Ecco cosa ha raccontato Shablo nella conferenza del Festival di Sanremo 2025 dove partecipa come produttore del brano La mia parola, insieme a Guè, Tormento e Joshua
Shablo è intervenuto in conferenza durante il terzo giorno del Festival di Sanremo 2025, dove partecipa come produttore del brano La mia parola, insieme a Guè, Tormento e Joshua e racconta l’obiettivo che si è posto e le sensazioni dopo le prime due esibizioni: «Sono molto felice. Ci rendiamo conto che non sia un tipico pezzo sanremese. Con Guè e Tormento volevamo venire qui a divertirci, aiutare Joshua a crescere dal punto di vista artistico e riportare un po’ della Wave che ci ha cresciuto.
Dopo il Festival uscirà un album e ci sarà un tour: « Non faccio un mio disco da 15 anni, ci sto lavorando e il brano è nato durante una sessione di questo progetto qualche mese fa. Ci ha subito convinto e abbiamo deciso di presentarlo, è un po’ il fulcro dell’album, una sorta di ritorno alle origini dell’urban. Ci sarà anche un tour estivo in molti festival».
Un brano che rappresenta un ritorno alle origini: «Con il Festival si può arrivare a un pubblico maggiore, secondo Guè arriveremo ultimi, il ritornello rende il brano catchy, non avevamo aspettative se non di portare qualcosa che ci rappresentasse. Dopo un decennio di musica trap è arrivato il momento di riequilibrare tra quel genere e la musica leggera italiana».
Un’altra esperienza intensa è stata la direzione della Notte della Taranta: «Per me è stata una serata di enorme ispirazione, ho preso una tradizione e ho cercato di innovarla, Dardust mi ha detto che va tradita con rispetto. Su quel palco sono tornato in prima linea e mi ha dato la spinta anche per tornare qua».

























