Tomb Raider, la recensione: Lara Croft torna al cinema con un nuovo look

L’eroina dei videogiochi più amata di tutti i tempi, approda sul grande schermo con un nuovo stile, pronta per raccontare l’inizio della leggenda, interpretata da Alicia Vikander.

Un ritorno in grande stile

Il nuovo film di Tomb Raider diretto da Roar Uthaug con Alicia Vikander è un prodotto ben costruito che trae spunto dalle vicende e lo stile del videogame uscito nel  2013 in cui il personaggio di Lara Croft viene riconfigurato per le nuove generazioni, con uno stile di gioco pieno di corse, inseguimenti, sparatorie ed enigmi da risolvere uno dopo l’altro. Il film vuole mostrarci le origini della nostra eroina, Lara Croft (Alicia Vikander), che armata solo della sua tenacia, intelligenza e forza dovrà affrontare il viaggio verso un’isola misteriosa per ritrovare suo padre, scoprire se stessa e salvare il mondo, mettendosi alla prova per diventare la leggendaria Tomb Raider. I panni della giovane Lara Croft sono indossati da Alicia Vikander, premio Oscar per The Danish Girl, che attraverso le sue capacità e una recitazione versatile ed esplosiva è riuscita ad entrare perfettamente nel personaggio, aderendo alla sua personalità e mostrando un lato che non era mai stato visto, quello di una ragazza cresciuta con un padre assente, perso nei suoi viaggi, costretta a fare i conti con la realtà contando solo sulle proprie capacità.

Movie-game ?

Tomb Raider si sviluppa con un ritmo veloce, gli avvenimenti si susseguono uno dopo l’altro e la protagonista, come lo spettatore, si trova immersa in nuove e pericolose situazioni: naufragi, sparatorie e meccanismi mortali che spingono il film verso un approccio interattivo in cui chi guarda si immedesima completamente nella situazione rappresentata, provocando il tipico stato di tensione e attenzione del giocare ai videogame. Lara Croft si ritrova a dover superare ostacoli, enigmi e pericoli mortali in una continua corsa che non lascia spazio alla protagonista quanto allo spettatore, potendo contare solo sul suo ingegno e la sua tenacia per sopravvivere ad ambienti ostili e selvaggi. Il videogioco del 2013 è un punto interessante per capire la costruzione di un personaggio che vuole essere acerbo ed inesperto per scoprire attraverso il suo istinto la sua vera indole. Come la Lara Croft del videogioco la nostra Alicia Vikander prediligerà nella sua avventura un arco e non le famosissime pistole, anche i tratti del personaggio sono meno maturi e più adolescenziali, la Lara che ci viene mostrata rispetto a quella dei film di Angelina Jolie è giovane, esile, audace, testarda, con una bellezza meno prorompente rispetto alla sua controparte, ma nonostante questo acquista prestigio e interesse proprio nella sua inesperienza. Il percorso che Lara compirà nel film è la prima avventura che l’ha resa celebre; Lara partirà per cercare suo padre dopo aver trovato un enigma che gli aveva lasciato da risolvere, ritrovandosi coinvolta in qualcosa più grande di lei dove per poter sopravvivere dovrà salvare il mondo da un’antica e oscura forza che una misteriosa organizzazione vuole risvegliare.

Alicia Vikander nei panni di Lara Croft

Alicia Vikander è la nuova Lara Croft

L’attrice svedese e premio Oscar interpreta la giovane Lara Croft, esibendo un fisico asciutto e muscoloso dopo un intenso allenamento che ha messo a dura prova le sue capacità, fisiche e mentali, rivelando ancora una volta le sue doti di attrice. Per entrare nel personaggio la Vikander ha studiato lo stile e il design della Lara Croft del video-game del 2013, rivisitando il suo aspetto e i costumi con un suo tocco personale grazie anche ai costumisti Colleen Atwood e Timothy Wonsik che si sono ispirati al body che Alicia indossava quando faceva danza da giovane per la canottiera che la nostra eroina indossa per quasi tutto il film. Da tutto questo ne è venuto fuori un design accattivante ed aggressivo in una sintesi perfetta tra la Lara del gioco e quella del film. Nel suo battesimo del fuoco per questo personaggio, Alicia Vikander si è spinta oltre ogni limite, superando se stessa e intraprendendo un viaggio performativo paragonabile a quello della nostra protagonista, mostrando la sua aderenza in una Lara Croft pronta per le nuove generazioni.

Alicia Vikander in una scena tratta dal film

Un film per le nuove generazioni

Tomb Raider esce dagli schemi classici del personaggio per interfacciarsi con una nuova generazione di pubblico intermediale che vuole al cinema le stesse emozioni dei video-game senza perdere però una costruzione narrativa salda, coerente e avvincente. Il film riesce in questo intento grazie ad una troupe preparata, in special modo il regista Roar Uthaug che ha compreso perfettamente il controverso rapporto/scontro tra il mondo del cinema e dei videogiochi, portando sullo schermo quello che i fan hanno sempre sognato di vedere. In una realtà in cui tutto diventa sempre più interattivo, Tomb Raider si presenta come un abile prodotto che incorpora alcune caratteristiche tipiche dei video-game allo stile visivo e narrativo del film, dove l’avventura della protagonista è finalizzata ad uno scopo ben preciso senza perdersi nel ritmo delle situazioni ad alto tasso di tensione in cui essa si troverà. Coadiuvato da un cast di attori capaci, scenografie strabilianti e uno stile frenetico, Tomb Raider si prospetta come l’inizio di una saga avvincente e capace di adattarsi alle nuove generazioni, solo il tempo potrà dirci se spezzerà la “maledizione” di Hollywood che grava sui film tratti dai videogiochi.

Tomb Raider, diretto da Roar Uthaug con Alicia Vikander, Dominic West, Walton Goggins, Daniel Wu e Kristin Scott Thomas uscirà nelle sale il 15 marzo, distribuito da Warner Bros Pictures.

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