Il trono di spade 8×04: recensione de Gli Ultimi Stark

Il trono di spade - 8x04

Il quarto episodio de Il trono di spade parte con un’ambientazione commemorativa e goliardica, lasciando spazio ad alcuni momenti comici e romantici, per chiudere con un crescente finale drammatico, che apre le porte a una penultima puntata esplosiva.

Chi si aspettava che la 8×04 della stagione finale de Il trono di spade fosse uno scontato episodio di transizione rimarrà piacevolmente deluso, The Last of the Starks (Gli ultimi Stark), infatti procede a ritmo serrato ricordandoci che siamo a due passi dalla conclusione e che non ci è concesso fare un sospiro di sollievo. La puntata si apre sulle inevitabili spoglie di guerra, mostrando due facce della stessa medaglia: il dolore per la perdita, scandito dalle accorate parole di un costernato Jon Snow (Kit Harington), e la gioia per la vittoria, celebrata con fiumi di alcol e un sontuoso banchetto che per fotografia e ambientazione ricorda tanto le famigerate Nozze Rosse della terza stagione.

Il trono di spade - una scena del bacchetto della vittoria
Il trono di spade – Gwendoline Christie (Brienne), Nicolaj Coster-Waldau (Jaime) e Peter Dinklage (Tyrion) in una scena del bacchetto della vittoria

Alleanze e rotture

Dopo l’ineluttabile unione di fronte a un nemico comune, più forte e apparentemente invincibile, è dunque giunto il momento di tirare le somme, di comprendere quali sono i legami che si cementano e quelli che si logorano del tutto fino alla rottura, in un episodio fatto di verità e confronti (il più sentito e inaspettato è quello tra il Mastino e Sansa), in cui si delineano le alleanze, quelle reali, quelle tra uomini, non tra morti e vivi dove l’alleanza è necessaria, ma solo tra uomini e uomini (e soprattutto donne), dove scegliere da che parte stare è ormai fondamentale.

Nessuno può mettere Dany in un angolo

In preda ai fumi dell’alcol i sopravvissuti alla battaglia di Winterfell acclamano (forse ingiustamente?) il loro leader, riconoscendo nell’ex bastardo di Grande Inverno addirittura l’audacia di un vero e proprio Re. Tutto ciò agli occhi della sempre più impulsiva Daenerys (Emilia Clarke), relegata in secondo piano e nell’angolo più remoto del salone delle feste, appare un’aperta minaccia e un possibile tradimento. La giovane Targaryen si appresta immediatamente a mettere in chiaro il suo punto di vista sia con Jon che con tutti coloro che osano contraddirla, non ascoltando consigli da parte di nessuno, soprattutto dalla ormai saggia stratega Sansa (Sophie Turner), che chiede riposo per i suoi uomini, lanciando l’ennesimo guanto di sfida alla Madre dei Draghi.

Il trono di spade - Nathalie Emmanuel (Missandei) Emilia Clarke (Daenerys) e Conleth Hill (Varys) in una scena di The Last of the Starks
Il trono di spade – Nathalie Emmanuel (Missandei) Emilia Clarke (Daenerys) e Conleth Hill (Varys) in una scena di The Last of the Starks

Dracarys

In questo quarto episodio notiamo come la sete di rivalsa, la voglia di vincere a tutti i costi e la bramosia di potere siano diventate le caratteristiche che ormai definiscono il nuovo profilo di Daenarys. La spezzatrice di catene di Meereen sembra essersi smarrita nel “volo” tra il profondo sud e l’algido nord. Non c’è più spazio per consiglieri e riflessioni, per indugi e tentennamenti, né per le argute, ma inefficaci, strategie di Tyrion (Peter Dinklage), che chiude il cerchio aperto da Jon a inizio puntata con un discorso altrettanto intenso e profondo, né tantomeno per gli ostentati dubbi di Varys (Conleth Hill). Ma proprio l’impetuoso temperamento della Regina del fuoco fa perdere ulteriori pezzi alla sua scacchiera, pezzi che le costeranno caro, pezzi talmente leali e fedeli che nonostante l’imminente incontro con la morte inneggiano alla loro sovrana al grido di Dracarys, pezzi preziosi che cadono insieme alla sua sempre più precaria umanità.

Stark o Targaryen?

Sempre più combattuto e indeciso, Jon non riesce ancora a portare l’oneroso fardello di essere effettivamente il legittimo erede al trono, restando in bilico tra il giuramento di fedeltà fatto a Daenerys e la lealtà verso la verità e la giustizia insegnatagli da Ned. Impelagato in una matassa che non riesce – e forse non vuole – dipanare, il Protettore del Nord deve necessariamente affrontare il suo destino, non dimenticando però di essere uno degli ultimi Stark, uno di coloro che solo rimanendo in branco, adesso più che mai, possono affrontare mille difficoltà e strade tortuose.

Il trono di spade - Kit Harington ed Emilia Clarke nella scena del confronto tra Jon e Daenerys
Il trono di spade – Kit Harington ed Emilia Clarke nella scena del confronto tra Jon e Daenerys

Un piccolo neo nella sceneggiatura

The Last of the Starks, diretto da David Nutter (regista anche della premiere Grande Inverno e di Un cavaliere dei sette regni), abbandona la messa in scena cupa e serrata de La lunga notte di Miguel Sapochnik, per dare spazio a un’ambientazione divisa in due. Nella prima parte troviamo un clima quasi rilassato e con qualche stoccata comica, affidata al solito Tormund (Kristofer Hivju), in cui determinate storyline giungono al congedo tra i vari personaggi, o a una, più o meno prevedibile, svolta, basti pensare a Jaime (Nicolaj Coster-Waldau) e Brienne (Gwendoline Christie), o ad Arya (Maisie Williams) e Gendry (Joe Dempsie), momenti distensivi utili per delineare la crescente tensione narrativa della seconda parte, che termina con un finale amaro e altamente drammatico, preludio di un quinto episodio tragicamente esplosivo. Un piccolo appunto dobbiamo purtroppo farlo alla sceneggiatura, come sempre ben scritta ma a tratti frettolosa e poco approfondita, troppi plot che probabilmente meritavano una narrazione a più ampio respiro vengono liquidati celermente, e automaticamente la distanza tra Approdo del Re e Grande Inverno (e viceversa) si accorcia vistosamente rispetto le prime stagioni. Ma anche stavolta, forse per la troppa stima nei confronti di questa serie epica, siamo costretti a giustificare questo errore perché in fondo, come abbiamo detto all’inizio, la strada verso la fine è solo a due passi.

Potete leggere tutte le recensioni degli episodi precedenti cliccando qui

Il trono di spade - Emilia Clarke nei panni di una furibonda Daenerys
Il trono di spade – Emilia Clarke nei panni di una furibonda Daenerys

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