Santa Rita and the Spiders from Mars: David Bowie e Paolo Poli rivivono nello spettacolo/reading di Marco Cavalcoli

Manifesto Santa Rita and The Spiders from Mars

Sabato 6 e sabato 13 ottobre alle ore 21 al Teatro Valle, grande appuntamento con Santa Rita and the Spiders from Mars, omaggio a David Bowie e Paolo Poli, restituiti sulla scena dallo spettacolo/reading di Marco Cavalcoli.

In occasione della mostra dedicata a Paolo Poli, doppio appuntamento sabato 6 e sabato 13 ottobre (ore 21) al Teatro Valle con Santa Rita and the Spiders from Mars – reading tra Paolo Poli E David Bowie, il discorso impossibile – singhiozzato, sfilacciato e ricucito, ma sempre armonico – fra i talenti indiscussi di Paolo Poli e David Bowie riportati sulla scena dallo spettacolo/reading di Marco Cavalcoli. Un accostamento ardito che incrocia e sovrappone, in modo inatteso e originale, il genio di due grandi figure restituite come in un’intervista doppia impossibile, che si riversa sullo spettatore attraverso la voce istrionica di un performer d’eccezione della nostra scena, Marco Cavalcoli, attore storico della compagnia Fanny & Alexander.

Marco Cavalcoli
Marco Cavalcoli

Lo spettacolo nasce da un’idea del critico e giornalista Rodolfo di Giammarco, che ne ha presentato il debutto all’interno dell’edizione 2017 della rassegna Garofano Verde, e che così commenta: «Ho pensato a Poli e a Bowie, ai trentadue denti brillanti che hanno sempre sorriso sulle bocche di questi due, che, poi, sono morti precisamente uno a distanza di un anno dall’altro. Ecco, questi due se ne sono fregati: dei geni, dei pubblici. E hanno fatto tantissima cultura». In scena Cavalcoli si mette al servizio dello spettacolo grazie alla tecnica dell’eterodirezione, permettendo a Paolo Poli e a David Bowie di “dialogare” in tempo reale attraverso la sua voce; il regista e performer esegue infatti una “partitura” verbale composta dalle voci dei due artisti che riceve in cuffia e restituisce al pubblico. I due sembrano apparire sul palcoscenico, vivificati ora dalla gorgia fiorentina di Poli, ora dall’inglese sospirato di Bowie, che Cavalcoli propone quasi come se fosse una radio sintonizzata su due frequenze. Eccoli davanti agli occhi degli spettatori: sarcastici, acuti, provocanti e provocatori come sempre. Due signori del palcoscenico accomunati dall’abilità camaleontica di vestire con immancabile eleganza i panni dell’alterità, dello sconfinamento di genere che finisce per rendere irrilevante la stessa distinzione maschile-femminile.

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