Serenity, recensione del thriller di Steven Knight con Matthew McConaughey

Serenity - locandina

Serenity, di Steven Knight, con Matthew McConaughey e Anne Hathaway, rispetta gli elementi del thriller, con un mistero che si fa strada lentamente nel corso del film, ma che inizialmente confonde e rende parte della storia del tutto inverosimile.

Serenity, di Steven Knight racconta la misteriosa storia del tormentato e impenetrabile capitano Baker Dill (Matthew McConaughey), un uomo che si è lasciato alle spalle il passato trasferendosi in una bellissima isola tropicale per iniziare così una nuova vita. La sua tranquilla esistenza viene nuovamente sconvolta quando ricompare l’ex moglie (Anne Hathaway), mai dimenticata, con una terribile richiesta d’aiuto: uccidere il suo violento e sadico marito. Il capitano Dill dovrà così fare i conti con attrazioni e segreti sepolti e con una verità tutta da scoprire.

Un film ambivalente quello di Steven Knight, autore tra l’altro, anche della celebre straordinaria serie Peaky Blinders, tra il mistery e il thriller, tra la fantascienza e il dramma familiare. Una realtà che non aspetta altro che di essere svelata e che dà alla storia una forma e una linearità che per la prima metà rende invece il film confuso e contorto. Il colpo di scena finale e la così detta verità, iniziano a balenare nelle mente dello spettatore solo e unicamente quando la storia giunge al termine. È sicuramente vincente e inaspettato, ma arriva all’improvviso, con un impatto forte, ma che lo rende anche inverosimile e messo in scena solo per sorprendere senza spiegare nulla.

Serenity - Diane Lane e Matthew McConaughey
Diane Lane e Matthew McConaughey in una scena del film Serenity

Inutile dire che le interpretazioni sono impeccabili, dai due premi Oscar Matthew McConaughey e Anne Hathaway, ai personaggi secondari che appaiono per pochi minuti. Il dramma di un bambino sullo sfondo dà voce anche a quelle attuali storie di violenza domestica che spesso coinvolgono anche i figli, intrecciandola con la trama più thriller su ciò che viene nascosto, celato e rivelato solo quando può essere troppo tardi. Se forse l’ottimo segreto svelato con cui si chiude il film fosse stato meno didascalico e seminato durante la storia, Serenity avrebbe, non solo lasciato un messaggio, ma anche creato una sorpresa sensazionale e una cruda verità da accettare.

Tra il tema del destino e quello del libero arbitrio, tra la vendetta e il lutto, il film di Steven Knight ha delle ottime premesse che però si perdono propio nella messa in scena del film, nel modo in cui vengono inquadrati i luoghi e fatti muovere i personaggi. La tecnica particolare con cui si muove la macchina da presa ha sì una spiegazione finale, ma non è abbastanza: servivano più elementi a supporto di un segreto difficile da sopportare. Una fotografia che lascia spazio all’apparente isola felice dove vivono i personaggi, dediti alla pesca e al turismo, dove tutti credono di sapere ciò che succede, ma dove in realtà ognuno di loro è all’oscuro di ciò che si cela realmente dietro le loro vite.

Serenity, diretto da Steven Knight, con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Djimon Hounsou, Jason Clarke, Diane Lane, Jeremy Strong, uscirà giovedì 18 luglio distribuito da Lucky Red.

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