Il trono di spade 8×01: recensione di Grande Inverno

Game-of-Thrones-Winterfell

Il trono di spade è finalmente tornato. Inizia il suo viaggio verso la conclusione con un episodio dal titolo evocativo, Grande Inverno, che non offre nessun particolare colpo di scena, ma che emoziona con incontri-scontri tra prime donne e con una tanto agognata reunion.

Dopo quasi due anni di estenuante attesa torna la serie fantasy che ha incantato milioni di spettatori in tutto il mondo, diventando in poco tempo un cult da annoverare negli annali dei grandi eventi televisivi di successo. Finalmente l’attesa è finita, l’inverno è arrivato e porta con sé la stagione conclusiva de Il trono di spade. Un ritorno tanto agognato dunque, ma che rammenta amaramente ai milioni di fan appassionati in tutto il mondo che la fine è vicina e che l’addio è inevitabile. L’episodio apripista di questa ottava stagione si intitola semplicemente Grande Inverno (Winterfell), e funge da raccordo tra le varie sottotrame e le varie reunion dei personaggi, che consolideranno o ostacoleranno relazioni e legami nati nelle stagioni precedenti, in una delle location fulcro della serie (Spoiler Alert).

Ritorno a casa

Questo primo episodio si apre con l’arrivo trionfale di Jon (Kit Harington) e Daenerys (Emilia Clarke), scortati dal lungo seguito di Dothraki e Immacolati a Grande Inverno, sotto gli occhi guardinghi e sospettosi del popolo del nord. Gli stranieri non sono ben visti, non dopo tutti quei tradimenti e quelle promesse di pace rivelatesi trappole di morte e inganni, non dopo tutto il dolore e le atroci perdite che hanno cambiato tutto per sempre, perché il nord non dimentica. Soprattutto a non dimenticare è Sansa (Sophie Turner), che ormai abbandonate le vesti della docile fanciulla ingenua, vede nell’alleanza di Jon con la madre dei draghi un vero e proprio tradimento da parte del fratellastro, una bomba a orologeria pronta a esplodere e a coinvolgere la sua gente e la sua casa.

Il trono di spade - Sophie Turner (Sansa Stark) in una scena dell'episodio Grande Inverno
Il trono di spade – Sophie Turner (Sansa Stark) in una scena dell’episodio Grande Inverno

Un cerchio che si chiude

Non è certamente un caso se questa stagione conclusiva parte dal medesimo punto della prima: la sfilata di un esercito che precede l’arrivo dei sovrani nel gelido percorso che porta a Grande Inverno, un fanciullo curioso che si arrampica per scorgere meglio i nuovi arrivati, e l’incontro tra i residenti del luogo e gli stranieri del sud che non promette nulla di buono. Sembra proprio un cerchio che si chiude, un enorme cerchio cominciato otto anni fa con l’episodio 1×1 L’inverno sta arrivando, che trova la sua naturale conclusione in quel luogo dove tutto ha avuto inizio. Ogni cosa richiama la puntata pilota de Il trono di spade: Daenerys che approda nelle terre degli Stark proprio come fece Cersei (Lena Headey), con la differenza che la non bruciata è libera da quel potere patriarcale di cui l’altera Lannister era inevitabilmente schiava. La reunion tra Jon e Arya (Maisie Williams), la più attesa dai fan, che ritrovatisi cambiati nell’aspetto e nell’anima, confrontano le loro esperienze di vita e  le impugnature delle loro fedeli spade, lasciandosi trasportare dall’emozione di quel lungo abbraccio tanto desiderato, che ci riporta alla mente l’abbraccio d’addio dei due nel primissimo episodio della fortunata saga. A chiudere definitivamente il cerchio ci pensa l’incontro forse più difficile da gestire, quello tra il redento Jaime (Nikolaj Coster-Waldau) e l’onnisciente Bran (Isaac Hempstead-Wright), che rimane sospeso in un silente sguardo colmo di parole.

Ghiaccio e Fuoco

Mai nessun episodio de Il trono di spade è stato all’insegna dei due elementi che caratterizzano l’intera vicenda, il ghiaccio e il fuoco, come la 1×8. Per l’intera puntata assistiamo a un continuo accostarsi tra il gelido ghiaccio e l’ardente fuoco, lo vediamo nelle innevate montagne di Grande Inverno su cui sorvolano i draghi, “portatori sani” di roventi fiamme. Lo vediamo nell’inquietante esecuzione del giovane Umber, destinato a bruciare contro la parete su cui è stato brutalmente inchiodato in una sorta di macabro rituale dal Re della Notte, e quindi del ghiaccio, per non cadere nella disumanizzante condizione di non morto. Ma lo possiamo anche notare nel focoso temperamento di Daenerys, regina sempre più bramosa di mostrare il suo potere e la maestosità dei suoi mezzi, che ineluttabilmente si scontra con l’indole glaciale di Sansa, lady saggia e cresciuta, pronta a dare prova della cruda consapevolezza che le terribili esperienze vissute le hanno trasmesso.

Il trono di spade - Kit Harington e Maisie Williams nell'emozionante scena dell'incontro tra Jon e Arya
Il trono di spade – Kit Harington e Maisie Williams nell’emozionante scena dell’incontro tra Jon e Arya

Chi ben comincia…

Nel complesso questo inizio di stagione parte forse leggermente in sordina, atteggiamento necessario per fare il punto della situazione e per mantenere tutte quelle promesse fatte alla fine della stagione precedente, per ritrovare tutti i personaggi superstiti e per dar loro una collocazione finale ben precisa. Un episodio che comunque aggancia ed emoziona, come solo Il trono sa fare, nonostante qualche sottotrama spicciola e sbrigativa, come la liberazione di Yara (Gemma Whelan) da parte del pentito Theon (Alfie Allen), o della scena da tempo delle mele tra Jon e Dany, che si scambiano un bacio da adolescenti in preda agli ormoni dopo la prima “lezione di volo” dell’ex Re del Nord. Siamo sicuri che questa stagione conclusiva ci riserverà tante sorprese, sia dolci che amare, e che dopo la rivelazione del prode Sam (John Bradley) sulle reali origini di Jon, il viaggio proseguirà con il piede sull’acceleratore.

Voto

 

 

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