La ballata di Buster Scruggs, la recensione del film a episodi dei fratelli Coen

The Ballad of Buster Scruggs

The Ballad of Buster Scruggs è il nuovo film dei fratelli Joel e Ethal Coen, un western antologico in sei episodi presentato in concorso a Venezia 75, con Tim Blake Nelson, James Franco e un cameo di Tom Waits.

La genesi del film, dalla serie tv al lungometraggio

I fratelli Coen tornano in concorso a Venezia a 10 anni da Burn After Reading (film di apertura nel 2008) con un nuovo film a episodi prodotto da Netflix per Annapurna Television, che all’inizio doveva essere una serie tv diretta da loro (a differenza di Fargo) e poi è diventata un unico lungometraggio girato in diversi luoghi degli Stati Uniti, una sorta di antologia dell’epopea Western con un ricco cast in cui spiccano Tim Blake Nelson, James Franco e Tom Waits. I generi passano dal Western classico alla commedia, dalla commedia cupa al dramma, ma è una progressione casuale, quasi emotiva, con la musica a fare da trait d’union tra una storia e l’altra. Sei storie sul mito americano della frontiera che sono anche un compendio del cinema dei Coen, con il loro tipico umorismo ebraico che si alterna a meditazioni sul senso della vita e della morte. Un film sofisticato e divertente, dalla durata piuttosto lunga, oltre due ore ma durante le quali non ci si annoia mai.

The Ballad of Buster Scruggs
Joel e Ethal Coen con Tim Black Nelson, Bill Heck e Harry Melling (Venezia 75)

I sei episodi come i capitoli di un libro

Il film è diviso in sei episodi, come un libro che viene sfogliato ogni volta che si arriva alla fine di ciascun capitolo e racconta nell’ordine di: 1) un cowboy cantante (The Ballad of Buster Scruggs), 2) un ladro maldestro di banche e bestiame (Near Algodones), 3) uno show teatrale itinerante (Meal Ticket), 4) un cercatore d’oro raggirato (All Gold Canyon), 5) una ragazza in viaggio nell’Oregon con due guide (The Gal who got rattled), 6) cinque passeggeri di una diligenza diretta verso una meta misteriosa (The Mortal remains). Le storie sono state scritte nell’arco di 25 anni, anche se sono state girate in luoghi e tempi diversi (il Nebraska, New Mexico e le Montagne Rocciose) e si ha la sensazione di una storia unica, con delle scelte particolari per ogni personaggio.

Il ricco cast con il cameo di Tom Waits

Del ricco cast fanno parte Tim Blake Nelson (nel ruolo di Buster Scruggs, che apre il film), James Franco (il cowboy del secondo episodio), Harry Melling (l’artista del terzo episodio, un ragazzo senza braccia né gambe che diventa un’attrazione teatrale), Liam Neeson (l’impresario che lo porta in giro), Bill Heck (Billy Knapp), Grainger Hines (Mr. Arthur), Zoe Kazan (la ragazza Alice del quinto episodio, che ha un finale molto drammatico), Tyne Daly (la signora dell’ultimo episodio), Brendan Gleeson (l’irlandese), Jonjo O’Neill (l’inglese), Saul Rubinek (il francese), Chelcie Ross (il cacciatore di pellicce), e soprattutto Tom Waits (il prospettore, cercatore d’oro solitario nel quarto episodio). Il celebre cantautore di Pomona torna al cinema a sei anni di distanza da 7 Psicopatici di Martin McDonagh e quest’anno comparirà anche in The Old Man & the Gun  con Robert Redford e Casey Affleck, dimostrando ancora una volta il suo talento poliedrico che lo ha visto in passato recitare in film di Coppola, Jarmusch, Gilliam, Altman e Benigni.

The Ballad of Buster Scruggs
Tom Waits

Le influenze cinematografiche

I Coen avevano già affrontato il Western con Il Grinta nel 2010 (rifacimento dell’omonimo film interpretato da John Wayne nel ’69) ma non ci sono collegamenti diretti tra i due titoli. Non mancano ovviamente gli indiani, i pistoleri, i banditi e tutti i personaggi caratteristici del genere. Altre influenze dichiarate sono sicuramente i film del cosiddetto “spaghetti western” all’italiana, soprattutto nell’episodio del cowboy interpretato da James Franco (che sembra uscito direttamente da un film di Sergio Leone, o di Tarantino, per alcune scene particolarmente divertenti e cruente). I fratelli Coen hanno dichiarato di essere stati ispirati anche da celebri film a episodi come Boccaccio ’70, diretto nel 1962 da quattro grandi registi italiani come Monicelli, Fellini, Visconti e De Sica. Oggi non si fanno più molto spesso questi film a episodi, e i Coen hanno pensato bene di rivitalizzare il filone in chiave western, maneggiandolo con la consueta maestria e inserendovi anche altri elementi.

Le musiche del film

Il titolo del film deriva da una canzone del primo capitolo, The Ballad of Buster Scruggs. Le musiche sono state composte da Carter Burwell, che aveva firmato le partiture anche di Tre manifesti a Ebbing, Missouri con il premio Oscar Frances Mc Dormand (moglie di Joel Coen). Del cast fa parte anche Willie Watson (The Kid nel primo episodio), un moderno folk singer che attinge dalla tradizione del folk e del blues americano, del gospel e della musica degli Appalachi, e in generale di tutta la musica delle radici che viene tramandata di generazione in generazione. La colonna sonora crea un collante tra le diverse storie, che sono diverse come la musica che le accompagna. La canzone di apertura (Cold water) è stata girata in tre luoghi e tre giorni diversi, a testimonianza della meticolosità dei Coen.

The Ballad of Buster Scruggs
Ethal e Joel Coen a Venezia 75

The Ballad of Buster Scruggs, diretto da Joel e Ethan Coen, con Tim Blake Nelson, James Franco e Tom Waits uscirà su Netflix e nelle sale dal 16 novembre 2018.

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