The Paris Opera, la recensione: dietro le quinte del più importante teatro europeo

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The Paris Opera uscirà al cinema solo il 13 e 14 novembre come evento speciale. Un interessante documentario sulle varie fasi organizzative e di messa in scena degli spettacoli del più importante teatro d’Europa, l’Opéra de Paris.

Un racconto corale

Il meccanismo vivo ed articolato che si nasconde dietro l’eleganza dell’Opéra de Paris viene analizzato nell’ultimo documentario del francese Jean-Stéphane Bron, il cui titolo The Paris Opera porta per l’appunto il nome del teatro che in assoluto attira il maggior numero di artisti e spettatori in tutto il mondo. Una bandiera francese viene issata nella prima inquadratura, forse a suggerire uno stretto rapporto tra la patria ed un tale luogo di eccellenza e raffinatezza. Eppure questa ricostruzione cinematografica, che prende avvio proprio nel cuore della Francia, si rivela in realtà un racconto corale di voci di mille nazionalità diverse.

Una macchina complessa

A differenza del semplice spettacolo teatrale, l’Opéra riunisce diversi ambiti dello spettacolo, che vanno dal balletto classico al canto lirico, dall’orchestra polifonica fino all’allestimento scenico -aspetto che assume qui particolare rilevanza- dando così luogo ad una rappresentazione di grande raffinatezza. Ciascun settore di questa organizzazione complessa fa riferimento a personalità artistiche di rilievo internazionale; riconosciamo tra queste il coreografo francese Benjamin Millepied, che aveva collaborato nel 2010 alla realizzazione di un importante film di denuncia sul mondo della danza classica, Black Swan, diretto da Darren Aronofsky e che valse l’Oscar alla sua interprete Natalie Portman.

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Prove di allestimento scenografico all’Opéra

La figura centrale di Stéphane Lissner

Questo discorso controverso e ricco di sfaccettature è tenuto insieme dall’attività organizzativa, diplomatica, talvolta anche politica, del direttore artistico Stéphane Lissner. Dedito in un primo momento all’organizzazione della conferenza stampa d’inizio di stagione (siamo nel 2015), Lissner appare poi assorbito senza tregua dalle problematiche più varie, che passano per la pressione dei sindacati in minaccia di sciopero, il crescente aumento del prezzo dei biglietti e molte altre questioni, tra le quali anche un fatto di cronaca di particolare delicatezza -l’attacco al Bataclan- evento che oltre ad aver scosso profondamente l’opinione pubblica, ha anche per un po’ allontanato il pubblico francese da luoghi affollati di raccolta come i teatri.

Dialogo a più voci

The Paris Opera è un documentario che ha il merito di mettere in luce tutte le varie componenti di uno spettacolo, analizzandone le varie fasi, tanto quella organizzativa, burocratica, quanto quella tecnico-artistica. Ne viene fuori una sorta di dialogo a più voci, che il regista Jean-Stéphane Bron riesce a portare avanti in modo disinvolto e sapiente, quasi in un’orchestrazione polifonica musicale. Il racconto si mantiene vivo per l’intera durata del film (1h 50min) grazie anche all’intervento decisivo della musica, che gioca un ruolo fondamentale. La scena si chiude infatti sulle note di Mozart eseguite da un bel gruppo di giovanissimi musicisti, cui è stata concessa l’opportunità incredibile di esibirsi sul palco dell’Opéra.

The Paris Opera, documentario diretto da Jean-Stéphane Bron, sarà nelle sale solo il 13 e 14 novembre, distribuito da I Wonder Pictures.

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