Triple Frontier, la recensione dell’avventuroso film Netflix con Ben Affleck

Ben Affleck in Triple Frontier

Triple Frontier, che ad uno sguardo superficiale potrebbe sembrare una versione meno tamarra di The Expendables, si rivela essere in realtà uno dei film dell’anno, oltre che una delle migliori produzioni Netflix di sempre.

J.C. Chandor, che magnifico regista!

Certo, che signor regista che è J.C. Chandor. Quattro film all’attivo e neanche uno che non sia almeno un mezzo capolavoro. Dalla crisi finanziaria raccontata un attimo prima che esploda in Margin Call fino all’ambizioso – e non del tutto compreso – 1981: Indagine a New York, passando per un’opera quasi impossibile da immaginare come l’odissea “muta” di All is Lost – Tutto è perduto, il cinema di Chandor è una sfida costante al concetto di ridondanza, sia narrativa che formale. Un incessante alzare l’asticella di uno storytelling fieramente seventies che, privo di orpelli, attacca frontalmente lo spettatore, calandolo nell’azione senza alcun punto di riferimento – per capirci meglio, niente backstory o inutili spiegoni – ai quali aggrapparsi.

La storia

Questo Triple Frontier non sfugge alla regola e racconta il viaggio di sola andata verso l’inferno di cinque ex agenti delle forze speciali diventati ormai mercenari che intravedono nella rapina ai danni di un Signore della droga l’unica possibilità di riscatto da una vita che, prima li ha usati in nome della Patria, per poi scaricarli quando non servivano più. La triplice frontiera a cui allude il titolo è l’impervia zona, stretta tra Argentina, Brasile e Paraguay, nella quale i cinque commilitoni/amici sfidano la sorte e si ritrovano ben presto a mettere in discussione ogni aspetto del proprio codice morale. E quello che a uno sguardo superficiale potrebbe sembrare una versione meno tamarra di The Expendables, si rivela in realtà essere uno dei film dell’anno.

Pedro Pascal, Garrett Hedlund, Charlie Hunnam e Ben Affleck in Triple Frontier
Pedro Pascal, Garrett Hedlund, Charlie Hunnam e Ben Affleck

Lo stile

Incredibilmente realistico, laddove altri registi avrebbero spinto l’acceleratore sul versante più action, Triple Frontier porta ben impressa la firma di Mark Boal, sceneggiatore di fiducia di Kathryn Bigelow, prima regista designata, poi limitatasi al ruolo di produttrice. Il che, in estrema sintesi, vuol dire niente battute idiote pronunciate dai protagonisti mentre rischiano la pelle sotto il fuoco nemico né montaggio iperconvulso utilizzato per accrescere il pathos. Perché, più che sull’azione vera e propria, qui ci si concentra su un discorso più articolato, che ha a che fare con l’eterna lotta tra senso della giustizia e avidità. Il peso – inteso anche in senso letterale – dei soldi si insinua, infatti, nei rapporti tra i cinque uomini e ne determina le scelte, fino alle estreme conseguenze.

Un saggio sull’avidità

In tal senso il film di Chandor potrebbe tranquillamente essere equiparato al massimo saggio cinematografico sull’avidità di sempre, Il tesoro della Sierra Madre di John Huston. Diviso in due parti ben distinte – una relativa alla missione nella villa/cassaforte del pericoloso narcotrafficante Lorea e l’altra alla rocambolesca fuga, prima in elicottero e poi a piedi – Triple Frontier rifugge qualsiasi idea di patriottismo attraverso un ribaltamento radicale dello stereotipo hollywoodiano dell’eroe. In altre parole siamo chiamati a identificarci o comunque a empatizzare con un mucchio selvaggio che non opera in nome del bene, ma solo per esclusivo utile personale. E la scelta di un cast di attori generalmente accostabili a quello stereotipo è l’autentica ciliegina sulla torta.

Triple Frontier - Ben Affleck e Oscar Isaac
Ben Affleck e Oscar Isaac

In conclusione

Siamo, per intenderci, nei territori già battuti da Denis Villeneuve con il bellissimo Sicario e da Stefano Sollima nel sequel dello scorso anno Soldado. Un’idea di action che, agli eccessi testosteronici tipici del genere, preferisce di gran lunga i tempi dilatati e una riflessione per nulla scontata sui limiti della morale, sintetizzabile in quel «chi ha sparato per primo?» chiesto da Ben Affleck ai compagni dopo uno scontro a fuoco con dei contadini innocenti. Un’opera potente e preziosa che conferma, dopo Roma di Cuarón e La ballata di Buster Scruggs dei Coen, il deciso innalzamento qualitativo in atto nella produzione filmica di Netflix. Per dire che, quando sarà il momento di stilare le classifiche dei migliori film del 2019, sarà difficile non inserirvi questo Triple Frontier.

Triple Frontier, diretto da J.C. Chandor e interpretato da Oscar Isaac, Ben Affleck, Charlie Hunnam, Garrett Hedlund e Pedro Pascal, è disponibile su Netflix dal 13 marzo 2019.

Voto

 

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