Teatro Trastevere, stagione 2019/20: da Shakespeare a Pasolini e Caselli

Teatro Trastevere, stagione 2019/20
Teatro Trastevere, stagione 2019/20

Teatro Trastevere, stagione 2019/20: in occasione del decimo anno d’attività il direttore Marco Zordan ha inserito in cartellone opere che attingono al passato per raccontare il presente: le influenze vanno da Shakespeare a Pasolini fino ad arrivare a Caterina Caselli.

Il Teatro Trastevere (qui la pagina Facebook ufficiale) ha presentato con orgoglio Decibel, ovvero la sua decima stagione. “Abbiamo scelto di festeggiare la nostra decima nuova stagione con ironia, a cui si accosta commozione e riflessione, prediligendo messe in scene moderne senza però trascurare l’esigenza di quelle intramontabili classiche. Raccontare la realtà in nome di un’onesta ed originale trasposizione artistica”, ha dichiarato il direttore artistico Marco Zordan. A seguire il calendario completo degli spettacoli:

Dal 9 al 13 ottobre SHAKE’S FOOL, scritto e diretto da Giovanni Maria Buzzatti e Manuela Tempesta: una riscrittura attualizzata, che utilizza anche il linguaggio dialettale per restituire veridicità e fondatezza alla poetica universale di Shakespeare. Un mezzo per “uscire dalla formalità del Teatro” e, tramite il Teatro stesso, veicolare nuove forme di comunicazione.

Dal 17 al 20 ottobre ATTORT’, scritto e diretto da R. Brunetti: in un tempo in cui sono esplose le modalità di comunicazione attraverso l’utilizzo dei sistemi di messaggistica istantanea, tra emoticon, pensieri lapidari digitati distrattamente e veloci
sessioni di sexting, la protagonista Marietta trova sempre più difficile interagire con gli altri, soprattutto con gli uomini, e stabilire un rapporto vivo e profondo di conoscenza di sé stessa e dei partner. Gli insegnamenti ricevuti sull’amore come rapporto di coppia stabile, volto alla creazione di una famiglia, non rispecchiano ciò che realmente desidera dalle relazioni amorose che porta avanti. Il focus, trasversale a tutta l’opera, ruota attorno alla frattura interiore della protagonista, provocata dal controverso binomio tra la tradizione, inteso come processo di sedimentazione e acquisizione delle prassi di comportamento sociale tramandate, sin dalla nascita, dalla famiglia e dalla comunità d’origine, e il cambiamento.

dal 24 al 27 Ottobre PASOLINI/CASELLI ’66 scritto e diretto da Enrico Maria Carraro Moda, libero adattamento da Orgia di P.P.Pasolini Pasolini scrive ‘Orgia nel 1966 e contemporaneamente una giovane ‘Casco d’oro’ Caselli fa uscire il suo singolo Nessuno mi può giudicare. Orgia, dramma del giudizio, del pregiudizio, della Rivoluzione che segue alle continue pressioni che il passato opera nella mente dei due sposi, sembra collegato indissolubilmente al testo della meravigliosa ‘Casco d’oro’. Ma i due artisti – Pier Paolo Pasolini e Caterina Caselli – hanno scritto i loro lavori nel 1966 senza neanche accordarsi sul prodotto da proporre…

Dal 29 ottobre al 3 novembre LA GRANA scritto e diretto da Marco Zordan, libero adattamento da La notte brava di P. P. Pasolini Roma, Trastevere, anni ’50. Il boom economico, la tv, l’America e il nuovo stile di vita urbano, si insinuano talmente nella mente dei nostri protagonisti fino a fargli vivere una giornata al limite della legalità, per un pugno di lire… solo per un giorno “alla grande”. Punto di partenza, qualche arma da ricettare, punto di arrivo sicuramente in basso, da ricercare in qualche bar o dancing o ciglio di una strada. Da sfondo una Roma dove pezzo dopo pezzo si sgretola la solidarietà, vero collante del proletariato urbano. Una corsa sfrenata, una voglia matta, un treno in corsa dove i passeggeri non guardano mai fuori dal finestrino, per vedere tutto ciò che si lasciano alle spalle. Opera pasoliniana, “La grana” è uno spettacolo su tutto ciò che si fa, si farebbe o si arriva a fare in nome di alcune banconote. Una giostra di emozioni e colpi di scena, di suggestioni e ironia, alla fine della quale non esisteranno vincitori ma solo vittime.

