TFF36: Pretenders, recensione del triangolo amoroso di James Franco

Pretenders

Pretenders, di James Franco, presentato al 36º Torino Film Festival, è una dichiarazione d’amore al cinema, un esercizio d’estetica, un triangolo amoroso fra tre giovani, che tra finzione e realtà acquistano consapevolezza di se stessi e della propria esistenza.

Un colpo di fulmine

Il film Pretenders, di James Franco, presentato al 36° Torino Film Festival, racconta l’educazione, la crescita e la consapevolezza sentimentale di due amici attraverso il cinema e i film. L’incontro, infatti, da cui prende inizio la storia, avviene fuori da una sala cinematografica, dove si trovano di fronte all’incarnazione della ragazza attesa da sempre, quella che si può amare per anni nonostante rifiuti e sofferenze. I due ragazzi Terry (Jack Kilmer), studente universitario che sogna di diventare un regista, e Phil (Shamelik Moore), fotografo appassionato si invaghiscono della stessa donna, Catherine (Jane Levy) che sembra essere felice solo contesa tra i due.

La vita su uno schermo

Attraverso un omaggio al cinema, in particolare a quello di Godard, Truffaut e Bertolucci, James Franco rappresenta tre giovani appassionati di cinema, aspiranti registi, fotografi o attrici, che guardando film imparano a vivere, ad affrontare problemi, situazioni, delusioni, a capire cosa realmente vogliono da se stessi. Il cinema non è intrattenimento, è rappresentazione e insegnamento di vita, inizia a condizionare in modo fondamentale la loro esistenza, come se in ogni scena ci fosse un consiglio, un pezzo mancante che li dice quale strada intraprendere, vivendo così tra sogno e realtà, tra premonizione e ricordo.

Pretenders - Kilmer
Terry (Jack Kilmer) quando incontra di nuovo Katherine (Jane Levy) dopo alcuni anni

Un amore persuasivo

I protagonisti, perfettamente inseriti in quell’epoca in cui tutto è concesso, in cui la vita rischia sempre più di diventare l’interpretazione di un ruolo, che non li permette quindi di essere se stessi. Fra tradimenti, copioni e foto artistiche, i due amici si perdono e si incontrano per anni, con la presenza di Catherine sempre centrale, pronta a rafforzare e distruggere il rapporto fra i due. Terry e Phil rimangono affascinati e sempre innamorati di Catherine, attrice perenne, tipica icona della Nouvelle Vague, che li seduce, li fuorvia, li unisce e li allontana.

Il film nel film

Pretenders è un progetto ambizioso e ben riuscito, con riferimenti espliciti e dichiarati, un’esercizio d’estetica che arriverà in maniera diversa al pubblico, ma che a ognuno potrà lasciare qualcosa. Un mix tra racconto e pura immagine, nella rappresentazione di un cinema dove, in un modo o nell’altro, si finge e si impara a vivere lentamente, prendendo coraggio, film dopo film. Ma James Franco esplicita anche le differenze tra questi due mondi: la vita vera non è un film, per quanto ci si sforzi di interpretare sempre un ruolo diverso, si è una sola persona dalla quale non si può fuggire per sempre

Pretenders - Moore
Phil (Shameik Moore) all’inizio del film fotografa alcune ragazze del college

Una tecnica impeccabile

Un film particolare, intenso e dolce, con un impatto di trama e uno puramente estetico, visivo e potente. L’ottima interpretazione e regia aggiungono una carica emotiva ad una fotografia impeccabile: delicata, ricca di luci soffuse, opache, tipiche dei locali dell’epoca in cui è ambientata la storia e che trasmettono l’interiorità di ogni personaggio, esplicitando tutte le sensazioni che i giovani di quel periodo provavano avvicinandosi al cinema. Pretenders rompe alcune regole, per certi versi è un film doppio; James Franco regista sorprende sempre di più, questa volta con un dramma ironico e amaro.

Pretenders - Levy
Jane Levy in una scena del film

Pretenders, diretto da James Franco, con Jack Kilmer, James Franco, Jane Levy, Juno Temple, Brian Cox, Faith Logan, Shameik Moore.

Voto

 

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