Venezia 75: Conferenza A Star is Born con Lady Gaga e Bradley Cooper

Venezia 75 Bradley Cooper e Lady Gaga

Si è svolta oggi alla Biennale di Venezia la conferenza stampa di presentazione del film A Star is Born con protagonisti Bradley Cooper e Lady Gaga.

Ospiti d’eccezione per il terzo giorno della 75ª Mostra del Cinema di Venezia, Bradley Cooper e Lady Gaga hanno presentato durante la conferenza stampa il film A Star is Born, opera prima dell’attore Cooper, che per la prima volta si trova anche dietro la telecamera. Alla conferenza hanno partecipato anche le produttrici Sue Kroll e Lynette Taylor ed il produttore Bill Gerber.

Conferenza stampa A Star is Born
Conferenza stampa A Star is Born

Per Lady Gaga perchè pensi che questa storia abbia resistito per otto anni e quale pensi sia la tua più grande sfida con questo film? Per Bradley dopo aver diretto, scritto, prodotto e recitato in questo film, dopo aver appena fatto un film con Clint Eastwood, in che direzione vorresti che andasse prossimamente la tua carriera?

LG: Penso si possa dire con sicurezza, dato che abbiamo visto tante versioni di questo film, che questa storia abbia superato la prova del tempo. E’ una bella storia e penso che in tutto il mondo ne saranno toccati. E’ una storia che parla d’amore, è stata un’esperienza molto speciale per me e non vedo l’ora che tutti possano vederla sugli schermi. La sfida principale per me è stata quella di interpretare un personaggio, Ally, che all’inizio del film si è completamente arresa mentre quando io sono entrata nel mondo della musica, quando a 19 anni ho deciso di voler intraprendere questa carriera professionale, l’ho fatto con molta caparbietà, portandomi appresso gli strumenti musicali da un bar all’altro per trovare ingaggi ed esibirmi di fronte alla gente, quindi io credevo in me lei invece per niente. E’ il suo incontro con Jack, il loro amore ed il suo credere in lei che la riporta in vita.

B: E’ stato bello… Sono stato molto fortunato a lavorare con lei, e con tutti gli altri seduti a questo tavolo. Il tempo, per rifarmi alla sua domanda, è la migliore valuta ed a 43 anni voglio essere sicuro di utilizzarlo nel miglior modo possibile. Questo film mi è costato quattro anni di vita ed ogni minuto, ogni secondo ne è valso la pena. Quindi essere parte di progetti che amo come questo è dove voglio che mi porti la mia carriera, se mi permetteranno di fare questo lo farò.

Lady Gaga, hai sentito la pressione di cambiare look ed immagine all’inzio della tua carriera come fa il tuo personaggio nel film?

LG: All’inizio della mia carriera ho sempre voluto trasformarmi, cambiare forma e diventare diversi personaggi: fa parte della mia arte, della mia musica. La cosa sorprendente per noi durante le riprese di questo film è che Bradley voleva vedermi veramente al naturale. Ricordo molto bene il primo giorno di riprese: scesi le scale di casa mia e lui mi aspettava al varco con una salviettina struccante che mi passò sul viso; ce n’era davvero poco ma lui non ne voleva proprio per niente. Questa vulnerabilità è stata una novità per me; per qualcuno che non è abituato, è un’esperienza molto particolare. Mi ha fatta sentire così libera nonostante lui fosse così focalizzato sul suo lavoro. E’ sempre stato il mio sogno fare la attrice e puoi avere il 99% delle persone in una stanza che non credono in te, basta ce ne sia una come Bradley, quindi sono molto fortunata ad essere qui.

Nel film c’è una scena molto toccante in cui Ally suona per la prima volta la propria musica di fronte ad un pubblico. Credo sia un momento molto speciale per ogni artista: come ti sei sentita ad interpretare quella scena?