Dal 5 al 10 novembre DOLCE ATTESA PER CHI? di Betta Cianchini, Regia M. Maltauro. Bianca è una trentenne precaria nel lavoro e nell’amore. Ha un contratto “a progetto” ma progetta di avere un contratto; sogna il marito ideale, ma è innamorata di un “cervello prossimo alla fuga”. E allora cosa accade se inizia a desiderare un figlio ed una famiglia? Nasce in Bianca una vera e propria diatriba fra la testa e la pancia, un confronto spietato e surreale fra la sua parte più razionale e positiva e quella più istintiva e cinica.

Teatro Trastevere, stagione 2019/20
Teatro Trastevere, la stagione 2019/20 con tutti gli spettacoli in cartellone

al 15 al 17 novembre AGOSTINO (Contro tutti) di M. Bruno, Regia G. Pontillo. La periferia di Roma, come quelle di Milano, Napoli e Palermo, nasconde realtà estreme e storie amare. L’operaio Agostino un giorno esce dal suo appartamento, situato al quarto piano di un palazzone a Tor Bella Monaca: è vestito in giacca e cravatta e insieme a sua moglie sta portando il figlio in chiesa per la prima comunione. Ma quando torna per festeggiare, si accorge che la sua chiave non apre più la porta. Gli hanno occupato casa. E a nulla valgono le sue rimostranze presso le autorità: Agostino non ha nessun titolo per dimostrare che l’appartamento è suo. Così, decide di riprenderselo con i suoi metodi. Occupa il pianerottolo insieme a tutta la sua famiglia e da quel momento in poi… comincia la sua battaglia personale.

Dal 26 novembre al 1 dicembre CHI È LA BESTIA, scritto e diretto da E. Bilotta. Nel 1969, l’America è scossa da un caso che farà il giro del mondo: gli omicidi Tate/La Bianca. Sette
morti in due giorni, con scenari raccapriccianti. Gli omicidi sono avvenuti per mano della Manson Family. Il processo che porta Charles Manson, guru della family e mandante degli omicidi, a essere condannato alla pena di morte, poi tramutata in ergastolo, diviene il più famoso e dibattuto della storia americana. E ancora oggi il dubbio è l’elemento centrale della storia. Manson, folle criminale omicida o nuovo profeta, o, ancora, capro espiatorio di un sistema che voleva affossare le “libertà” rivendicate dalle contestazioni degli anni ’60?

Dal 3 all’8 dicembre CLAUSTROFOBIA, scritto e diretto da Gianni Quinto. È un venerdì di un’estate caldissima. Tommaso, nerd ansioso e ipocondriaco, direttore di una filiale di banca, deve attendere che uno dei clienti più facoltosi finisca alcune operazioni nel caveau. Ma un imprevisto cambia tutto. Un rapinatore con il volto coperto da un passamontagna, entrato nel caveau, minaccia i due con una pistola. Nel nervosismo generale, lo strambo
delinquente non ha modo di capire che i due derubati stanno cercando di indicargli la porta
blindata che di lì a pochi secondi si chiuderà lasciandoli senza via di fuga. Dopo alcuni goffi ed inutili tentativi di fuga, i tre hanno modo di confrontarsi e scambiare qualche parola. È a questo punto che Tommaso riconosce chi si nasconde dietro al passamontagna…

12 e 22 dicembre spettacolo evento date uniche NEURO LADIES di A. Merico, S. Guandalini, V. Milaneschi, Regia P. Cigliano. La storia si svolge durante la notte di San Silvestro, a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, in un bagno per signore, all’interno di una villa, durante un ricevimento dove l’animazione è affidata alla comicità di Stefano Fresi e Lillo&Greg. Le tre protagoniste hanno caratteristiche molto diverse. La prima è una donna borghese molto ricca, in cerca di evasione dalla routine della vita quotidiana fatta di feste per bambini, scuole private, babysitter e apparenza. La seconda è una scrittrice in cura perenne da una terapista per superare le sue evidenti dipendenze affettive e le insicurezze
date da un lavoro precario. La terza, un’eroina moderna abituata ad ambienti meno sofisticati e a farsi giustizia da sola. Tre donne accumunate dalla presenza sotterranea di un grande mostro che vive indisturbato al loro interno: una rabbia forte, sempre più difficile da tenere a a bada, che prende il sopravvento e invade tutto ciò che trova al suo passaggio.

