Maurizio Vandelli e Shel Shapiro, recensione del concerto a La Versiliana

Shapiro - Vandelli - La Versiliana

Maurizio Vandelli e Shel Shapiro propongono le loro rispettive storie artistiche al Festival La Versiliana, dimostrando ancora di avere tanto da dire e da insegnare alle nuove generazioni.

Si è tenuto ieri sera nella splendida cornice del teatro all’aperto nella pineta de La Versiliana a Marina di Pietrasanta lo show Peace and Love di Maurizio Vandelli e di Shel Shapiro, all’interno della edizione numero 40 del Festival La Versiliana. Due figure di spicco della musica italiana degli anni ’60, dopo antiche rivalità, hanno deciso di ripercorrere le loro carriere musicali in questo spettacolo che sta facendo il giro per l’Italia da due anni. Vandelli è stato il frontman degli Equipe 84, mentre Shapiro la voce dei Rokes.

Il concerto si apre con due canzoni simbolo dei rispettivi protagonisti: il modenese propone Tutta mia la città, mentre il londinese con Che colpa abbiamo noi, manifesto della ribellione e della spinta rivoluzionaria del decennio di Woodstock. Lo show diviene infatti una lezione di storia e di storia della musica con Shapiro che sostiene l’importanza di riflettere sul passato, motivo per cui sono inserite nella scaletta brani come Blowin’ in the wind di Bob Dylan, California Dreamin’ che racconta della morte di Kennedy e Auschwitz di Francesco Guccini.

Shapiro in California Dreamin'
Shapiro in California Dreamin’

Vandelli scherza molto con il pubblico e racconta in musica la sua storia artistica, non solo nelle vesti di interprete, ma anche di produttore. Commovente l’omaggio all’amico Lucio Dalla in 4 marzo ’43 con un arrangiamento notevole da parte della band formata da musicisti di gran qualità. Molte sono le canzoni della coppia Mogol- Battisti proposte, a testimonianza dell’amicizia e del sodalizio artistico con i due mostri sacri della canzone d’autore italiana negli anni ’70. Un altro momento da sottolineare è l’intermezzo in acustico in cui Shapiro e Vandelli raccontano i loro ricordi dello storico locale romano del Piper. Oltre due ore di musica che si concludono con il bis sulle note di You raise me up, dedicata al pubblico e con la traduzione in italiano nello schermo e in Bisogna saper perdere.

Vandelli e Shapiro dimostrano di avere ancora tanto da dire e di essere in gran forma, nonostante siano entrambi prossimi alle 80 candeline. Riuscire a reggere il palco per oltre due ore e mezzo, confermare doti vocali che non risentono dell’età, divertirsi e divertire non è assolutamente di poco conto. Ottimi i componenti della band, eccelso il lavoro dietro agli arrangiamenti, spesso elaborati e diversi rispetto alle versioni originali dei brani. Un esempio per molti artisti emergenti e della nuova generazione.

Shapiro - Vandelli - La Versiliana - Band
Shapiro – Vandelli – La Versiliana – Band

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