The Walking Dead 9×14: recensione di Cicatrici (senza spoiler)

The Walking Dead - Danai Gurira

Grazie a Cicatrici, la nona stagione di The Walking Dead recupera terreno dopo alcuni episodi deludenti e torna sui binari del pathos e dell’imprevedibilità, rispolverando i grandi temi che l’hanno resa una serie di culto.

Il caro vecchio The Walking Dead

Dopo la battuta d’arresto degli ultimi tre episodi, la nona stagione di The Walking Dead riprende vita e folgore con Cicatrici (Scars). A due passi dalla fine, ci vengono finalmente rivelati i motivi che hanno portato Michonne (Danai Gurira) a cambiare atteggiamento verso gli altri e verso chi le sta accanto. Attraverso l’intrecciarsi di due linee narrative, alternate in modo eccellente, conosciamo un personaggio molto importante nel passato della spadaccina, che rivoluziona la sua percezione del mondo, dei rapporti e l’idea di fiducia. Viene inoltre spiegato il modo in cui si è formato il legame speciale tra lei e Daryl (Norman Reedus), e il doloroso segreto che custodiscono da tanto, troppo, tempo.

Le cicatrici del cuore

Fidarsi è bene…non fidarsi è meglio, se dovessimo descrivere il fulcro del quattordicesimo episodio con una frase, sarebbe sicuramente questa. Ed è proprio Michonne a impararlo, nuovamente, a sue spese. Quella donna perennemente diffidente con la katana pronta a colpire, torna ad affacciarsi per una ragione più che valida, i suoi cari, i suoi cuccioli sono costantemente in pericolo. Dopo aver liberamente scelto di diventare una madre per Judith, Michonne cambia punto di vista e comprende che a volte bisogna commettere atti orribili per proteggere chi si ama, e che la fiducia va centellinata e garantita a pochissimi, o forse a nessuno. Ma proprio il confronto con la bambina, eccessivamente saggia per la sua età, le fa capire che non fidarsi non significa necessariamente chiudere il cuore a chi ti circonda.

The Walking Dead 9 - Danai Gurira (Michonne) in una scena dell'episodio Cicatrici
The Walking Dead 9 – Danai Gurira (Michonne) in una scena dell’episodio Cicatrici

Un mondo spietato

È un mondo totalmente privo di regole e di leggi quello di The Walking Dead, ormai la cosa non ci sconvolge più, o a volte sì? Probabilmente certi metodi educativi ci fanno ancora sobbalzare sulla sedia colpendoci nel profondo, facendoci chiedere se anche in un universo post-apocalittico come questo sia realmente possibile far crescere delle creature in modo del tutto violento e spietato. La stessa domanda se la fa l’indomita spadaccina, che in fondo crede ancora alla possibilità di creare un assetto “umano” e pacifico, dove i bambini possono crescere, sì nella piena consapevolezza del pericolo, della morte e dell’importanza dell’autodifesa, a volte anche a discapito degli altri, ma almeno restando umanamente lucidi e aperti alla misericordia e all’amore.

Tornano pathos ed emozione

In questo episodio le inutili lungaggini tra personaggi secondari, viste nostro malgrado nelle ultime puntate, sono scomparse, per tornare a dare spazio ai nostri amati protagonisti, ricordandoci di che pasta e di che passione sono fatti. Cicatrici riaccende dunque i fari su coloro che ormai da diversi anni rappresentano il cuore pulsante di una serie, che tra alti e bassi, tra momenti di stanchezza e fatica, riesce nonostante tutto a emozionare i suoi spettatori. Ed è proprio questo che fa l’episodio 9×14, riesce a far riemergere tutte quelle emozioni sopite sotto cumuli di sottotrame futili e senza un vero scopo, focalizzandosi sulle storie dei nostri beniamini, raccontando il percorso di gioie e dolori che hanno dovuto affrontare e che li hanno resi ciò che sono.

The Walking Dead 9 - Una scena dell'episodio Cicatrici
The Walking Dead 9 – Una scena dell’episodio Cicatrici

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