Dal 13 al 15 dicembre GUERRIERE scritto e diretto da Giorgia Mazzuccato. Angela, una ragazza che si traveste da uomo per andare a combattere; Eva, un’albergatrice benestante che ha come miti la Regina crocerossina Elena di Savoia e la rivoluzionaria Coco Chanel; Franca, una donna socialista, compagna di partito di Mussolini, dalla forte identità veneta,
che per incontrare il marito al fronte diventa una portatrice carnica e per mantenere i figli trova due lavori, uno dei quali come operaia in una fabbrica di armi. Un ricamo di racconti, un affresco di storie che, intrecciandosi, dipingono poco a poco un panorama sconosciuto.

Dal 17 al 22 dicembre I FISICI di F. Durrenmatt, Regia E. Banella. Siamo nella casa di cura Les Cerisièrs, in un tranquillo e ridente paese di provincia. Nell’ultimo periodo la quiete del sanatorio è stata scossa da due “incidenti”: due pazienti, che si credono rispettivamente Newton ed Einstein, hanno strangolato ognuno la propria infermiera. Per questo motivo la clinica è messa sottosopra dai poliziotti, primo fra tutti il commissario Richard Voss, che cerca in tutti i modi di ottenere giustizia. La situazione precipiterà quando un terzo paziente, anch’egli (non a caso) un fisico, Möbius, compirà lo stesso gesto. In una spirale di paradossale comicità salteranno tutte le maschere e si scopriranno le vere identità dei tre malati.

Dal 31 dicembre al 6 gennaio SE FOSSI FICO di Locci, Trombetti, D’Ostuni, regia Daniele Trombetti. Fabio, un placido ragazzone trasandato, vive a carico dei suoi due coinquilini. Un giorno incontra la splendida Beatrice, segretaria in uno studio legale, e si innamora all’istante. Come farà un perdigiorno a fare colpo sulla bella ed elegante segretaria? Una favola moderna dove, con toni buffi e canzonatori, si dipanerà lo sciocco piano dei nostri protagonisti che rischieranno davvero molti guai. Una semplice e piacevole commedia degli equivoci, capace di far ridere a crepapelle, ma anche di commuovere ed emozionare.

Dal 9 al 12 gennaio CALIGOLA di A. Camus, Regia R. Del Monte e V. Rosati. Della sabbia, una clessidra, il dolore umano. La scena si apre su una Roma che potrebbe esistere in
qualsiasi luogo e in qualsiasi tempo, su piedi nudi che incedono in un dolore spaesante. Da sfondo una clessidra che si svuota, che scandisce il tempo di Caligola, il tempo del dolore, il tempo di ogni vita umana. Nessun grande imperatore, nessuna corona, nessun potere, Caligola torna a casa spossato e infreddolito con la morte tra le mani, un’anima che ha “amato troppo” e ha perso tutto. Quanto può valere tutto il tesoro di un regno davanti ad un dolore come questo? Se Caligola è l’imperatore romano passato alla storia come “pazzo”, quello che Camus disegna è il profilo di un’anima nuda che elude l’appartenenza al genere e al tempo, un’ anima che deve credere nella “luna” perché non ha senso vivere se non si crede nell’impossibile.

Dal 14 al 19 gennaio GUARDAVAMO GLI ALTRI BALLARE IL TANGO di G. Caminito, adattamento M. Tiberti, Regia G. Mortelliti. Guardavamo gli altri ballare il tango é un progetto teatrale tratto dalla trilogia di racconti omonima di Giulia Caminito. Celeste ha fatto tagliare gli alberi nel proprio giardino, si fa passare il cibo da una buca per Ie lettere e condivide la sua casa—prigione con una giovane dai vestiti fiorati. Insieme devono far fronte a una radice nera e cattiva che spunta al centro del salotto. Agnese e Leo sono due anime diverse, agli antipodi: mentre lei vorrebbe tanto frequentare un corso di tango, lui crudelmente la costringe solo a spiare i ballerini da una finestrella che dà su un seminterrato. Eppure mattina dopo mattina, risveglio dopo risveglio, il corpo di Leo si fa
diverso, trasfigurato, proteso verso una nuova terribile identità. Evelina é sola, trascrive i suoi buoni propositi su post—it gialli e ha paura che la mensola carica di libri Ie precipiti addosso. Con l’orecchio ben teso verso la propria casa, un giorno sente qualcosa grattare dal fondo dell’armadio. Quando apre l’anta vi trova rannicchiata una bambina tutta ossa. Tre storie tra il reale e il fantastico per raccontare la psicologia di tre donne, tre momenti della vita, tre difficili convivenze, tre segreti da svelare.

