RomaFF14: ad Alice nella città Maleficent, gli Addams, Siani, D’Avena e J-Ax

RomaFF14: ad Alice nella città Maleficent, gli Addams, Siani, D’Avena e J-Ax

Presentato il programma di Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle giovani generazioni: 12 le opere del Concorso Young Adult, 7 eventi speciali e 3 serie.

Si svolgerà a Roma dal 17 al 27 ottobre 2019, nel quadro della Festa del Cinema, la XVII edizione di Alice nella città, sezione autonoma e parallela diretta da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini e organizzata dall’Associazione Culturale PlayTown Roma, con il sostegno della Direzione Generale Cinema del MIBACT, del Comune di Roma che anche quest’anno garantirà il trasporto scolastico dei bambini del secondo ciclo elementare, e grazie a TIMVISION Main e Cultural Partner e al contributo di BNL-BNP Paribas, PEGASO e COTRIL e la collaborazione della Roma Lazio Film Commission e di ARSIAL. Sky Cinema è media partner dell’edizione 2019 di Alice nella città.

Da sempre attenta ai temi legati alle giovani generazioni, Alice nella città presenterà un programma di anteprime assolute, esordi alla regia e conferme originali. 12 le opere del Concorso Young Adult, 7 eventi speciali e 3 serie. Mentre il programma di Alice Panorama, raccoglie 12 film a cui si affiancherà la selezione del Panorama Italia con 12 lungometraggi e 5 eventi speciali fuori concorso, 30 cortometraggi (12 in concorso, 13 fuori concorso e 5 scuole in corto) selezionati in collaborazione con Premiere Film. Una selezione che come per la passata edizione metterà l’accento sul cinema italiano con proiezioni di film, documentari e cortometraggi di giovani promesse.

Il film di preapertura di Alice nella città è l’anteprima europea di MALEFICENT – SIGNORA DEL MALE di Joachim Rønning distribuito dalla The Walt Disney Company Italia, interpretato da Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer che il 7 ottobre saranno a Roma non solo per accompagnare il film in una premiere che promette magie, ma saranno anche protagoniste di un incontro con gli studenti delle scuole di cinema. Un doppio appuntamento con due attrici straordinarie.

RomaFF14: Maleficent preapertura Alice nella città
RomaFF14: Maleficent segna la pre-apertura di Alice nella città

CONCORSO YOUNG ADULT

Saranno 12 i film a partecipare al concorso Young│Adult, votati da una giuria composta da 23 ragazzi e ragazze selezionati su tutto il territorio nazionale. I film di quest’anno sono collegati da innumerevoli fili che si legano e completano l’un l’altro: abbracciano generi e paesi d’origine diversi che spingono lo sguardo incontro al mondo; generano una relazione fortissima tra l’immaginario e la vita, mettendo in scena tutta la tenacia dell’innocenza, nelle più dure manifestazioni della realtà. Ce lo racconta il toccante documentario di Emanuele Gerosa, ONE MORE JUMP, in cui i ragazzi del Gaza Parkour Team, sognano di partire all’avventura pieni di attese, sorretti da una forma di disperazione creativa che nasce in risposta ad una vita rattrappita, priva di speranze, che abbandona e che rende incapaci di vivere il presente e immaginare il futuro. Sono tutti film ancorati nel mondo, ricchi di una strana fusione di vita e di pratica, di soggettività e di metodo, di esistenza e di estetica. L’attivista e cineasta iraniana per i diritti delle donne Mahnaz Mohammadi, affronta con SON-MOTHER la situazione femminile nell’attuale Iran e lo fa con un racconto struggente che sfida le tradizioni conservatrici, mettendo al centro lo spirito di sopravvivenza di una madre e l’amore di un figlio.

RomaFF17, Alice nella città: ONE MORE JUMP, il toccante documentario di Emanuele Gerosa in cui i ragazzi del Gaza Parkour Team, sognano di partire all'avventura
ONE MORE JUMP, il toccante documentario di Emanuele Gerosa in cui i ragazzi del Gaza Parkour Team, sognano di partire all’avventura

Contro-storie, tutte al femminile che hanno la forza di raccontare, con immagini non troppo rimuginate, le ribellioni necessarie per ridefinire i limiti, i ruoli e le regole indispensabili per uscire da codici e canoni protetti, come BEYOND THE HORIZON di Delphine Lehericey in cui Letitia Castà ci regala una delle sue più convincenti interpretazioni. Una storia d’identità intensa e fragile in cui un bambino deve crescere in fretta e abbandonare quanto prima l’innocenza dell’infanzia, se vuole resistere agli stereotipi maschilisti. Storie oneste, coraggiose e soprattutto consapevoli del proprio tempo che mettono al centro temi radicali, capaci di reggere il corpo a corpo con il mondo adulto, che sempre più tende a truccare il dibattito culturale con i ragazzi. Uno spunto ideale, che Carolina Hellsgård ha esplorato fino ai limiti più profondi, nella sua nuova regia. SUNBURNED è il racconto di una stagione in cui tutti noi ci siamo sentiti veramente liberi, dove gli adulti non sono contemplati, non hanno volto. Una stagione in cui si è incautamente nudi per il mondo, costretti a prendere decisioni radicali, senza saperlo. Tra vicende quotidiane, passioni e pomeriggi di giochi e vacanze, emergono i segreti di un’estate che nel film di Martin Turk, DON’T FORGET TO BREATHE, travolgono tutto come un torrente di emozioni contrastanti e di azioni spericolate. Siamo rimasti affascinati dal coraggio delle ragazze cinematografiche di quest’anno, forse perché sono più di quello che vorremmo essere noi: Camille, nel film dal sapore autobiografico di Sarah Suco THE DAZZLED, rivendica la sua libertà da una comunità Cattolica, che mette in dubbio i suoi desideri, la sua vita sociale e i suoi tormenti interiori; Leigh nel film di Eva Riley, PERFECT 10 si ritrova travolta in un mondo di attenzioni di cui ha sempre avuto disperatamente bisogno e che la spinge verso un bivio tra i suoi sogni da ginnasta e questo esaltante nuovo mondo adolescenziale, rigorosamente privo di adulti, che risponde a regole proprie e che nel film di Emiliano Cunha, LANE 4, porta al disvelamento di sé stessi in un ambiguo sentimento che rovescia drammaticamente il banco delle apparenze.

