Strike, ritorna al Teatro de Servi lo spettacolo ambientato al SERT

Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico tornano ad interpretare Strike sul palcoscenico del Teatro de Servi

Torna al Teatro de Servi, dal 18 ottobre al 3 novembre, Strike, lo spettacolo prodotto dall’associazione culturale Garrincha e diretto da Gianni Corsi che racconta una storia di amicizia ambientata nel cortile di un SERT.

Dopo il grande successo della passata stagione, torna in scena al Teatro de Servi, dal 18 ottobre al 3 novembre 2019, lo spettacolo Strike, scritto e interpretato da Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico, per la regia di Gianni Corsi, con la supervisione artistica di Massimiliano Bruno. Lo spettacolo è una produzione dell’Associazione culturale Garrincha. Una commedia ambientata nel mesto cortile di un SERT, la struttura sanitaria dove, secondo la legge vigente, vengono accolte tutte le persone con problemi di dipendenze, senza distinzioni. Dante, un goffo studente, deve passare l’estate lì per terminare il suo tirocinio da psicologo e potersi finalmente laureare, mentre Pietro, pure lui studente anche se molto più svogliato, è obbligato a frequentare quel posto perché, per una sciocchezza, deve sottoporsi a regolari controlli. Lo squallido e sempre vuoto cortile diventa il loro ritrovo abituale, tra un caffè ed una
sigaretta nasce un’intesa che rende più leggere le giornate che altrimenti non passano mai. Un giorno incontrano Tiziano, molto diverso da loro, un ragazzo di strada che è lì per intraprendere un serio percorso di riabilitazione. Dopo i primi timorosi sguardi imparano a conoscersi, tra una imbarazzante confessione e un consiglio fraterno, i tre affrontano curiose avventure che li legano sempre di più. Fino al momento in cui la loro diversità torna a metterli duramente alla prova, e porta lo spettatore in un viaggio ironico ed emozionante, alla scoperta di quel meraviglioso sentimento umano capace di rendere scintillante anche il più grigio dei cortili: l’amicizia.

Strike - Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico
I protagonisti Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico

Note di regia di Gianni Corsi

Strike è una commedia scritta e interpretata da tre ragazzi di vent’anni in Italia nel 2019. Non è un caso che si tratti di tre personaggi in un luogo di recupero abbandonato. I discorsi di questa generazione spesso rimangono inascoltati, proprio nell’era della comunicazione ampliata, non certo per mancanza di canali comunicativi. La regia è messa a servizio di questa esigenza di incontro, proprio perché attraverso questo spettacolo teatrale il pubblico ha l’opportunità di comprendere questa generazione. I dialoghi tra loro sono differenti rispetto alle generazioni passate, non ci sono ideologie, non c’è politica, non c’è una particolare denuncia sull’etica. Ci sono l’attesa della “svolta”, la perpetua osservazione degli altri attraverso i social network, il rapporto con le dipendenze, e soprattutto ci sono i sentimenti umani, che non vengono considerati. Siamo passati dalla lotta allo sfruttamento alla lotta all’irrilevanza. Il paradosso della nostra epoca, dove tutti si possono esprimere, e nessuno si sente ascoltato. Una irrilevanza che si può riscontrare anche nelle parole delle canzoni di Cranio Randagio, artista dalla breve ma intensa carriera diventato un cult tra i ventenni di oggi, e nelle musiche di Muninn, arrangiamenti originali fatti con strumenti urbani e inusuali, che fanno da perfetta colonna sonora a questa storia e infine con il pezzo finale composto appositamente dai Chazz, un trio di rapper romani che si sono ritrovati nella storia e hanno contribuito con un loro pezzo originale. Tutto questo in un nuovo allestimento scenografico curato dagli Ambramà e da Lisa De Benedittis, che sono riusciti a coniugare lo squallore dell’ambiente rappresentato con una estetica raffinata che lo rende simbolico. In una torrida estate cittadina, nella bruttura di un cortile desolato, tre ragazzi diventano importanti l’uno per l’altro. In un mondo che a loro sembra un centro di recupero, in cui si accorgono però di non essere loro ad aver bisogno di essere recuperati. Tutto nasce dal Laboratorio di Arti Sceniche di Massimiliano Bruno, dove i tre autori e interpreti hanno portato alcune scene che ora fanno parte dello spettacolo. Producendo questo spettacolo si traduce nella pratica il progetto del Laboratorio: dar voce alle nuove generazioni.

Per tutte le altre informazioni, vi rimandiamo al sito ufficiale del teatro.

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