28 gennaio – 9 febbraio TRASTESTORIE

28 e 29 gennaio MARE di e con Francesco Pica
Storie vere di fatti straordinari, successi realmente, documentati. Forse dimenticati. Una donna fa un sogno, inizia a parlarne e scivola in una notte nera, in una piccola isola, in una piccola spiaggia di sassi, dove una donna incinta, una pescatrice, aspetta che il marito la raggiunga per poter tirare la rete a terra e recuperare il pescato. Nell’attesa, il tempo e lo spazio si dilatano. Si aprono a cose impossibili: visoni, incontri inaspettati, viaggi forse mai fatti, ricordi di cose probabilmente mai viste. Il parto improvviso la riporta per un attimo alla realtà, prima di farle spiccare un volo che la condurrà molto lontano, così lontano da poterci guardare.

30 e 31 gennaio MI CHIAMO GIUSEPPE di e con Enrico Vulpiani. “Mi chiamo Giuseppe” è la storia dell’Italia del secolo scorso, raccontata attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta e le emozioni di chi se l’è sentita raccontare. Un viaggio picaresco e inevitabile, attraverso Paesi, persone, eventi privati e storici. È la storia di una famiglia, un piccolo ma tenace
albero genealogico che, pur strapazzato da vento e sole, ha continuato a germogliare, volgendo sempre i propri fiori , fieri, verso l’alto. È la storia di ognuno di noi, del nostro Paese, una trama difficile e a tratti controversa ma piena di gioia e di speranza.

1 e 2 febbraio PIÙ DELLA MIA VITA di Elisa Mascia, Regia Gabriella Praticò. La storia, ambientata negli anni ’50, nel quartiere popolare romano di Testaccio, narra la vicenda
di due donne, Anna e Maria, e del loro difficile e violento rapporto con gli uomini della propria vita. Accomunate da un destino simile, le loro vite prima si sfiorano nel racconto/narrazione e poi s’incontrano in un luogo di reclusione, il manicomio, dove mai avrebbero pensato d’incontrarsi dopo aver vissuto un tragico evento. È la storia di un incontro, fatto di diffidenza, di intimità, di lacrime ma anche di tante risate, di ironia e di riflessioni ingenue ma profonde tra due donne e di due donne con se stesse. Una lotta interiore le accomuna per raggiungere quella libertà che nessuno potrà loro ridare se non loro stesse, è la storia delle prigioni che spesso si costruiscono dentro per poi ritrovarle al fuori di noi, pietrificate come una tragica profezia che si autodetermina. Rappresenta il tema della lotta femminile contro la violenza fisica e morale, delle strategie messe in atto per combatterla, sia pure come una fuga verso una realtà “altra”, nei labirinti della mente, che si svelerà in un finale inaspettato.

4 e 5 febbraio IL DOTTORE E LO SPECIALISTA di e con Marco Valeri. “Il Dottore e Lo Specialista” racconta la vicenda di un uomo che perde una gamba, che vive al fianco del dolore seppure immerso in quel dolore e nella tristezza che esso comporta. La vicenda diventa una confidenza in cui emerge lentamente la ricerca di una chiarezza, una spiegazione che permetta di capire il perché di una tragedia e il voler guardare altrove, una debolezza che non ci fa prendere coscienza una facilità con cui lasciamo che a decidere per noi stessi siano gli altri… La storia, tra le righe, racconta l’ultima tragica vicenda aquilana e nello stesso tempo tutte quelle tragedie che fanno parte della storia dell’Italia e che in molti casi si sarebbero potute evitare.

6 e 7 febbraio I BAFFI DI ANGELICA di Mosè Previti, Regia Rosaria Sfragara. Angelica ha i baffi perché è una paladina, una guerriera dell’Opera dei Pupi e una donna e un’attrice. Angelica è un pupo femmina che non ama i fili e che dà filo da torcere a chi vuole
amarla, a chi vuole comandarla. Il suo ardore è incontenibile, quasi quanto la sua abilità nel mettersi alla prova. L’ultima battaglia è quella decisiva intorno al suo ruolo nell’armata, intorno alla sua libertà di essere viva, lontano dal puparo e dal palco. Il monologo è una riflessione sul ruolo dell’individuo all’interno della società. Ma anche una riflessione sul potere, sulla costrizione imposta dalle convenienze. Angelica ha i baffi perché sono segno della sua forza ma anche della sua ambiguità.

8 e 9 febbraio GLI ARROVESCIATI di Giorgio Cardinali, Regia Marco Luly. Storia di un paese dove si campa di terra e si muore di fame. Storia di uomini al servizio di baroni
per poter garantire la sopravvivenza della famiglia. Storia di chi immagina il proprio avvenire e lo costruisce. Tra i pochi sogni accarezzati dai pezzenti del paese, c’è quello della strada per la montagna: una strada vera al posto dell’antica mulattiera, se il veto di chi non vuole fastidi sulle proprie terre non obbligasse il vecchio sogno a restare tale. I contadini allora disertano il lavoro nella terra del barone, con uno sciopero al rovescio e impugnando pale e picconi iniziano la loro impresa a cui parteciperà tutto il paese.

