Scacco, recensione del convincente disco d’esordio L’inizio del viaggio

Scacco

Scacco pubblica L’inizio del viaggio, uno dei dischi d’esordio più convincenti dell’anno. Notevole la penna del giovane cantautore fiorentino con testi autobiografici tra sfoghi e voglia di rivalsa.

L’inizio del viaggio è il disco d’esordio di Gianni Scacco, in arte Scacco. L’album vanta la produzione di Matteo Costanzo e di Leo Pari dei The Giornalisti e si tratta di uno dei migliori debutti dell’anno. A colpire è soprattutto la penna del giovane cantautore fiorentino con testi autobiografici dove riflette sulla fatica che ha avuto nel riuscire a trovare qualcuno che investisse sulla sua musica e sulla difficile adolescenza nella quale la scrittura ha costituito un’importante ancora di salvezza.

Imparare dalla sofferenza

Il disco si apre con il primo singolo pubblicato, Sono vivo. Si tratta di un Vaffanculo di Marco Masini 2.0 in cui Gianni descrive le tante porte chiuse in faccia ricevute ed esprime l’esigenza comunicativa del disco:« Senti questi rime e i miei tormenti, ho bisogno di spiegarmi, sono qui senza vestiti». Come il giorno di natale inizia con una strofa parlata accompagnata da archi e piano e il ritornello con la cassa in quattro quarti. Temi del pezzo sono la musica e la scrittura come rifugio dalle sofferenze, la speranza di una rivincita personale, la sicurezza di poter istruire un ipotetico figlio con l’esperienze vissuteLi darò il bene che non ho avuto, quando cade e chiede aiuto non li darò un pugno mai e sarà libero, libero di sbagliare». Ho capito che va tutto bene presenta l’arrangiamento più articolato del disco, oltre alla trovata originale del suono di una sveglia e della segreteria telefonica all’inizio con un crescendo musicale fino al ritornello in cui Scacco condanna le frasi fatte e il bisogno di mostrare agli altri che non ci sono mai problemi e che si è costantemente sereni.

La difficoltà ad emergere

Altro tema cardine del disco è la precarietà del lavoro da musicista, che implica sacrifici per emergere. Impellenza si apre con la chitarra acustica e il drop che subentra nel ritornello in inglese « Di non salvarmi non ci provo neanche più, se scrivi canzoni sei solo un pagliaccio, il mio castello di sabbia l’ho costruito con rabbia». 40 ironizza sulla convenienza di trovare un mestiere che ti garantisca stabilità economica ma che non ti appaghi umanamente: « Hai messo a tacere i tuoi sogni più grandi, li hai visti marcire dentro palazzi eleganti, questo è il modo migliore per morire dentro sembrare felici ma senza esser contento». Major è il secondo singolo che ha anticipato l’uscita del disco e vanta la collaborazione con il rapper Blue Virus: « Se solo tu potessi guardarmi dentro capiresti i testi, non ho un viso che funzioni per le ragazzine ma più per i genitori».

La perseveranza porta i suoi frutti

Palazzetti è dedicata a un amico che ce l’ha fatta, di cui non conosciamo l’identità ed è caratterizzata da un ritornello rock e da una conclusione con applausi e urla del pubblico che scandiscono l’ultimo ritornello insieme alla chitarra elettrica. Nell’era dell’immagine Scacco si rivolge alla musica che assume una personificazione: « Insegnami tu a combattere le logiche ad essere meno fragile» e in questo brano pop dance trova spazio anche una critica all’eccessivo utilizzo dei social che crea un mondo alternativo e diverso rispetto a quello reale: « Usiamo tutti un filtro per affrontare il mondo e io che invece muoio in cerca del consenso». Vasco a sanremo riflette sul fatto che se il rocker emiliano si fosse arreso dopo il flop sanremese, non avrebbe fatto la storia della musica italiana. Una base funk e i sinth nel ritornello scandiscono questo invito alla perseveranza.

Il coraggio di mettersi a nudo

La title track parte piano e voce e ricorda molto nel modo di cantare e nella struttura musicale Fabrizio Moro: « Tatuami le tue paure, le tue frustrazioni….sappi che alla fine ho trovato il coraggio, questa del mio disco è l’inizio del viaggio». Titoli di coda è il degno finale di questo lavoro, una ballata in cui Scacco si mette completamente a nudo raccontando del lavoro al supermercato per finanziare il disco, del senso dell’attesa, della gioia e del sollievo adesso che ha fatto della musica il suo lavoro e della rivincita dopo un periodo difficile della sua vita:« Tutto ciò che è qui dentro in fondo non è altro ciò che ho preso a calci da un infanzia che mi ha oppresso».

L’inizio del viaggio è un disco ispirato, con un sound interessante e vario, ritornelli orecchiabili ed efficaci, tanta autobiografia, voglia di rivalsa, parole crude unite a momenti commoventi. Tutto ciò fa di Scacco un cantautore che vale la pena di ascoltare e di seguire, sperando che il viaggio possa proseguire con altrettanta ispirazione e capacità di comunicare.

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