Sanremo 2025, Lucio Corsi: «Dalla noia della provincia alla scoperta della musica»

Lucio Corsi (foto Simone Biavati)
Lucio Corsi (foto Simone Biavati)

Ecco cosa ha raccontato Lucio Corsi nella conferenza stampa al Festival di Sanremo 2025 dove partecipa con il brano Volevo essere un duro

Ha esordito al Festival di Sanremo 2025 il cantautore toscano Lucio Corsi e l’accoglienza al brano Volevo essere un duro è stata ottima, come testimonia il fatto che la Sala stampa lo abbia premiato inserendolo nella Top 5 della classifica provvisoria. Nella conferenza ha cantato e suonato alla chitarra Francis Delacroix, antipasto del nuovo disco che uscirà il 21 marzo: «Il nuovo album parla di infanzia, amicizia, storie della mia adolescenza mescolate con quelle di altri. Mi piace reinventarmi il passato, unirlo a quello di chi mi circonda. Oggi è uscito anche il videoclip, girato da Tommaso Ottomano, un amico che è più come un fratello per me. Essere qua insieme a lui mi fa sentire a casa».

Il regista, e chitarrista, svela alcuni aneddoti relativi al video che vede presenti due attori toscani d’eccezione: «Si sono prestati a questa cosa un po’ folle. Ceccherini interpreta questo papà di famiglia per bene e fa irruzione in questa situazione bizzarra, in cui poi subentra un prete, interpretato da Pieraccioni. Sono un po’ come il Gatto e la Volpe. Il fatto che Carlo Conti sia il conduttore è una coincidenza che ha reso ancora più naturale la scelta».

Spiega come è nata la loro amicizia e lancia un appello: «Siamo nati entrambi in provincia e abbiamo scoperto la musica grazie alla noia. Gli strumenti sono i mezzi di trasporto e ci hanno spesso portato altrove e tolto dai guai, il pianoforte mi ha salvato diverse volte. Sul palco si può evadere dalla realtà, ma fuori dal palco bisogna avere i piedi per terra. Il cantautorato è importante, personalmente penso che il premio Tenco dovrebbe avere lo stesso peso, a livello di visibilità, del Festival di Sanremo».

Racconta quando ha scoperto di volere fare questo mestiere e dà un consiglio: «La costanza in questo mestiere è fondamentale, la musica è il mio modo per esprimermi. Bisogna sempre insistere,  anche se all’inizio i risultati possono non esserci. Penso di aver deciso di voler fare il cantante quando mio padre mi fece vedere i Blues Brothers quando ero all’asilo». Sul finire della conferenza è entrato il Presidente dell’associazione Assomusica per consegnare il premio al cantautore per la sua originalità, la presenza sul palco, il contenuto.

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