Dall’11 al 16 febbraio NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE scritto e diretto da Alessandra Silipo. Una commedia irrazionale. Una giostra irrisoria, vorace e vorticosa. Un assurdo condominio dove sono concentrati i mali di una società sconclusionata. Personaggi inconsapevoli, vittime e carnefici di se stessi e degli altri e di una popolarità famelica. Una surreale ricerca del proprio posto nel mondo ignorando più o meno volutamente il rantolo agonizzante dell’umanità. Una irrisoria critica al mondo contemporaneo. Un’analisi amara e beffarda di alcuni dei mali che infettano la società.

Dal 18 al 26 febbraio COME 3 ARINGHE di M. Falaguasta, Regia Leonardo Buttaroni. La notte porta consiglio. E porta confronto. Tre metronotte dalle storie e dalle personalità diverse condividono le lunghe e lente ore del proprio turno presso un delfinarium, si confessano e fanno i conti con se stessi. Un’unica morale: rimandare può essere fatale. Mentre adempiono al proprio dovere – sorvegliare che tutto funzioni nella vasca di un misterioso e mitologico delfino albino, che è la metafora di una eccezionalità che i tre possono solo lontanamente sognare – Nico, quarantenne, si ritrova con una figlia di 17 anni, incinta; Giorgio è portatore sano di una felicità costruita e quindi fastidiosa; Mariano è il capo, un ex agente entrato in polizia per far giustizia sui cattivi e rimasto fregato dai buoni. Una storia di antieroi, che inizialmente millantano scenari altissimi, ma via via lasciano cadere le difese e arrivano ad ammettere che le loro vite sono come quelle di tre aringhe.

Dal 27 febbraio al 1 marzo GIROTONDO – RIFFA D’AMORE PER TRE PERSONAGGI da A. Schnitzler, Regia Flaminio Perez. È impossibile dire cosa sia l’amore. Noi ci giriamo solo attorno. Giro giro tondo. Casca il mondo. Com’è l’amore oggi, qui, per tutti quelli che ci sono intorno? Cosa fanno quando vivono l’amore?Giro giro tondo. Casca la Terra. Tutti giù per terra. Prima di sdraiarsi gli uni tra le braccia degli altri, come si comportano uomini e donne? Arthur Schnitzler ce ne ha dato una versione Vienna fin de siècle. Noi siamo nel 2020. Quattro uomini e quattro donne colti sul punto di accoppiarsi ci rendono un’istantanea del nostro. Modo di amare o forse della nostra incapacità di farlo. Sono quattro corteggiamenti nelle loro varie sfumature: erotico, queer, impacciato, osceno
e… tante altre situazioni che avete già immaginato – o magari, vissuto. Gira e rigira, sempre di amore parliamo… per girarci intorno.

3 – 15 marzo TALES Of WOMEN

3-4 marzo NATA DI GIOVEDÌ di M. Dema, Regia G. Cappuccio. Nel turbine di una città che troppo spesso lascia da soli, Serena, protagonista di “Nata di giovedì” una giovane donna di trentatré anni, vive una vita divisa in due. Ha un compagno, Nicola, da 9 anni, un artista che tende a fagocitarla come persona e personalità, a tal punto da farle dimenticare di se stessa e della sua femminilità. A ricompensarla di questa storia che ormai non le dà più neanche le emozioni di un tempo, arriva Pietro, suo sottoposto a lavoro, più giovane di lei, ma non per questo meno pronto ad averla. Intrigata dalla sua personalità, Serena inizia a sottoporlo a un trattamento servile sul lavoro, per provare fino a che punto può resistere e lui resiste e fa di più.

5-6 marzo COPPIA APERTA, QUASI SPALANCATA di D. Fo, F. Rame, Regia V. Risso. Antonia, 38 anni, moglie e madre, è ormai all’ennesimo tentativo di suicidio a causa dell’infedeltà del marito. Lui, affascinante intellettuale di sinistra, libertino e abile retorico, propone alla moglie la “coppia aperta” come soluzione ai problemi coniugali. Dopo un iniziale rifiuto Antonia si convince a tentare. Ma cosa succede quando una donna che si stava ormai dando per vinta finisce di fare la moglie e si riscopre “femmina”? Cosa succede insomma quando la coppia diventa “aperta” da entrambe le parti?Un atto unico dalla forte comicità e ironia che mette a nudo le dinamiche delle relazioni sentimentali in un contesto grottesco ma mai inverosimile. Un dipinto sempre attuale di incomunicabilità nel quale rancori e rivincite mettono in moto un carosello di eventi dai quali né uomo né donna usciranno a testa alta, vittime dei loro stessi desideri.