LG: Io e Bradley eravamo talmente immersi nel film che le riprese di quella scena sono sembrate così vere: avevamo un pubblico dal vivo, suonavamo dal vivo e non avendo io mai fatto un film prima è stato facile per me rapportarmi a qualcosa di più vicino a me come la mia prima volta su un palco. Ed Ally fa la stessa cosa: si fa forza, prende un po’ di coraggio liquido (sorride), va in scena e dà tutta sé stessa. Ricordo molto bene, credo fosse l’ultima ripresa – perché ne abbiamo fatte davvero tante, Bradley venne da me e mi disse “Ok, stavolta voglio solo che tu ti diverta” ed io mi sono davvero sentita come se stessi suonando la mia musica per la prima volta. E’ stato molto speciale…

B: Voglio solo aggiungere, e tutti qui possono testimoniarlo, che potrà essere stato speciale per te ma io avrei voluto davvero che tutti voi foste lì per vederlo succedere, perché facendo questo film noi abbiamo avuto l’opportunità di vederla esibirsi ed ascoltarla cantare tutti i giorni ed ogni volta ci faceva dimenticare che stavamo effettivamente lavorando. Ogni volta che cantava, ci sedevamo e l’ascoltavamo cantare, ed eravamo grati di poter assistere ad un’artista così incredibile. Sapete era strano, lei inizia a cantare e la temperatura nella stanza cambia.

Bradley, quanto è stato difficile per te accettare il suggerimento di Gaga di cantare dal vivo nel corso del film?

B: Mi ha fatto sentire così a mio agio dal primo momento in cui ci siamo incontrati, ed abbiamo cantato insieme dopo soli 15-20 minuti dal nostro primo incontro. Mentirei se dicessi che ero nervoso. Quando vedi un’artista del suo calibro trattarti come se fossi un suo pari, è molto coinvolgente. La sensazione era quella di essere protetto tutto il tempo.

Bill Berger (produttore): Tra l’altro Bradley mi aveva detto che aveva cantato un po’ al college ma certo non immaginava che la volta dopo sarebbe stata direttamente con Lady Gaga… (ridono)

LG: È un cantante fantastico, l’ho capito dalla prima volta che ci siamo seduti al piano. Gli ho detto che aveva una voce meravigliosa, lui canta col cuore. Credo che la cosa più bella successa durante la lavorazione di questo film sia che lui mi ha accettata come attrice ed io l’ho accettato come musicista e lui ci ha messo così tanto impegno a studiare musica che è stato molto bello da vedere.

Voi avete cantato di fronte a 50-60mila persone. Forse Gaga ci sarà abituata ma per Bradley sarà stata un’esperienza un po’ nuova. C’è una scena in cui Jackson ti chiama sul palco per esibirti di fronte alla folla e… Bradley, hai dovuto esibirti al Coachella: com’è stato?

B: Rispondo io… avere un’artista mondiale, che si esibisce all’intervallo del Superbowl, averla che recita una scena in cui sale sul palco per la prima volta mi ha incantato come regista… ed anche come attore perché mi ha fatto totalmente credere che non fosse mai salita su un palco di quella levatura… e non l’abbiamo fatto una volta sola, l’abbiamo girata molti giorni di seguito, ed ogni volta mi sembrava davvero di tirare sul palco questa persona che molto riluttante cadeva a terra la maggior parte delle volte (ride) perché non mi voleva lasciare la mano. Come artista e come uomo mi ha davvero affascinato vedere come questa persona, che io conosco come star della musica, interpretasse con estrema convinzione di salire sul palco per la prima volta.

Forse i produttori possono illuminarci su come sia possibile portare una produzione di questo livello in un tempio della musica come il Coachella… come si realizza una cosa del genere?

Bill Berger (produttore): beh avevamo contatti con la AGP, gli stage coach del Coachella con cui stavamo lavorando insieme… Bradley era in contatto sin da subito con questa gente e credo loro abbiano visto quanta attenzione e dedizione ci metteva in questo film. Poi nei sopralluoghi abbiamo avuto dei problemi perché non ci lasciavano un attimo liberi da soli, di organizzarci come meglio credevamo perché pensavano fossimo del mondo del cinema e quindi non sapessimo molto di quello musicale. Poi hanno saputo che Lady Gaga era la nostra first lady ed hanno capito che sapevamo il fatto nostro. Comunque sono stati una crew fantastica ad aiutarci.

