Un altro giro, recensione: film ironico e provocatorio, col miglior Mikkelsen

Un altro giro - Mads Mikkelsen
Un altro giro - Mads Mikkelsen

La nostra recensione di Un altro giro, film danese con il miglior Mads Mikkelsen: una storia carica di ironia e libertà, provocatorio ma mai superficiale

Alcol contro la crisi di mezza età

Martin (Mads Mikkelsen) è un professore di storia delle scuole superiori che entra in crisi quando i suoi studenti perdono la stima in lui. E non sono nemmeno i soli a puntare il dito: i suoi coetanei e persino la moglie Anika (Maria Bonnevie) lo trovano noioso e apatico. In poche parole è cambiato, si è spento. A questo punto, d’accordo con i colleghi e amici Tommy (Thomas Bo Larsen), Nicolaj (Magnus Millang) e Peter (Lars Ranthe), decide di cominciare, insieme a loro, a seguire la teoria del norvegese Finn Skårderuda e di bere regolarmente ogni giorno, per supplire alla carenza di alcol che l’uomo si porta dietro dalla nascita. L’esperimento, che ha anche un’aspirazione scientifica, comincia subito a dare i primi frutti e Martin torna ad essere un insegnante apprezzato, proprio com’era in gioventù. Ma gli amici aumentano il tasso alcolico, finché le cose prendono una piega inaspettata.

Il miglior Mads Mikkelsen

Mads Mikkelsen, attore danese noto anche all’estero grazie ad alcune prestigiose incursioni a Hollywood, mette il suo talento al servizio di Un altro giro. La sua è una delle migliori interpretazioni di sempre: Martin è umano, afflitto da una crisi di mezza età in piena regola, fragile ma per nulla rassegnato. Mikkelsen riesce a far trasparire l’aspetto più mite del personaggio ma anche quello più sedizioso. Ciò che ne deriva è un ritratto carico di significati, in cui un uomo riesce a distruggersi e a ricostruirsi senza tralasciare componenti importanti quali ironia e libertà.

Un altro giro - Mads Mikkelsen
Un altro giro – Mads Mikkelsen

Orgoglio danese

Ironia e libertà sono evidentemente due parole chiave nell’ispirata pellicola diretta da Thomas Vinterberg. L’angoscia di Martin e del suo gruppo di amici viene affrontata con un atteggiamento permeato di ironia – scelta vincente visto l’absurde di molte situazioni – e si dimostra una strada diretta verso la piena espressione della propria libertà. Questa viene proclamata magnificamente dalla scena finale, che ovviamente non verrà qui spoilerata, ma che appare come un grido di libertà destinato a spezzare qualsiasi briglia imposta dalla quotidianità o dalla cosiddetta “società civile”.

Provatorio ma mai superficiale

Un altro giro riesce ad essere provocatorio e a tratti satirico (basti pensare alla carrellata di politici ubriachi mentre pronunciano discorsi ufficiali) senza mai diventare pesante né tanto meno superficiale. Se da una parte, infatti, traspare una profonda voglia di vivere, dall’altro non manca una condanna dell’abuso di alcolici. Il risultato è un invito a vivere la vita come si vuole, assumendosi anche il rischio di una possibile sconfitta. Il cast è in forma smagliante e supporta il progetto nel migliore dei modi, dando vita a dialoghi coinvolgenti. L’alternanza tra dramma e commedia forse a volte appare un po’ sbilanciato, ma in questo caso la mancanza di perfezione non fa che aumentare l’autenticità della pellicola.

Un altro giro è distribuito da Movies Inspired e Medusa Film. In Italia è stato presentato nel corso della 15ª Festa del Cinema di Roma. Scelto per rappresentare la Danimarca agli Oscar 2021, è stato nominato per il Miglior film straniero e per il Miglior regista.

VOTO:
4 stelle

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