e Stacy Martin, grande assente il co-protagonista Jude Law. Ecco cosa hanno raccontato in conferenza stampa.

Natalie, dopo il Cigno nero un altro film in cui è presente il ballo. Inoltre canti le canzoni di Sia, cosa pensavi di lei e della sua musica prima di questo ruolo e come è stato interpretare una pop star?

Natalie Portman: Mi è piaciuto moltissimo, ed è stata una grande opportunità poter interpretare questo personaggio così ben scritto e complicato, la possibilità di recitare una pop star era un sogno. Sono una fan di Sia da tempo, l’avevo già incontrata prima del film, è incredibilmente talentuosa e cantare i suoi brani è stato bellissimo, ha anche una passione per il ballo e la trovo davvero fantastica. In merito al Cigno nero, beh, era un film completamente diverso in ogni aspetto, in un momento differente della mia vita, qui abbiamo un ambiente molto libero creato da Brady, che mi ha dato un’opportunità  ricca di divertimento e di gioia e di poter lavorare con un cast fantastico e con queste incredibili donne.

 Brady, la collaborazione con Sia è stata una scelta naturale?

Brady Corbet: Assolutamente, è un’artista molto prolifica e non avrei potuto effettivamente pensare ad un altro collaboratore, perché questo personaggio è un miscuglio tra un personaggio reale e un personaggio fittizio, nato dall’idea di unire differenti stili e differenti modelli di pop star e Sia ha compreso subito l’idea ed è stata grandiosa.

Brady Corbet regista di Vox Lux
Brady Corbet regista di Vox Lux

Natalie, mi chiedevo se questo film può essere considerato come un messaggio contro la detenzione di armi in Usa, e per denunciare tutto ciò di terribile che accade nel mondo, come appunto il massacro di Columbine? Per far sì che tutto questo non capiti ancora e ancora?

Natalie Portman: Non penso che sia un film che vuole dare un messaggio, ma un pezzo d’arte, un ritratto della nostra società, ci sono tanti elementi e temi diversi. Quando ho letto il copione l’ho subito considerato una riflessione sul mondo in cui viviamo, spero che la gente però riconosca quello che sta esprimendo, perché mette in mostra tutti i problemi da affrontare nel nostro mondo attuale.

Natalie qual è la differenza tra la vita di una stella del cinema e di una popstar? Inoltre questo è il ritratto non solo di una pop star ma anche di un mostro, non pensi?

Natalie Portman: Innanzitutto è molto diverso essere un’attrice famosa che una pop star, è un altro atteggiamento, un altro stile di vita, un altro rapporto con la famiglia. Perché di solito le pop star lavorano e girano per il mondo con i familiari, come si vede nel film, e questo può essere faticoso e distruggere i rapporti, perché c’è un mix d’amore, potere, soldi. Nel cinema non viviamo on the road per lunghi periodi, in bus o in aereo privato che sia. Poi, non penso che Celeste sia un mostro, affatto, ma non mi piace per niente dare un giudizio dei miei personaggi.

Brady Corbet: Non è affatto un mostro, semplicemente soffre di sindrome post traumatica, non è per niente ideata come un mostro, è solo una vittima delle circostanze che ha vissuto e una leader dei suoi tempi. Io credo che, se il ventesimo secolo è stato marcato dal male, il ventunesimo sarà segnato dall’ulteriore manifestazione di questo male, ho cercato veramente di fare del mio meglio per creare un film che fosse una cronaca degli eventi che hanno definito i nostri tempi.

Una domanda per Natalie Portman e per Raffey Cassidy, che credo sia un talento incredibile, riguarda la perdita dell’innocenza, sia una perdita personale che una perdita del paese, ed entrambi i personaggi rischiano sulla propria pelle. Volevo sapere quanto avete scoperto di voi stesse, attraverso i vostri personaggi?

Natalie Portman: Sì, in effetti è vero si parla di perdita dell’innocenza, in realtà non abbiamo lavorato molto insieme, anche perché dopo il salto temporale di 15 anni, Celeste è una persona completamente diversa, non solo nell’aspetto, ed è stato incredibile vedere cosa è riuscita a fare Raffey con il personaggio. Poi personalmente non amo confrontarmi con i miei personaggi, perché questo lavoro ti regala la gioia di interpretare ed esplorare qualcuno completamente diverso da te stesso.

Raffey Cassidy: Io credo che il giorno dell’incidente sia quello in cui Celeste perde l’innocenza, è una ragazzina e tutto cambia intorno a lei, le persone intorno a lei, come il manager, cercano di cambiarla, ma fa comunque il suo percorso insieme alla sorella, sicuramente la versione giovane è molto diversa rispetto alla versione più adulta.

Natalie Portman protagonista di Vox Lux
Natalie Portman protagonista di Vox Lux

Natalie quanto ha influito il fatto di essere israeliana nella decisione di interpretare questo ruolo in un film che parla di violenza e di terrore?

Natalie Portman: La violenza è un tema che mi interessa molto da vicino, in quanto provengo da un paese che la vive e l’affronta quotidianamente, ma sfortunatamente anche negli Stati Uniti abbiamo un’esperienza regolare di violenza e terrore, stiamo quasi attraversando un momento di guerra civile. Avvengono molte sparatorie nelle scuole e con Brady abbiamo parlato di come un atto di violenza possa creare delle conseguenze incredibili nelle persone, nei bambini, nei genitori, nelle famiglie. La viviamo con un impatto psicologico molto forte, e la violenza può manifestarsi attraverso un piccolo atto, ma può diventare grande e trasformarsi in un dramma collettivo.