11 e 12 marzo MADRI DI di G. Corradi, Regia Silvia Vallerani. Sderot, Israele, Settembre 2016: donne israeliane e palestinesi si preparano ad affrontare la Marcia della Speranza, attraversando con un cammino di due settimane il territorio dello storico conflitto tra le due popolazioni. Heba, donna palestinese, viene accolta per la notte da Shira, una donna israeliana, nella baracca abbandonata dopo i bombardamenti del 2008. Ma presto, quella che sembra essere solo un’accoglienza pre-partenza si trasforma in una sorta di regolamento di conti. Due donne, due madri, una con un figlio scomparso e l’altra con un figlio morto, fanno in una notte il resoconto di una guerra che hanno subito, raccontando povertà e disparità, denunciando la mancanza di stabilità e le scelte dei potenti che sono ricadute sulle loro vite. Un racconto che non risparmia nessuno e che metterà Heba e Shira una contro l’altra, portando alla luce una terribile verità.

13 e 14 marzo LUI TORNA SEMPRE scritto e diretto da Andrea Franco. Tutto si svolge all’interno di una piccola stanza. C’è solo una piccola finestra, in alto, e una porta.
La protagonista (di cui non conosciamo il nome) è stata chiusa con la forza poco alla volta
scopriamo il suo passato e in che modo è arrivata lì. Lei è una ragazza con qualche problema mentale, cresciuta con un padre che non l’ha mai accettata e che ha abbandonato lei e la madre che per superare le difficoltà finisce per lavorare in strada. Un destino atroce – di cui non conosciamo tutti i dettagli – fa sì che anche la protagonista narrante inizierà contro la sua volontà a prostituirsi…

15 marzo SYNESTHESIA, coreografie G. Maglia. Il termine synesthesia deriva dal greco Syn, “insieme”, e Aisthànestai, “percepire”, e il suo significato alla lettera è “percepire insieme, sentire insieme”. Infatti la parola synesthesia serve proprio a indicare un’esperienza di percezione simultanea a livello sensoriale, una commistione di
sensazioni generata dall’osservazione della realtà che può comportare confusione, gioia, piacere, paura nel soggetto che la prova. La synesthesia è anche una figura retorica molto utilizzata nella poesia, nella pittura, nell’arte in generale e spesso in maniera inconsapevole anche nella danza. Ed è proprio utilizzando il linguaggio della danza che mi sono riproposta di raccontare la realtà percepita attraverso la synesthesia, utilizzando sensazioni mescolate, indagando a livello gestuale e di movimento ciò che avviene in una mente che si trova a vivere l’esperienza. Semplicemente un viaggio in una e più menti che percepiscono differenti elementi che costituiscono la realtà interessata.

dal 17 al 22 marzo CAPITANO ULISSE di A. Savinio, Regia A. Martella. Una visione del mito di Ulisse riflessa nel prisma dell’intelligenza di Savinio. Ulisse è per lui personaggio congeniale e familiare – e anche il pretesto per alludere a se stesso, uomo «incompreso» per «eccesso di futilità». Troviamo molta provocazione in questo testo, a tratti una
strepitosa comicità. Di fatto, Capitano Ulisse ha avuto sino a oggi una storia difficile e accidentata. Scritto nel 1925 per l’effimero Teatro d’Arte di Pirandello, venne rappresentato per la prima volta solo nel 1938, in clima ostile. Da allora, fino a oggi, il quasi totale oblio. Ulisse è qui un uomo sfinito, svuotato, un anti-eroe che non è in grado di prendere in mano la sua vita, soprattutto quella sentimentale, diviso com’è nel rapporto con tre donne che sembrano a lui la stessa persona.

