Alberto Angela porta su Rai1 lo Ulisse – Il piacere della scoperta dedicato a Versailles, interamente girato in piano sequenza: 140 minuti senza stacchi nella reggia simbolo della monarchia francese, tra fasto, intrighi e memoria
Lunedì 2 marzo, in prima serata alle 21.30 su Rai1, Rai Cultura propone uno degli esperimenti produttivi più ambiziosi della televisione italiana: Ulisse – Il piacere della scoperta. Lo storico programma di divulgazione sceglie una forma radicale: un unico, lunghissimo piano sequenza, senza seconda camera, senza tagli, senza interventi di montaggio.
Una decisione tecnica che non è puro virtuosismo, ma strumento narrativo. Seguendo Alberto Angela passo dopo passo, lo spettatore potrà orientarsi fisicamente negli spazi della reggia, comprenderne proporzioni, distanze, gerarchie architettoniche. Versailles non sarà solo raccontata: sarà attraversata.
Un percorso continuo tra stanze celebri e ambienti nascosti
Il viaggio televisivo si snoda tra i luoghi più iconici e quelli raramente accessibili ai visitatori. Scale monumentali, corridoi riservati, porte celate che conducono ad alcove private: la macchina da presa restituisce l’idea di un organismo complesso, costruito per impressionare e per controllare.
Versailles nasce come ampliamento di un casino di caccia, ma sotto Luigi XIV diventa il cuore simbolico della monarchia assoluta. Qui il Re Sole mette in scena il potere, trasformando la corte in un sistema rigidamente regolato dall’etichetta. Ogni gesto, ogni presenza, ogni privilegio risponde a una logica politica precisa.
I sovrani, la crisi e il tramonto di un mondo
Il racconto tocca le figure che hanno segnato la storia della reggia. Luigi XV, consapevole dei primi scricchiolii di un sistema destinato a incrinarsi. Luigi XVI e Maria Antonietta, travolti dalla tempesta rivoluzionaria.
Proprio alla regina è dedicata una parte significativa del percorso. Arrivata a Versailles giovanissima, percepita come straniera e guardata con sospetto, Maria Antonietta diventa bersaglio di polemiche, accuse e costruzioni leggendarie. Le stanze da parata e gli ambienti privati, oggetto di recenti restauri, restituiscono però anche il ritratto di una donna che nel tempo matura, passando dalla leggerezza iniziale alla consapevolezza del proprio destino.
Tra gli spazi evocati, anche il cosiddetto gabinetto Fersen, legato alla presenza del conte svedese Hans Axel von Fersen. A suggerire la natura del loro legame restano le lettere e una frase attribuita alla sovrana: «tutto a te mi guida».
Moda, cerimoniale e vita quotidiana nel grand siècle
Lo speciale non si limita alla grande storia politica. Versailles fu laboratorio di stile e modello di un’arte del vivere che influenzò le corti europee del Settecento. La moda, le acconciature, i rituali pubblici, i pranzi ufficiali e quelli più riservati compongono un mosaico di pratiche sociali rigidamente codificate.
Nella camera della regina compare anche un abito realizzato da Milena Canonero per il film Marie Antoinette diretto da Sofia Coppola, segno di come il mito di Versailles continui a nutrire l’immaginario contemporaneo.
Accanto alla magnificenza, il racconto si sofferma su aspetti concreti: il riscaldamento delle stanze, le musiche, i balli, i giochi di corte, le dinamiche tra favorite e sovrano. Un sistema complesso che regge fino all’irruzione della Rivoluzione, quando la monarchia assoluta viene spezzata.
Dalla monarchia al museo: l’eredità di Versailles
Per la prima volta in televisione viene mostrato il nuovo allestimento della Galleria degli Specchi, riportata a un assetto vicino a quello originario. È il simbolo di un luogo che, dopo il Terrore, verrà riconvertito da Luigi Filippo in museo dedicato alle glorie di Francia, tra cui spicca la figura di Napoleone Bonaparte.
A oltre tre secoli dalla sua costruzione, Versailles resta un emblema stratificato: palcoscenico del potere assoluto, teatro di intrighi, scenario di tragedie e oggi patrimonio culturale universale. Con il suo piano sequenza da record, *Ulisse – Il piacere della scoperta* tenta di restituirne la dimensione reale, fisica e simbolica, affidandosi alla continuità dello sguardo e alla forza del racconto.
Il viaggio alla scoperta di Versailles arriva dopo che il programma ha girato varie città del mondo, da Istanbul a Hiroshima / Nagasaki.