Brady, il trauma del personaggio di Natalie diventa un trauma collettivo alla fine di Vox Lux?

Brady Corbet: Ho cercato veramente di fare del mio meglio per creare un film che fosse una cronaca degli eventi che hanno definito i nostri tempi, ho spiegato tutto nel film, quindi non cercavo di essere didattico o pedagogico. Doveva essere una storia, una riflessione di quello che abbiamo passato negli ultimi vent’anni, sono stati pieni di ansia e di terrore, viviamo in un’epoca di ansia e di terrore e il film è nato da quell’idea, riflettendo sulla situazione attuale.

Raffey quale ruolo e stato più difficile tra i due che hai interpretato in Vox Lux? La mamma bambina o la figlia?

Raffey Cassidy: Quando ho letto per la prima volta lo script e ho parlato con Brady dei due personaggi molto diversi ho sentito il suo entusiasmo e li ho voluti fortemente interpretare, ho sempre pensato al film come a un ritratto storico, non come a un documentario, la storia è molto recente perché finisce nel 2017, si capisce che non è un film realistico ma una favola che attraversa i nostri tempi.

Raffey Cassidy e Natalie Portman
Raffey Cassidy e Natalie Portman

Mi è sembrato che ci fosse una connessione tra L’infanzia del leader e questo film, anche Celeste è una leader e ha avuto un’adolescenza complessa e un rapporto con il male altrettanto complesso?

Brady Corbet: Sì sicuramente, parliamo di un fascismo più evoluto, sono in qualche modo collegati per ragioni strutturali, entrambi sono racconti che definiscono un’epoca.

Stacy Martin, il suo ruolo nel film è quello della sorella che accudisce il personaggio di Natalie, volevo chiederle quanto è difficile per un familiare supportare e sopportare i capricci di una star?

Stacy Martin: L’atteggiamento del mio personaggio nei confronti della sorella si capisce nella sequenza dell’ospedale, comprendiamo subito che è pronta a sacrificare tutto per Celeste e questo definisce tutto il suo comportamento, deve essere il suo punto di riferimento. Io non ho una famiglia e ho dovuto scoprirlo attraverso il film, è una questione di impegno e amore e viene dalla sua forza d’animo e dall’affetto per una delle persone più importanti della sua vita.

Brady lei nel 1999 quando è avvenuta la strage della Columbine era ragazzo, come ha vissuto quella vicenda? E poi una curiosità, volevo sapere della dedica a Jonathan Demme, che qui la premiò tre anni fa?

Brady Corbet: Io sono cresciuto in Colorado, vivevo lì quando è successo quindi è stato un evento di grande impatto che mi ha segnato, ho deciso di non parlare direttamente di Colombine per non sfruttare una tragedia così specifica. Ho conosciuto Jonathan Demme negli ultimi anni di vita, e ha cambiato la mia dandomi un premio qui a Venezia e sostenendomi nella mia carriera, come ha fatto con tanti altri registi, inoltre penso avrebbe realmente apprezzato questo film.

Volevo sapere dalle attrici come vi siete preparate per affrontare i vostri personaggi?

Stacy Martin: Io ho letto la sceneggiatura e mi sono documentata sulla strage di quel periodo, poi abbiamo parlato molto con Brady  e abbiamo trovato una connessione tra me stessa e il mio personaggio.

Natalie Portman: Per prepararmi ho visto molti documentari dedicati alle vite delle popstar, non una in particolare, ma ho assimilato diversi dettagli, ho letto lo script, le coreografie sono di mio marito Benjamin Millepied, per cui abbiamo potuto provare a casa, una situazione davvero inedita (ride) e poi c’è stato il lavoro in studio per le canzoni, che mi ha divertita e anche un po’spaventata allo stesso tempo.

Raffey Cassidy: Ho letto i personaggi con Brady, era importante capire e definire le differenze tra i miei due personaggi, poi è stato fondamentale creare una connessione e un buon rapporto con Natalie e Stacy, sia durante le prove che sul set durante le riprese.

Stacy Martin durante la conferenza stampa
Stacy Martin durante la conferenza stampa

Può dirci qualcosa sulle scelte formali di Vox Lux,  come ad esempio il girarlo 35mm?

Brady Corbet:  Mi sento fortunato perché questo è il mezzo che ho sempre utilizzato ed è un’opzione per i giovani cineasti, credo sia un peccato rimuoverlo, questo film parla della rivoluzione digitale ma non la usa. Lo avete visto e spero che continuerà ad essere proiettato così.

Parlando di musical è stato influenzato da qualcosa in particolare pe realizzare per Vox Lux?

Brady Corbet: Io non ho mai pensato a Vox Lux come un film musicale, ma piuttosto come un dramma, ma di certo è stata una sfida, dietro c’è tanta ricerca, per preparare la colonna sonora, scegliere le canzoni, la coreografia, le ballerine, abbiamo impiegato un anno. I film musicali non so che ruolo potranno avere, mi è piacciono ma io ho fatto un film drammatico, mi sono tanto divertito facendo un film del genere, ma  sono anche veramente contento di sapere che non lo farò mai più(ride).

 

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