dal 24 al 29 marzo COME QUANDO FUORI PIOVE scritto e Diretto da P. Congi. La storia è ambientata verso la fine della seconda guerra mondiale, e narra di un fratello e una sorella orfani (Carlo e Lucia), che possiedono una casa in una campagna sperduta e vuota, ai piedi
di una montagna dove costantemente partigiani e nazisti si danno battaglia. La villa è sotto
sequestro da parte dei nazisti e Carlo è affiancato da due militari fascisti (Oreste e Claudio) che non vedono l’ora di tornare a casa. Lucia, esasperata dalle grida dell’uomo, chiede a Carlo di poter dare sollievo al partigiano e se ne innamora. Da qui nasce un conflitto con il fratello, che tenta in tutti i modi di difenderla, e di fare in modo che la guerra passi, chiudendo gli occhi di fronte alle atrocità che si commettono, e chiudendo parte dei suoi sentimenti e della sua natura. Lucia è però ormai schierata, e decisa a prendere in mano la sua vita aiuta i partigiani in un attentato, mettendo a rischio sé stessa e tutto il castello di carte su cui si fondano le sicurezze di Carlo.

dal 31 arzo al 5 aprile SEI SICURO CHE LE BOMBE DELLE 6 NON FANNO MALE? di A. Bonanni, G. Deanna, E. Morana, Regia G. Deanna Emiliano è un ragazzo che per mantenersi lavora di notte in un laboratorio di pasticceria della periferia romana, ma non disdegna vendere cornetti sottobanco alle persone che passano di lì, arrotondando così il suo stipendio. Quello del “cornettaro” è un lavoro solitario, ma Emiliano lo fa con piacere ritenendolo un mestiere che gli consente di “evitare il traffico”e il classico caos cittadino! Ama spesso intrattenersi con i clienti, con loro si sfoga ed espone la sua visione del
mondo, la società, la relazione sentimentale con Gloria (la ragazza con cui da poco è andato a convivere), il difficile mondo del lavoro e così via. A volte gli capita anche di parlare da solo, commentando le notizie che sente uscire dalla radio, sua fedele compagna notturna. La classica routine lavorativa viene interrotta quando riceve la visita di 2 particolari personaggi, a distanza di poche ore l’uno dall’altro. Tutto in una notte. Chi sono queste persone? Che legame c’è tra i 2? Come riuscirà Emiliano a districarsi in una situazione più grande lui? E come può un semplice cornettaro cambiare le sorti di una di quelle faccende nate e terminate nelle notti di periferia?

dal 21 al 26 aprile COLLOQUIO NOTTURNO CON UN UOMO DISPREZZATO di F. Durrenmatt, Regia F. Galadini. Il ribaltamento del ruolo sociale e il significato del potere, smascherare le meschinità nascoste dietro una facciata perbenista sono i “temi”di Durrenmatt. Nel Colloquio notturno con un uomo disprezzato il boia imperturbabile e l’innocente quasi incredulo dialogano intorno al demone del potere tiranno che uccide i corpi degli uomini innocenti, senza mai poterne soffocare lo spirito o cancellarne la traccia intellettuale e morale. In una Sera d’autunno invece può accadere che un audace “detective di letteratura” curvo nel suo paltò, avido quanto basta, possa scoprire che a muovere l’ordito letterario criminale dello scrittore da lui più amato, non sia il genio, ma gli istinti violenti e perversi di una società e di una cultura profondamente immorale e corrotta.

dal 28 aprile al 3 maggio EXCELSIOR di A. Callerame, Regia Martina Zanotti. Pat Solatano, goliardico quanto istrionico personaggio, dopo aver passato otto mesi in un istituto
psichiatrico, perché affetto da disturbo bipolare, esce e torna a vivere con i genitori. Nonostante le difficoltà, è determinato a ricostruire la propria vita e a riconquistare la moglie. Pat incontra Tiffany, una misteriosa e problematica giovane donna, che in seguito alla morte del marito si è data alla promiscuità. La ragazza si offre di aiutare Pat a riconquistare la moglie consegnandole una lettera, ma solo se lui in cambio farà qualcosa di veramente importante per lei: partecipare con lei a una gara di ballo. Tiffany, innamoratasi in gran segreto di Pat, cerca di conquistare il suo cuore.

dal 5 al 10 maggio LA NOTTE FINISCE ALL’ALBA da “Spettri” di H. Ibsen, Regia G. Moretti. La storia è ambientata negli anni ’60, periodo di profondi mutamenti sociali, di costume e morali in un’epoca in cui si scontrano rigido tradizionalismo e spinte di ribelle innovazione, esattamente come la fine del XIX seoclo in cui Ibsen ambienta la vicenda di Spettri. La storia inizia con l’arrivo di Manders a casa Alving. Manders è un amico di famiglia, un “onorevole” che rappresenta la figura di riferimento morale e politica conformista e bigotta, profondamente ipocrita. Trova la domestica Regine e la signora Helene Alving, vedova da alcuni anni dell’Ingegnere Alving, suo marito. Si trova in casa anche il figlio di Helene, Osvald, un ragazzo sui 25 anni che fa una vita sregolata da artista e vive fuori casa sin da quando è adolescente. I tre parlano del defunto ingegnere e dei loro rapporti con lui e di quelli che tra di loro, alternando stati d’animo opposti e chiaramente sottacendo avvenimenti importanti della loro vita legati alla figura dell’ingegner Alving: uomo di grande levatura morale, oppure dissoluto?

