RomaFF14, The Irishman recensione: Scorsese riconfigura un nuovo modo di fare cinema

The Irishman

The Irishman è un film completo ed epico in cui Scorsese, riconfigura il vecchio cinema con gli approcci della post-modernità che trascende i significati per assumere una nuova forma di espressione.

Ascesa e Discesa

Tratto dall’omonimo libro di Charles Brandt (Fazi Editore) The Irishman è un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America del dopoguerra: la storia è raccontata attraverso gli occhi di Frank Sheeran (Robert De Niro), veterano della seconda guerra mondiale, imbroglione e sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del XX secolo. Dietro questa figura viene raccontato uno dei misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa (Al Pacino), in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato, i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale.

Tra passato, presente e futuro

The Irishman intanto vuole essere un omaggio ai gangster-movie ma sopratutto ad un modo di fare cinema che oramai non è più possibile se non grazie ad una riconfigurazione dei processi visivi e narrativi e questo Scorsese lo sa molto bene, configurando un grande prodotto, gestito da una regia attenta ed espressiva con una serie di grandi attori raccontati come gangster e destrutturati in uomini comuni che non posso opporsi al tempo che scorre, inesorabile e persistente.

The Irishman - Joe Pesci
The Irishman – Joe Pesci

Quei bravi ragazzi … o quasi

Con un regista come Scorsese non poteva mancare un cast d’eccezione tra i quali Robert De Niro, Joe Pesci e Al Pacino che sono solo alcuni dei tanti nomi presenti nel film ed è proprio partendo dal suo capolavoro del 1990 che riusciamo a comprendere il calibro recitativo di un trio di attori, strutturato per funzionare perfettamente ed essere in sinergia con il film. Il mondo della criminalità viene così rifunzionalizzato in una cornice malinconica ed estremamente intima in cui queste tre grandi star si muovono liberamente in un film che diventa quasi una riunione di vecchi amici tra ricordi, esperienze e maschere.

La presenza delle donne

In The Irishman è apparentemente nullo il ruolo delle donne ma se andiamo ad analizzare più a fondo il contesto in cui si muove la vicenda notiamo che esse sono presenti e coscienti delle azioni dei loro cari. Se ad esempio volessimo considerare la famiglia di Frank notiamo come la moglie e le figlie siano sempre coscienti dei suoi lavori, supportando nel silenzio la sua ascesa verso il potere, la fama e la rispettabilità anche se le figure più importanti vengono introdotte dalle mogli dei boss in una vita in cui lusso e violenza sembrano essere all’ordine del giorno. Con un atteggiamento distaccato guardano la realtà delle cose sotto una prospettiva pura e non corrotta che le tiene fuori dagli affari dei mariti senza mai ignorare ciò che accade intorno a loro.

The Irishman - Al Pacino
The Irishman – Al Pacino

Oltre la post-modernità

Con l’avvento del digitale le modalità di visione, fruizione e distribuzione sono cambiate, i processi creativi e visivi mutano in un contesto sempre più versatile ed intermediale mentre il cinema si ingloba di altre realtà che portano a nuovi processi di rimediazione. Scorsese con The Irishman, grazie al supporto essenziale di Netflix ha creato un’opera grandiosa e strutturalmente espansa che si pone come un addio al suo modo di fare cinema e un punto di inizio per un’ibridazione tra vecchio e nuovo che postula una nuova dimensione in cui l’emozione, la visione e la narrazione tornano alle origini.

Malinconia in CGI

La vita di Frank viene raccontata con una mano attenta al minimo dettaglio, i tagli di montaggio sono netti e scanditi dai tempi, che giocano continuamente tra dilatazione e tensione ritmica, grazie ad una fotografia estremamente espressiva ma comunque realistica. Un punto a sfavore del film è l’uso massiccio della CGI per ringiovanire i personaggi (evidente specialmente negli stretti) che tuttavia, considerando il genio di Scorsese sembra essere costruita proprio per esaltare ancora di più un senso di addio e melanconia audiovisiva del pubblico e dei personaggi verso dei volti che oramai sono scomparsi tra le pieghe del tempo, senza mai riapparire del tutto.

The Irishman - Robert De Niro
The Irishman – Robert De Niro

Attesa e desiderio

Come in C’era una volta… a Hollywood, il successo di Tarantino uscito qualche mese fa, The Irishman si presenta come addio e nuovo inizio ma a differenza di Tarantino, che compie un gioco frammentato di citazioni con percorsi narrativi slegati e apparentemente inconciliabili Scorsese in questo film sfrutta la narrazione del libro da cui è tratto per esprimere significato attraverso una sceneggiatura salda e strutturalmente coesa che scava a fondo nella psiche dei personaggi e avvalendosi di movimenti di macchina versatili e ragionati al secondo crea l’attesa e il desiderio della visione, in un ritorno all’infanzia e al piacere di essere ancora una volta ammaliato da uno dei più grandi registi e imbonitori della storia del cinema.

Molto più di un parco a tema

Citando le parole di Scorsese sui fenomeni di cinema commerciale che vediamo oggi e che stanno “penalizzando” le grandi sale cinematografiche (cine-comic, kolossal, ecc.) mi permetto di affermare come The Irishman, proprio per la sua forma espressa nella tensione tra modelli di trasmissione dell’emozione e stupore della visione, sia molto più di un “parco a tema” ed in esso possiamo individuare una nuova forma di espressione, in un discorso visivo che trascende i significati per porsi oltre, instaurando nella spettatore quel piacere primordiale, puro e viscerale che da i brividi. Ed è così che nella concezione di intrattenimento più puro bambini, ragazzi e adulti vedono in rassegna sul grande schermo grandi miti e storie in cui riconoscersi e a cui ispirarsi, che nonostante cambino nel modello comunicativo, strutturale e significativo non perdono mai la capacità nel pubblico di restare a guardare ancora una volta quel sogno che nella sua illusione di essere reale pone le basi per un cinema in continuo movimento.

The Irishman è senza dubbio il film più atteso, presentato in anteprima alla 14° edizione della Festa del Cinema di Roma. Distribuito da Netflix il film sarà disponibile sulla piattaforma dalla sua uscita in sala dal 4 al 6 novembre. Diretto da Martin Scorsese con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham.

 

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