The Mandalorian: Recensione di metà stagione dell’attesissima serie spin-off di Star Wars targata Disney+

The Mandalorian
The Mandalorian, prodotto da Jon Favreau

Strutturata come ideale ponte narrativo tra Il ritorno dello Jedi e Il risveglio della Forza, The Mandalorian ha tutto ciò che si può chiedere a una serie spin-off di “Star Wars”. Con il valore aggiunto di essere pensata per poter piacere anche ai fan meno ortodossi della saga.

Un ulteriore tassello narrativo nell’universo di “Star Wars”

Come già l’ottimo Rogue One e il sin troppo maltrattato Solo, The Mandalorian rappresenta un nuovo e ulteriore tassello narrativo del sempre più complesso universo di “Star Wars”. E sì, detto in soldoni trattasi di uno spin-off. I motivi di interesse, però, sono molteplici, non ultimo il fungere da testa d’ariete seriale per il lancio della piattaforma streaming Disney+. Scritta e ideata da Jon Favreau (Iron Man, Il libro della giungla e il recentissimo Il re leone), la serie è ambientata circa tre anni dopo gli eventi di Episodio VI, facendo quindi da ponte tra Il Ritorno dello Jedi e Il risveglio della Forza, e racconta le avventure di un cacciatore di taglie, il Mandaloriano per l’appunto, interpretato da Pedro Pascal.

Non solo per i fan

The Mandalorian è sostanzialmente un western, come era del resto lo spirito originario che animava il primissimo film della saga e, sebbene sia costellato di riferimenti alla prima trilogia – dalla scimmia-lucertola kowakiana allo spiedo al loth-gatto per la prima volta live action – questi assumono quasi tutti il valore semantico di note a margine. La narrazione risulta infatti snella e veloce, adatta sia ai fan più ortodossi con un po’ di tempo da ingannare in attesa de L’ascesa degli Skywalker sia agli spettatori meno avvezzi ai Vangeli dello sci-fi creati ormai più di quarant’anni fa da quell’autentico genio del marketing che risponde al nome di George Lucas.

The Mandalorian - Pedro Pascal
Il misterioso pistolero senza volto protagonista di “The Mandalorian”

Il problema del minutaggio nella serialità moderna

Detto dei punti di contatto con la saga madre, The Mandalorian vanta almeno due frecce al proprio arco. La prima è, senza alcun dubbio, relativa al minutaggio. In un periodo nel quale anche il più innocuo dei teen drama supera molto tranquillamente la soglia, una volta considerata taboo, dell’ora abbondante di durata, salutiamo con piacere la scelta di Favreau e della Lucasfilm di tenersi invece sempre al di sotto dei quaranta minuti. Ne beneficiano il ritmo della serie – in questo caso altissimo – e la curva dell’attenzione di uno spettatore sempre più esigente e, di conseguenza, selettivo.

Baby Yoda

Il secondo punto di forza della serie è il personaggio che sta facendo letteralmente impazzire chiunque: il “bambino”, come lo chiama il protagonista o, come è stato invece ribattezzato da subito dagli spettatori, Baby Yoda. È lui infatti la principale attrattiva di questa prima metà della stagione e, immaginiamo, anche degli episodi a venire. In primis perché segna l’introduzione di un nuovo personaggio immediatamente riconducibile, da un punto di vista estetico, a uno degli Jedi più amati della saga. E poi perché è il fulcro attorno al quale ruota l’inizio della storia e il primo switch emotivo di un protagonista descritto, fino a quel momento, come un lupo solitario vagamente anaffettivo, quando non del tutto insensibile all’ambiente esterno.

The Mandalorian - Baby Yoda
Baby Yoda, ovvero il motivo per cui impazzirete per “The Mandalorian”

La trama

Il piccolo Yoda è infatti obiettivo che il rappresentate dell’Impero ha chiesto al Mandaloriano di portargli vivo o morto. Completata la missione, Mando viene ricompensato con un mucchio di acciaio Beskar e si fa forgiare una nuova armatura nel covo segreto in cui vivono i Mandaloriani sopravvissuti alla guerra civile che ha devastato il loro pianeta. Ma intuendo che il Bambino rischia la vita, Mando tradisce la Gilda dei cacciatori di taglie, sgomina le poche forze imperiali presenti sul territorio e tenta di lasciare il pianeta. Nell’ultima puntata trasmessa finora, la quarta, vediamo il protagonista atterrare sul pianeta Sorgan, un mondo poco abitato in cui intende nascondersi per qualche tempo.

In conclusione

Il prodotto giusto al momento giusto quindi? Molto probabile. Oltre ad essere riuscito a strappare a Stranger Things il titolo di “serie più richiesta dell’anno”. A questo aggiungiamoci pure che The Mandalorian vanta – ed è un valore aggiunto apprezzatissimo di questi tempi – la presenza della prima donna dietro la macchina da presa di un’avventura di Guerre stellari in live-action. Si tratta di Deborah Chow, presto alle prese come unica regista della serie Disney+ su Obi-Wan Kenobi con Ewan McGregor. E, qualora ce ne fosse bisogno per aumentare il coefficiente di hype, pare che l’ultimo episodio di questa prima stagione conterrà un’anticipazione dell’attesissimo L’ascesa degli Skywalker.

The Mandalorian, scritto da Jon Favreau e diretto, tra gli altri, da Bryce Dallas Howard e Taika Waititi, verrà distribuita in Italia da Disney+ il 31 marzo 2020, con l’arrivo della piattaforma nel paese.

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