Dal 14 al 17 maggio RINOCERONTI da “Il Rinoceronte” di E. Ionesco, Regia L. Zago. In una cittadina italiana, un lunedì mattina come tanti altri, Biagio si presenta in ufficio in ritardo, spettinato, coi vestiti sporchi e con i postumi di una sbornia. Diventa così, per l’ennesima volta, l’impotente bersaglio delle critiche dei suoi colleghi, ormai esasperati dalla sua negligenza e costante apatia. Ma l’atmosfera, già tesa, precipita quando un terribile urto scuote tutto l’edificio: è la carica di un rinoceronte. E ce ne sono altri, tanti altri che stanno sconvolgendo la tranquillità della cittadina, che si stanno diffondendo tra gli esseri umani come una vera e propria epidemia. Strappato alla sua indifferenza, Biagio è turbato dalla forza violenta e primordiale di questi esseri. Che cos’è, in fondo, la “rinocerontite”? È realtà o finzione? È una malattia o uno stato d’essere? È un’imposizione o una scelta? E, soprattutto, è da biasimare o da ammirare?

dal 19 al 24 maggio ELISIR – IL PAESE DELLE FIABE da “Fiabe Italiane” di I. Calvino, Regia V. Viti. Il teatro nasce, prima di ogni altra cosa, con il racconto di una storia. I luoghi dell’infanzia restano dentro per la vita, come delle stanze chiuse piene di ricordi, nelle quali entrare quando si cerca il conforto di un abbraccio materno. Quei luoghi sono fatti delle immagini costruite grazie alle storie tramandate a voce alta. “Fiabe italiane” vuole recuperare quella dimensione ancestrale di racconti intorno al fuoco, a partire dall’idea di parlare con le favole agli adulti, facendo rivivere al pubblico il momento della narrazione collettiva di fronte a un grande libro aperto. Nella performance narrativa, il pubblico ascolterà i racconti della tradizione, quelli tramandati oralmente attraverso le parole identitarie del dialetto di origine, legate al mito, alla superstizione, alle leggende popolari. Lo spettacolo si basa sull’idea di recuperare le favole della tradizione popolare comuni a tutte le regioni, come fece Calvino in “Fiabe Italiane”, attraverso un lavoro di traduzione in lingua, a partire dal dialetto, di duecento racconti. La narrazione si accompagnerà alla musica dal vivo e alle canzoni popolari, provenienti anch’esse dalle tradizioni e dai costumi delle diverse zone dell’Italia, soprattutto centro-meridionale. Le origini di queste danze e di alcune canzoni sono, infatti, indissolubilmente legate ad alcune fiabe e, prima ancora, alle leggende orali tramandate attraverso le famiglie, i secoli e le generazioni.

dal 26 al 31 maggio SCALA 1:1, scritto e diretto da E. La Rosa e F. Astrei. La relazione tra Lui e Lei sembra evolversi con naturalezza, seguendo un “canonico” compimento della tappe di una coppia: dal primo incontro al primo appuntamento, dalle prime confidenze alla
totale conoscenza del partner, dalla novità al quotidiano. Tutto assolutamente comune, nella sua unicità; fino a quando un incidente, che porterà Lei sulla sedia a rotelle, devierà il percorso di entrambi. Per Lui e Lei inizia così una nuova forma di quotidianità: e se, inizialmente, comunicare risultava facile e naturale, da dopo l’incidente si rivelerà un susseguirsi di prove extra-ordinarie, talvolta paradossali, affrontate con autoironia e leggerezza seppur nelle difficoltà.

dal 2 al 6 giugno INVENTARIA – X EDIZIONE. Organizzato e prodotto dalla compagnia DoveComeQuando, da 9 anni a questa parte INVENTARIA, affidato alla direzione artistica di Pietro Dattola, chiude la stagione teatrale della Capitale invitando le compagnie da tutta Italia, e anche dall’estero, a partecipare alla sua Festa del teatro off – che, come l’anno scorso, sarà divisa in più blocchi temporali e ospitata in più teatri di diversi quartieri della Capitale.

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