Una commedia pericolosa, recensione: Enrico Brignano investigatore tutto da ridere

Una commedia pericolosa - Enrico Brignano e Gabriella Pession (foto 01 Distribution)
Una commedia pericolosa - Enrico Brignano e Gabriella Pession (foto 01 Distribution)

Ecco la nostra recensione de Una commedia pericolosa, il nuovo film del regista Alessandro Pondi con Enrico Brignano e Gabriella Pession detective per caso, un inflessibile Fortunato Cerlino e Paola Minaccioni

Arriva in tempo per la fine dell’estate nelle sale il nuovo film di Alessandro Pondi con Enrico Brignano, già insieme in precedenza, dal titolo che è tutto un programma: Una commedia pericolosa. Un po’ detective story con elementi quasi da thriller, un po’ commedia romantica e un po’ commedia degli equivoci il nuovo lavoro del regista e sceneggiatore ravennate si lascia guardare, anche grazie ad una performance esilarante di Fortunato Cerlino che ruba la scena a tutti.

Che l’indagine abbia inizio

Da quando a sette anni vide per la prima volta un film di James Bond, Maurilio Fattardi (Enrico Brignano) sogna di diventare un agente segreto. Oggi è responsabile della sicurezza di un centro commerciale e si fa chiamare Agente Mao. Vive da solo in un appartamento a Roma e dalla sua finestra sul cortile spia i condomini, di cui sa tutto. Proprio nell’appartamento di fronte si trasferisce una donna molto attraente di nome Rita (Gabriella Pession), una hostess di linea un po’ malinconica. Una sera Maurilio assiste ad una furiosa litigata tra lei e uno sconosciuto e le ombre che intravede suggeriscono che l’uomo le sta mettendo le mani al collo.

Allarmato chiama la polizia ed è il commissario Laneve (Fortunato Cerlino) a rispondere, un uomo tutto d’un pezzo che reputa Maurilio solo un mitomane ingenuo; quando però Rita si presenta viva e vegeta nell’appartamento le cose volgono improvvisamente in una direzione inaspettata grazie anche a Francesca (Paola Minaccioni), una donna sola e insoddisfatta pronta a tutto pur di smascherare il marito fedifrago. 

Una commedia pericolosa - Fortunato Cerlino (foto 01 Distribution)
Una commedia pericolosa – Fortunato Cerlino (foto 01 Distribution)

Sulle tracce di Agatha

Non c’è davvero una chiave universalmente efficace per tentare di decodificare le intenzioni de Una commedia pericolosa, ma semplicemente perché il nuovo lavoro di  Alessandro Pondi non tenta solo di muoversi sul binario della parodia pura e semplice, quanto piuttosto prova a raccontare qualcosa sullo stato del cinema (e forse anche del nostro paese) proprio attraverso la mescolanza di generi. È un whodunit che flirta con la commedia che arriva a flirtare quasi con il thriller per poi flirtare con il genere spionistico, per poi tornare sui propri passi e abbracciare di nuovo la commedia cruda e semplice.

In tutto questo cita modelli di riferimenti anche piuttosto alti, dalla saga bondiana ai romanzi della Christie passando per Hitchcock, Woody Allen e le commedie di Blake Edwards, persino Rashomon con la sua struttura a molti occhi. Si tratta di un omaggio, chiaramente, e non di un plagio ma l’impressione è che Pondi voglia arrivare un po’ più là, cercando di fotografare il mondo di Maurilio (e quindi il nostro) con le armi della risata e della spensieratezza, senza dimenticare di provare a costruire un intreccio il più appassionante e intricato possibile (almeno per gli standard della nostra commedia).

Una commedia pericolosa - Enrico Brignano (foto 01 Distribution)
Una commedia pericolosa – Enrico Brignano (foto 01 Distribution)

Il punto di vista

In Una commedia pericolosa la moltiplicazione del punto di vista dei personaggi filmici diventa automaticamente anche la moltiplicazione del punto di vista dello spettatore, il quale diventa allo stesso tempo onnisciente grazie all’ironia drammatica ma identificandosi nei due protagonisti ne “assorbe” anche le paranoie, le illusioni e le frustrazioni dei fallimenti necessari per arrivare alla verità.

Un punto di vista tentacolare però è anche propedeutico all’ introduzione di varie figure, più o meno tridimensionali o al contrario macchiettistiche, che danno maggior corpo all’intreccio e fungono anche da veicoli per il tema, in questo caso legato alla valorizzazione di sé e delle proprie capacità. Ne risulta quindi un film che si affranca ad alcune dinamiche tipiche della commedia italica, condite però da alcuni twist narrativi che rimandano alla tradizione britannica tra corpi spariti che riappaiono, personaggi che nascondono segreti inconfessabili e un mistero ramificato le cui risposte sono tutt’altro che semplici.

Una commedia pericolosa - Paola Minaccioni (foto 01 Distribution)
Una commedia pericolosa – Paola Minaccioni (foto 01 Distribution)

Una commedia di attori

Certamente questo tipo di operazione non potrebbe esistere senza un parco attori all’altezza, capace di reggere i toni sempre diversi, sia farseschi che più drammatici. La chimica tra Enrico Brignano e Gabriella Pession è notevole, duettano con una capacità di variazione dei toni che denota una maturità artistica sbocciata, ma il vero mattatore e colonna comica del film è il Laneve di un sorprendente Fortunato Cerlino.

Altra menzione necessaria è per Paola Minaccioni che si avventura in territori un po’ più oscuri del solito, mantenendo però sempre una verve e dei tempi comici perfetti. Una commedia pericolosa è cinema leggero ma con una sua intelligenza, oltre alla volontà di puntare ad un’ambizione di racconto che possa elevarlo un minimo sopra le produzioni del nostro cinema; un film perfetto per affrontare la calura estiva ma senza spegnere troppo il cervello.

Una commedia pericolosa. Regia di Alessandro Pondi con Enrico Brignano, Gabriella Pession, Fortunato Cerlino, Paola Minaccioni, Grazia Schiavo e Leandro Amato, in uscita nelle sale giovedì 30 agosto e in anteprima fino a domenica 20 agosto distribuito da 01 Distribution.

VOTO:

Tre stelle

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