Uno dei temi del film è come l’industria musicale cambi l’artista. E’ capitato anche a Gaga agli inizi? E Bradley: nel film il tuo personaggio fatica a gestire la popolarità, capita anche a te nella realtà?

LG: molte volte agli inizi della mia carriera ho detto di no. Scrivo la mia musica e lavoro con altri compositori a volte, e quando cominciavo non ero la ragazza più bella del mondo mentre c’erano tante belle cantanti che non componevano le loro canzoni. Molti produttori volevano dare le mie canzoni a queste altre interpreti, ma io tenevo stretta la mia musica nelle mie mani ribadendo che non avrebbero dato le mie canzoni a qualcun altro. Facevano anche commenti su come dovevo apparire, volevano che ballassi con i ballerini anche se io nasco come artista da piano, nonostante abbia studiato danza. Sono stata comunque molto forte all’inizio della mia carriera, ho accettato dei compromessi ma mi sono sempre accertata che fossero fatti a modo mio. Non volevo essere come le altre, volevo essere me stessa e credo sia lo stesso per Ally: lei naviga attraverso la sua carriera, cercando il suo posto nel mondo trasformandosi.

B: Quello che mi piace di Jackson è che lui non pensa affatto alla fama! La prima scena del film è questo evento sold-out in cui ti sembra che la pienezza dello spazio esterno sia la stessa di quella interna al personaggio. Quando lui va via da questo evento lo vedi un po’ malinconico, con solo una bottiglia di gin in macchina, mentre ti aspetteresti che la sua vita sia piena di relazioni come lo sono i suoi concerti. Questa è una delle cose che volevo più rappresentare di questo personaggio, questo punto di vista completamente diverso: avrebbe potuto andare avanti con la sua carriera, risanare i suoi problemi finanziari e continuare a fare concerti sold-out… La cosa che più mi ha affascinato è il modo in cui il suono assordante esterno della folla (che mima), riecheggi l’assordante solitudine interna del personaggio ed è per questo che il film ha questo ritmo.

Anche se siete entrambi riconosciuti nel vostro settore, Gaga come cantante e Bradley come attore, mi chiedo se abbiate scoperto cose nuove nel vedervi Gaga come attrice e Bradley come regista… Abete magari progetti per rifarlo in futuro?, perché so che Bradley ne ha…

B: Credo che la cosa migliore quando crei qualcosa di artistico è fare qualcosa che ti spinga a sfidare te stesso e che ti porti dunque ad imparare cose nuove ogni volta. Potrei parlare per ore di ciò che mi ha insegnato quest’esperienza… Tutto avviene però perché qualcuno crede in te, come lei (Gaga) ha creduto in me e tutti gli altri qui presenti hanno fatto; Sue Kroll (produttrice) è la ragione per cui sono qui. Si tratta sempre e solo di persone che credono in te, che ti danno l’opportunità di sfidare te stesso, di crescere ed imparare cose nuove, di affrontare delle paure – perché io ho dovuto affrontare la mia di cantare, di scrivere e dirigere un film.

Una delle cose più sorprendenti di questi film è la rivelazione di Bradley come grande cantante e regista. Vorrei dunque chiedere a Sue (Kroll, produttrice), perché pensavi che lui potesse essere il regista giusto per questo progetto, e vorrei chiedere a Brad di spiegare alcune delle scelte stilistiche nella realizzazione della pellicola.

Sue: Seguo Brad dall’inizio della sua carriera e credo che qualsiasi cosa lui abbia fatto come artista, l’abbia sempre fatto in maniera impeccabile, crescendo molto di volta in volta. Nella casa di produzione non c’è stato un attimo di esitazione quando Bradley ha voluto dirigere il film, in quanto abbiamo tutti preso immediatamente coscienza della sua visione. Ha un enorme talento, la dedizione e la concentrazione che mette in qualsiasi cosa sono imparagonabili. Poi c’è stata questa alchimia con Gaga, tutti noi pensavamo fosse quella giusta, che persino noi in studio abbiamo sentito come autentica. Io ho avuto l’opportunità di collaborare con tanti registi talentuosi e tu sei indubbiamente uno dei migliori, chiunque vedrà il film se ne renderà conto.

