Soundreef denuncia gli attacchi, il Ministro Bonisoli risponde e rassicura

Soundreef contro la Siae

Continua la sfida di Soundreef alla SIAE, con una lettera inviata al Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli dopo l’ennesimo attacco e la risposta di quest’ultimo, che apre concreti scenari alla vero termine del monopolio.

Bonisoli risponde, la soddisfazione di Soundreef

«Sul diritto d’autore, che ci piaccia o no, non c‘è più il monopolio. Dobbiamo ragionare, e lo faremo insieme con il sottosegretario Crimi, per superare la situazione di monopolio della Siae». Così ha parlato il Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, davanti alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato. «Bisogna ricordarci in un futuro» ha continuato «che qualsiasi soggetto che si occupi di diritto d’autore dovrebbe avere uguali oneri e onori. Se ci sarà un’alternativa alla Siae dovrebbe avere la stessa capillarità sui territori per quanto riguarda i controlli. In ogni caso è un’opportunità. Dobbiamo trovare delle soluzioni coerenti con la prassi industriale e l’attività economica e prendere atto di quello che c’è. Ci stiamo lavorando». La reazione di Soundreef non lascia dubbi. «Quanto dichiarato oggi dal Ministro Alberto Bonisoli in riferimento al superamento del monopolio SIAE ci trova assolutamente d’accordo e, finalmente, ci fa ben sperare» ha dichiarato Davide D’atri, Amministratore delegato di Soundreef. «Con il recepimento della Direttiva Barnier anche in Italia è necessario liberalizzare del tutto il mercato del diritto d’autore, scardinando a tutti gli effetti il monopolio avuto finora e superando l’attuale normativa, frutto di un’interpretazione molto discutibile della Direttiva, che ha avuto come unico effetto quello di limitare inutilmente l’accesso al mercato. Soundreef si rende pertanto disponibile sin da ora a un confronto con il Ministro, affinché si arrivi a una riforma organica dell’intermediazione del diritto d’autore

La lunga lettera di Soundreef al Ministro

Ecco che Sounreef, dopo l’ennesimo attacco, ieri aveva diffuso la lettera inviata ai membri delle Commissioni Cultura e Politiche dell’Unione Europea di Camera e Senato, in cui si legge: «Egregio Onorevole, mi permetto di scriverLe per informarLa degli attacchi strumentali che negli ultimi giorni stanno colpendo Soundreef, gestore indipendente dei diritti d’autore, che oltre a ledere pesantemente l’immagine aziendale e quella dei suoi artisti, rischiano di essere perseguibili legalmente. Le riassumo l’accaduto: nella giornata di giovedì 19 luglio, dopo l’ora di pranzo, è apparso sulla piattaforma Vimeo.com un video dal titolo «Il lato oscuro di Soundreef», video che è stato prontamente condiviso sui social dal profilo @Ddanews Italia, noto per i continui attacchi nei confronti di Soundreef, tali da alimentare i sospetti che dietro di esso si nasconda SIAE, come riportato anche da un’inchiesta condotta a febbraio da Ninja Marketing.

Tale video conferma anzitutto l’attività illecita di spionaggio commissionata da SIAE nei confronti di Soundreef, portata alla luce il 24 giugno da L’Espresso nell’esclusiva a firma di Emanuele Fittipaldi. Nonostante la presa di distanza da parte di SIAE, che in ben due note diffuse il 22 e il 26 giugno ha smentito «categoricamente che sia mai stata posta in essere alcuna indagine su società o artisti», il video non solo riprende elementi emersi nell’articolo di Fittipaldi, ma ne divulga addirittura i contenuti audio, ossia intercettazioni ottenute attraverso un’attività di intelligence svolta a detrimento di Soundreef, e illecita sotto diversi profili. Inoltre, il video evidenzia ad arte stralci di registrazioni, attraverso sottotitoli tradotti in maniera alterata in italiano o addirittura inventando dichiarazioni, come nel caso di Davide D’Atri. Per questo motivo Soundreef ha adito le vie legali e, ad oggi, vi è un’indagine presso la Procura della Repubblica di Milano per accertare la rilevanza penale di tali condotte.

Peraltro, a seguito della pubblicazione del video diffamatorio, lo stesso Ministero dei Beni Culturali ha condiviso il tweet attraverso i propri canali ufficiali. A seguito della richiesta di chiarimenti da parte del Ministero, il tweet è stato rimosso e l’anomalo comportamento istituzionale è stato spiegato come «errore umano». Immediatamente dopo, anche l’articolo online de Il Sole 24 Ore dal titolo “Diritto d’autore, il profilo del Mibac ritwitta un video contro Soundreef” a firma di Francesco Prisco (che nel frattempo era stato pubblicato e che riportava integralmente il contenuto audio-visivo diffamatorio e lo screenshot del tweet ministeriale) è stato modificato. Alla luce di quanto fin qui espresso, La invito, per conto di Soundreef, a considerare con la massima attenzione qualsiasi comunicazione che le dovesse pervenire in merito alla vicenda o relativa al video in questione.

Infatti, siamo a conoscenza della campagna di comunicazione che l’A.I.D.A. (Associazione Intermediari Diritto d’Autore) sta portando avanti. La campagna, che si basa proprio sull’ulteriore divulgazione del video diffamatorio, non fa che aggravare (anche dal punto di vista legale) la situazione in corso e lede ancor di più l’immagine di Soundreef, dei suoi artisti (non solo quelli citati nel video), dei vertici aziendali, dei suoi dipendenti e del circuito delle aziende e delle persone che, con Soundreef, hanno rapporti di collaborazione. Auspicando che la vicenda possa concludersi e che possa presto terminare la diffusione di informazioni assolutamente non veritiere relative all’operato di Soundreef (da sempre volto alla massima trasparenza e alla massima apertura del mercato) La ringrazio per l’attenzione. Certa della Sua sensibilità per il tema, Le confermo la mia disponibilità per ulteriori informazioni e Le invio cordiali saluti.»

​Davide D’Atri, Amministratore Delegato Soundreef S.p.A.

Davide D'Atri e Fedez
Davide D’Atri (a sinistra) e Fedez (a destra) durante un’intervista

Cos’è Soundreef

Soundreef è stata fondata nel 2011 a Londra da due italiani, Davide D’Atri e Francesco Danieli, con lo scopo di gestire i diritti di diffusione della musica. Da mesi Soundreef opera attraverso una società di diritto inglese e lotta per far riconoscere la propria attività in Italia. È quindi ormai un gestore indipendente dei diritti d’autore riconosciuta dall’Intellectual Property Office del Regno Unito e negli anni la concorrenza alla SIAE è aumentata sempre di più. Diversi artisti, a cominciare da Fedez e Rovazzi, hanno infatti lasciato la SIAE e affidato la gestione delle royalty alla giovane azienda innovativa, aprendo una disputa su chi debba negoziare le licenze e incassarne i diritti. La direttiva europea Barnier, che regolamenta il diritto d’autore, dà piena libertà agli artisti di scegliere a chi affidare la gestione dei propri diritti, salvaguardando però lo storico monopolio Siae.

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