Tsukasa Hojo svela gli aspetti più importanti della sua carriera al Romics 2018

Tsukasa Hojo 1

Intervistato Tsukasa Hojo, ideatore e disegnatore di Occhi di Gatto, City Hunter e Angel Heart, ospite sul palco del Romics, offre una visione inedita sulle sue opere più famose.

Tsukasa Hojo, creatore di Angel Heart, City Hunter e padre di Occhi di Gatto, una delle più famose e di punta degli nell’epoca d’oro del manga giapponese, gli anni ’80. Intervistato dalla direttrice artistica di Romics Sabrina Perrucca, svela in un’intervista a tu per tu con il maestro gli aspetti più importanti del suo lavoro trentennale.

Da sempre a contatto con il mondo degli anime, la passione per il manga di Tsukasa Hojo ha origine dall’intensa esposizione alle serie animate durante la sua infanzia. Ai tempi non si sarebbe mai immaginato che sarebbe diventato un mangaka, ma dopo la laurea in design industriale, partecipò ad un concorso di shonen jump, un settimanale giapponese dedicato al manga per ragazzi, e i suoi disegni attirarono l’attenzione degli editori. Così il maestro Hojo si lancia nel mondo del manga proprio nel periodo più ricco, ovvero gli anni ’80. Mai Tsukasa Hojo si sarebbe aspettato di raggiungere la fama mondiale, immaginandosi che sarebbe rimasto solo un managaka di provincia, senza uscire dal Giappone.

La tecnica del maestro Hojo si è contraddistinta fin dagli esordi per la sua unicità, raffinata ed elegante, non ritrovandosi nei tratti tipici del manga di quei tempi; anche se lui stesso, appellandosi al un certo complesso d’inferiorità, sostiene che trova il suo stile quasi mediocre, nulla di speciale. Lui si definisce un spugna, assorbendo i vari stili dei vari manga di shonen jump alla fine è riuscito a crearne un proprio.

Il mangaka di Occhi di Gatto al Romics Tsukasa Hojo
Illustrazione di Occhi di Gatto

Le donne sono le vere protagoniste della produzione di Tsukasa Hojo; la scelta di tre protagoniste femminili in Occhi di Gatto era di certo inusuale per un settimanale di manga per ragazzi, e per questo il maestro ha trovato spesso ostacoli: alcuni editori gli dissero che il manga sarebbe finito subito, non avrebbe avuto futuro. Invece fu un successo, che ha avvicinato lettori di entrambi i sessi.

Il manga degli anni ‘80 rendeva i personaggi femminili come caratteri marginali, amici dei protagonisti e mai il centro della trama, e su questo Tsukasa Hojo non è mai stato d’accordo; preferì dunque rappresentare le donne in maniera realistica, in modo più umano. Il maeastro diventa dunque pioniere delle protagoniste femminili forti e intelligenti, spianando la strada ai mangaka successivi a lui.

Tsukasa Hojo 2
Tsukasa Hojo sul palco del Romics

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