Sanremo 2020, intervista Fasma: al Festival in competizione con me stesso

Fasma

Fasma è tra le otto Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2020 con il brano Per sentirmi vivo. Alla vigilia del suo debutto sul palco dell’Ariston lo abbiamo intervistato e ci ha rivelato alcuni aspetti importanti

Fasma è tra le otto Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2020 con il brano Per sentirmi vivo. Romano, classe 1996, ha pubblicato il suo album d’esordio lo scorso novembre e adesso si presenta sul palco più importante d’Italia per lanciare un secondo lavoro discografico e proporre la sua musica. Alla vigilia del suo debutto sul palco dell’Ariston abbiamo scambiato alcune parole con lui.

Fasma, stasera esordirai sul palco di Sanremo: qual è il tuo stato d’animo attualmente? Sei tranquillo o agitato, dato che quel palco potrebbe fare paura a chiunque?

Paura no, di niente e di nessuno. Ansia tanta, perché quando tieni a qualcosa è normale che subentri e l’importanza che attribuisci a una cosa è direttamente proporzionale all’ansia che ti procura. Però te lo devi vivere. Ho voglia di salire su quel palco e fare in modo che quest’esperienza diventi un bel ricordo.

A proposito di ansia il fatto che i bookmakers ti diano favorito al pari degli Eugenio in Via di Gioia ti mette ancora più pressione?

No, non mi interessa. Io sono in competizione con me stesso. Possono dirmi quello che vogliono ma io mi guardo allo specchio e non mi vedo come se fossi il favorito. Non rispecchia la realtà che ho io in testa.

Gli oltre 4 milioni di stream del tuo brano dovrebbero però darti un’idea dell’apprezzamento del pubblico..

Infatti vedo questo Sanremo come una possibilità di mostrare quello che sono, non c’è cosa più bella che farlo attraverso una canzone. Ma come andrà, andrà.. la mia musica non finirà con questo Sanremo.

Si è detto che il tuo genere sia il nuovo “emo trap”..

Io non faccio parte dell’emo trap né di nessun genere. Il mio genere è quello di persone che hanno voglia di esprimersi semplicemente e con la voglia di farlo attraverso alla musica. Siamo nel 2020 e non mi va di mettermi dei paletti, e non vorrei che ciò venisse fatto da altre persone. Proprio per questo quando definisco il mio genere, vorrei chiamarlo col mio nome che è Tiberio.

E questa è sicuramente una giusta osservazione, ognuno deve avere una propria identità artistica..

Soprattutto perché non ho mai studiato, non mi sento parte di un genere e non mi sento rappresentato da determinate tematiche toccate esclusivamente da un genere. Mi sento rappresentato dalle emozioni che provo e se ci sono le sonorità più giuste per riuscire ad esprimerle utilizzerò quelle. Perciò chissà, magari domani inizierò a fare il baritono..

Il tuo pezzo sanremese, Per sentirmi vivo, ha un arrangiamento molto elaborato e nel ritornello sfocia nel rock. Quali sono le tue influenze artistiche?

La musica in generale. Non mi va di dirti ciò che non sono, ma ti dirò che sono una persona che ha ascoltato sempre di tutto.. e proprio per questo appena ho avuto la possibilità di fare musica ho fatto sempre di tutto. Queste sonorità a cui ci siamo avvicinati credo fossero le più giuste per il brano, ma sono nate con naturalezza. Non abbiamo detto “facciamo una canzone rock / rap” ma “facciamo una traccia, poi come esce esce”. La musica dovrebbe essere fatta sempre in questo modo.

A novembre è uscito il tuo album d’esordio Moriresti per vivere con me?. Cosa ti ha dato maggiormente soddisfazione una volta pubblicato?

Vedere le persone che lo cantavano. Alla fine i live sono la realizzazione di tutto quello che abbiamo in testa e in quel momento io mi rendo conto di quanto tutto quello che io credo sia solo nella mia testa, sia invece arrivato agli altri. Le emozioni più grandi che mi porta sempre un disco mi arrivano dal vedere le persone che lo cantano, che quelle tracce non sono più mie ma sono diventate le loro. Proprio per questo non ho mai voluto dare significati ai miei testi per non indottrinare le persone a pensarla come me, ma ad utilizzare quel testo per rivivere qualcosa di personale.

Il 28 febbraio invece uscirà il nuovo disco Io sono Fasma. Di cosa vai fiero e cosa potrebbe stupire il pubblico?

In questo secondo lavoro c’è una line up, abbiamo fatto un passo in più e spero che questo lo notino anche le persone. La speranza è che questo album mi avvicini ancora di più a loro. Te lo dico sinceramente. Voglio essere chi sono e non portar maschere.

Come definisci Sanremo adesso che per la prima volta ti trovi catapultato in questo autentico tourbillon di emozioni?

Hunger Games io lo chiamo. Nel senso buono del termine, è come trovarsi in Hunger games, che ho visto una settimana fa, e visti gli 8 concorrenti di Sanremo Giovani forse è per questo che lo paragono. La realtà nuova che si vive qui è molto diversa da quella che vivo a Roma logicamente, con tante nuove sorprese, che bisogna viversi al 100%.

Qual è la cosa che ti auguri, al di là della vittoria, che ti potrà rendere felice?

Sinceramente io spero che le persone possano sentire quello che provo io quando canto con l’orchestra e con accanto GG al piano. Se le persone riusciranno a sentire tramite uno schermo e tramite la musica quello che io provo mentre sono su quel palco, io sarò fiero di esserci salito.

Visto che sei romano, qual è la tua fede calcistica?

Non seguo molto il calcio ma sono simpatizzante dei giallorossi.

Per concludere dai un motivo ai nostri lettori per cui dovrebbero comprare il tuo novo album?

Guarda.. Io sono Fasma, io sono nessuno. Questo è il motivo.

Perfetto. Allora grazie e in bocca al lupo per il Festival!

Grazie mille a voi e buona giornata.

Fasma - Io sono Fasma cover

Fasma – Io sono Fasma cover

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