B: Per quanto riguarda le scelte stilistiche c’è tanto di cui parlare, ma vedrò di farla breve: rimasi molto colpito quando andai ad un concerto dei Metallica circa 6 anni fa, stando però dietro le quinte e non tra il pubblico; la musica era così coinvolgente che tutte le persone presenti la sentivano. Quando utilizziamo l’espressione “quel tizio è una rockstar!” non lo facciamo per caso, perché è il livello massimo d’altezza a cui qualcuno può aspirare. Nel film la camera è sempre sul palco, per darti la prospettiva di chi si esibisce. Anche i colori rosso e blu hanno dei loro significati nel corso del film… Ci sono molti primi piani perché il film gioca molto sul fatto che lei sia una rockstar prima ancora di saperlo. Mi sono innamorato del suo viso e dei suoi occhi francamente e quindi volevo più primi piani possibili, ma c’è anche questa cosa che Jackson evita le telecamere per puntarle su di lei in quanto lei è un’artista talmente pura e naturale che quello è il suo posto, davanti alle telecamere.

Bradley ha affermato di voler affrontare le proprie paure, ma tu Gaga sembri una donna senza paure davanti al tuo pubblico: quali hai affrontato per questo film? E, solo per curiosità, quant’è importante per te debuttare proprio qui in Italia date le tue origini italiane?

LG: sono molto orgoglioso di essere qui, metà della mia famiglia è originaria di queste zone. Ho sempre voluto fare l’attrice… La sfida più grande è stata quella di essere molto vulnerabile, sempre al naturale senza trucco, in quanto Bradley voleva così. La cosa incredibile di lui come regista è che ti mette così a tuo agio, anche se lui è davvero molto concentrato sulla sua visione, in ogni singolo istante, c’è anche spazio per la spontaneità e lui è riuscito a tirare una vulnerabilità da me che io non sarei riuscita a tirare. Avevo molta paura ma avevo un amico al mio fianco ad aiutarmi in questo. Poi sapevo di lavorare con una persona migliore di me, perché lui lo è, mi ha insegnato così tanto anche solo quando io lo osservavo che sistemava il set, le luci, le camere tra una scena e l’altra. Quindi sì, avevo paura ma quando ti trovi ad affrontare qualcosa con qualcuno che è veramente bravo in quel campo, allora è ok.

B: Io non sapevo neanche che tu fossi italiana. Perché io sono per metà italiano, infatti il suo personaggio si chiama Ally Campana – Campana è il secondo nome di mia madre. La prima volta che ci siamo visti, ovviamente abbiamo mangiato della pasta. Forse è stata proprio questa connessione tra di noi ad alzare il rapporto.

Volevo chiedere a entrambi se avete visto il film omonimo di Cukor del 1954 ed in tal caso se questo non sia un omaggio. Inoltre, tu Gaga hai un bellissimo naso molto simile a quello della Callas.

B: il film di Cukor è meraviglioso. La scena in cui lei sale le scale cantando il preludio di “Somewhere over the rainbow” è stato il nostro modo di omaggiare e connetterci a quel film. E l’ultima scena è girata nella stessa location in cui c’è il meraviglioso pezzo cantato di 20 minuti da Judy Garland nel film. E’ stato molto speciale per noi girare lì.

Bradley, puoi dirci qualcosa sul tuo lavoro con Sam Elliott? Perché le vostre scene insieme sono meravigliose…

B: Se lui avesse detto di no, sarebbe stato un bel problema perché avevo scritto l’intera storia contando sul fatto che c’era lui. Sono sempre stato un suo grande fan ed una sera a cena gli dissi che avevo questa strana idea in cui io e lui eravamo fratelli di madri diverse e tutto il resto della storia. Gli ho creato un personaggio molto diverso dalla sua personalità perché credevo potesse essere una sfida molto interessante per lui.

Lady Gaga alla conferenza stampa di A Star is Born a Venezia 75
Lady Gaga alla conferenza stampa di A Star is Born a Venezia 75

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