Venezia 75: Valeria Bruni Tedeschi presenta I Villeggianti

Riccardo Scamarcio, Valeria Bruni Tedeschi e Valeria Golino

I Villeggianti, quarta prova da regista per Valeria Bruni Tedeschi, presentato a Venezia 75 fuori concorso. Protagonisti Valeria Golino e Riccardo Scamarcio, un’opera autobiografica che ricalca la vita familiare dell’attrice.

Presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia, I villeggianti, il nuovo film scritto e diretto da Valeria Bruni Tedeschi, insieme a lei i protagonisti Valeria Golino e Riccardo Scamarcio, Noémie Lvovsky, Marisa e Gigi Borini, rispettivamente madre e zia della Bruni Tedeschi. ecco cosa hanno raccontato alla stampa.

Valeria hai definito questo film un’autobiografia immaginaria e raccontaci il perché di questa definizione?

Valeria Bruni Tedeschi: Perché è da un po’ di anni che mi fanno domande su quanto sono autobiografici, quanto c’è di vero nei miei film, e perché una giornalista mi ha detto « È un’autobiografia immaginaria il suo film», e ho trovato quest’espressione musicale, gradevole, nuova e l’ho trovata molto bella.

Valeria c’è un elemento che viene fuori, che è l’amore, il suo amore verso gli altri, verso la maternità, verso i luoghi, verso la memoria e verso anche la sua idea di cinema a cui lei tiene molto, volevo sapere quanto nella sua vita è stata amata e quanto invece è stata incompresa, sia come donna che come artista?

Valeria Bruni Tedeschi: Questa è una domandona ( fa una smorfia e sorride),mah…io penso di essere fortunata e di avere intorno persone che mi amano, che mi capiscono, ho amici con cui non sono solo amica, ma con cui lavoro(indica i colleghi presenti), la mia amicizia con Noémie Lvovsky per esempio è molto lunga, lavoriamo insieme, scriviamo insieme, io faccio l’attrice nei suoi film e lei recita nei miei. La mia amicizia con Valeria sta diventando lunga e molto intima, e anche con Riccardo, ho questa fortuna che il lavoro e la vita, l’amore e l’amicizia si confondono, e il rapporto con mia madre è diverso sul set ed una fortuna poter lavorare con lei. Ecco penso che tutto questo sia una grande ricchezza nella mia vita, poi è chiaro che vorrei essere amata di più, soprattutto dagli uomini (ride).

Valeria Bruni Tedeschi regista de I villeggianti
Valeria Bruni Tedeschi regista de I villeggianti

Raccontateci un po’come è stato il set, dagli attori vorrei sapere com’è Valeria come regista?

Valeria Golino: È sempre un’esperienza esserci con Valeria, io tra l’altro ho il privilegio di frequentare la sua famiglia al di fuori del set, lo faccio sempre volentieri e con grandissima gioia, solo che questa volta ero anche pagata (ride). Lavorare con Valeria è sempre un’esperienza che ti porta a liberarti dei propri limiti delle proprie paure, sei libera e protetta, io mi affido a Valeria e lei può chiedermi qualsiasi cosa, qualche volta mi fa molto arrabbiare e non la voglio in nessun modo accontentare, posso far uscire il peggio di me con lei senza vergognarmi, quindi è un grande privilegio lavorare con lei. Poi ci sono persone con grande talento attorno a lei, è stato meraviglioso lavorare con questi attori, poi è successo prima di fare il mio film da regista (ndr si riferisce a Euforia), e mi è molto servito vedere Valeria dirigere gli attori.

Valeria Golino
Valeria Golino

Riccardo Scamarcio: Io ho conosciuto Valeria molti anni fa e da subito sono stato catapultato in un film, io sono disarmato con lei, anch’io come diceva Valeria, qualsiasi cosa mi chiede io eseguo, e quindi conoscendola ho cercato di non fare questo film(sorride), infatti ho fatto una cosa che non ho mai fatto nella mia vita, ho dato buca a due provini, tutte e due le volte ho detto «Ok vengo e poi non avevo il coraggio di prendere l’aereo». Io non conoscevo la storia e la cosa incredibile è che il personaggio che interpreto nel film fa questo, dice che arriva ma in realtà scappa, e quindi è paradossale, il provino l’avevo già superato(ride), comunque seriamente, avevamo un copione scritto molto bene, ma a un certo punto stando in scena con Valeria stessa le scene potevano andare da tutt’altra parte, chi ha visto il film può capire cosa ho dovuto subire sia da attore che soprattutto da uomo(ride). Comunque per me è stato un onore e un’esperienza indimenticabile, perché ho sentito questo bilico tra dolore vero, senso dell’abbandono e la capacità di ridere delle cose che la vita purtroppo ci fa conoscere.

Riccardo Scamarcio
Riccardo Scamarcio

Marisa Borini che regista è sua figlia ? Che rapporto avete sul set?

Marisa Borini: In realtà nel film precedente di Valeria io ho avuto un ruolo più importante (il cast e la platea ridono) e psicologicamente più difficile. Questo per me è stato facile perché è un tipo di vita che abbiamo sempre vissuto nella nostra casa al mare, e non avendo potuto girare in casa, abbiamo ricostruito in questa villa il nostro angolo estivo, dove arrivavano e andavano via amici, dove c’era gente che si sposava e gente che divorziava, tutti i nostri discorsi a tavola, sono cosa che abbiamo realmente vissuto, quindi per noi è stato naturalissimo girare. Poi sono state divertenti le prove d’azione di mia sorella, che non avendo mai girato, aveva dei testi che ha dimenticato e ha improvvisato, inventando delle cose bellissime che Valeria non aveva scritto.

Cosa ha inventato la zia?

Valeria Bruni Tedeschi: La scena del letto per esempio, è tutta sua.

Marisa Borini: Altre scene che sono state tagliate che erano molto divertenti, dove lei diceva «In fondo se muoio ho la possibilità di andare in tre cimiteri, uno sul lago ma è troppo lontano perché nessuno verrebbe mai a trovarmi, uno a Parigi, ma non mi interessa e uno di mia sorella se mi ospita».

Valeria Bruni Tedeschi: Poi ha detto «Vorrei essere sepolta in tutti e tre, ogni 4 anni mi trasferite così viaggio anche da morta», che è stato un momento d’improvvisazione bellissimo(platea ride).

Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino e Noémie Lvovsky
Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino e Noémie Lvovsky

Gigi Borini Com’è stato girare questo film?

Gigi Borini:  Mi ha disturbata per il mio complesso di inferiorità, vedevo questi attori bravissimi ed ero una novella senza esperienza, non  mi sono divertita perché ho dovuto ricercare nella mia mente eventi terribili, tristi, che hanno fatto la mia vita, mi hanno resa forte. L’ho vissuto come un’esperienza utilissima, sono felicissima di aver lavorato per Valeria e parlato di cose di cui non avevo mai parlato prima. Quando ho visto il film ho pianto.

Noémie Lvovsky lei ha partecipato in doppia veste, ci parli un po’ della sua sorellanza con Valeria?

Noémie Lvovsky: Il lavoro come attrice è stato straordinario, perché Valeria trasmette un’energia incredibile, quasi folle e l’ammiro come amica, come attrice e come realizzatrice di film, ti lascia assolutamente libera.

 

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