TFF36: La casa delle bambole – Ghostland, recensione di un horror controverso e disturbante

La casa delle bambole – Ghostland è una discesa nella follia, in un abisso oscuro di morte e depravazione che si prende gioco della mente dello spettatore, trascinato come le protagoniste nel più orribile degli incubi.

Tra bambole e maniaci in una casa fatiscente 

La casa delle bambole – Ghostland di Pascal Laugier (Martyrs) non ha paura di osare e costruisce un horror morboso e disturbante che omaggia H.P. Lovercraft con la storia di Coleen (Mylène Farmer) e delle sue due figlie, Beth (Crystal Reed) e Vera (Taylor Hickson) appena trasferitosi nell’antica casa di una zia che in quella stessa notte vengono assalite da due maniaci e ridotte in fin di vita riescono a salvarsi. Sedici anni dopo, Beth, diventata una scrittrice di successo ritorna in quella casa, tra trine e merletti che vestono bambole vive e di porcellana: ci si può giocare, si possono svestire e smembrare, mentre nella casa e nel tempo si aprono varchi comunicanti.

Mind-horror ?

Il nuovo prodotto di Pascal Laugier gioca con la mente dello spettatore, in archi narrativi e temporali che sembrano uscire direttamente dagli incubi delle due sorelle, sopravvissute al trauma, in una configurazione che trascende l’horror e il thriller per scavare a fondo nella psiche delle protagoniste. Il film vuole essere un’efficace sintesi di tradizione e modernità in grado di affrontare un genere estremamente comune in maniera efficace ed originale. Già le atmosfere disturbanti e claustrofobiche di Martyrs, con vittime scuoiate i cui corpi rimanevano a stendere come carcasse prive di identità, era emerso l’estro folle e creativo di Laugier ma con La casa delle bambole cerca di superarsi ancora una volta, costruendo un mind-game travolgente e perturbante in cui la realtà non è mai quello che sembra.

La casa delle bambole - Taylor Hickson
La casa delle bambole – Taylor Hickson

Un luogo infernale e perverso

La spettrale casa dove si svolge La casa delle bambole – Ghostland è scenograficamente adatta all’incubo che avviene al suo interno; situata in una zona isolata nel bosco, ha la particolarità di avere centinaia di bambole, appese o poggiate in ogni sua parte che scrutano attente ogni movimento di chi vi abita, molto più umane di quel che sembrano. La macchina da presa si muove abilmente in questi corridoi lugubri e pieni di oggetti antichi e polverosi, come un’agente silenzioso che testimonia meccanicamente il suo passaggio, imperscrutabile, mentre l’obiettivo riprende le perversioni che si susseguono in un luogo infernale e perverso.

L’incubo reale

La casa delle bambole è un horror intelligente e disturbante, che porta lo spettatore in un incubo reale e angosciante capace di travolgerlo completamente. Con una narrazione estremamente reale ed una tecnica visiva che incide profondamente, attraverso la violenza e la brutalità di molte scene può essere considerato più dei soliti horror che escono in sala, per un pubblico cosciente del suo ruolo che vuole vere emozioni capaci di farlo trasalire, lasciandolo con un senso di angosciante inquietudine anche dopo essere uscito dalla sala.

La casa delle bambole – Ghostland è presentato in anteprima nella sezione Afterhours del 36° Torino Film Festival e sarà in sala dal 6 dicembre, distribuito da Koch Media. Diretto da Pascal Laugier con Crystal Reed, Taylor Hickson, Rob Archer, Emilia Jones, Adam Hurtig, Anastasia Phillips.

Voto

 

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