Sono ragazze autodeterminate, hanno fisicità combattive e consapevoli: CLEO, nel film di Eva Cools usa il corpo come strumento d’indagine per raccogliere la memoria di un ricordo che le ha lasciato cicatrici profonde. LOLA, incarnata sullo schermo da Mya Bollaers, una giovane attrice trans al suo primo ruolo, offre il ritratto di una ragazza transgender di 18 anni, al quale dona la sua passione e determinazione, la sua rabbia e allo stesso tempo la sua energia folle. Laurent Micheli, al suo secondo lungometraggio, usa lo strumento del road-movie per raccontare il viaggio di un padre – interpretato dal sempre impressionante Benoît Magimel – e di sua figlia, che metterà a confronto, loro malgrado, il fallimento di una vita familiare distorta dalla sofferenza, dai traumi e dai ricordi di due personaggi radicalmente diversi.

RomaFF17, Alice nella città: Lola
Lola offre il ritratto di una ragazza transgender di 18 anni

I legami di sangue sono uno dei nodi tematici che attraversano l’opera prima di Mario Piredda, vincitore del David di Donatello 2017 per il corto “A casa mia”, che con L’AGNELLO, sua opera prima, segue la delicata storia di Anita, una ragazza di sedici anni che lotta in una Sardegna ruvida e autentica contro la malattia di suo padre, e di un intero territorio. Chiudiamo con il lirico e visivamente abbagliante film d’animazione di Lorenzo Mattotti, LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA, l’esordio nel lungometraggio del più grande illustratore italiano, che riprende l’omonima fiaba di Buzzati del 1945. Cogliendone gli aspetti d’attualità, dal rispetto per l’ambiente all’importanza del vivere civile, realizzando un raffinato gioiello dell’animazione contemporanea. Il lungometraggio è una co-produzione italo-francese che per la versione italiana è interpretata dalle voci di: Toni Servillo, Antonio Albanese, Linda Caridi e Corrado Guzzanti nel ruolo di Salnitro e con la partecipazione straordinaria di Andrea Camilleri nel ruolo del Vecchio Orso. Lorenzo Mattotti sarà presente a Roma anche per una masterclass aperta al pubblico.

PROIEZIONI FUORI CONCORSO

LA GIOVANE ETA’ di Luc e Jean-Pierre Dardenne racconta il destino del giovane Ahmed, tredici anni, combattuto tra gli ideali di purezza professati dal suo imam e i richiami della vita. Se in “Rosetta” i Dardenne seguivano da vicino la disperazione di una ragazza alla ricerca di un lavoro che non riusciva a trovare, in” Le jeune Ahmed “la disperazione sembra avere trovato ospitalità nel loro sguardo”. Inoltre i due cineasti belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne incontreranno il pubblico di Alice nella città nella Lezione di Cinema di giovedì 24 ottobre aperta al pubblico. MATARES di Rachid Benhadj è il dialogo fulminante di due infanzie, di due destini che s’intrecciano e si sovrappongono. Intorno a loro le rovine di un vecchio mondo mentre il nuovo mondo si manifesta in tutto il suo orrore. Una fiaba feroce e incantata diretta da un regista d’origine algerina, dotato del dono dell’ascolto.

EVENTI SPECIALI

Come di consueto tornano ad Alice le grandi anteprime del week-end dedicate alla famiglia.
Ad aprire la programmazione family sarà il film Ailo – Un’avventura tra i ghiacci, primo lungometraggio firmato da un grande autore di documentari sugli animali: Guillaume Maidatchevsky. Ad accompagnare il film al festival oltre al regista anche Fabio Volo che ha prestato la voce al film. Il giorno dopo sul red carpet sfileranno invece i doppiatori della dark family più famosa del mondo La famiglia Addams attesissimo cartone animato realizzato con una grafica in stop-motion, che ricorda molto lo spirito e i disegni delle storiche vignette del suo creatore Charles Addams. Tra i protagonisti vocali de del movie cartoon italiano troveremo Virginia Raffaele e Pino Insegno nei panni di Morticia e Gomez. Eleonora Gaggero e Luciano Spinelli presteranno la loro voce ai figli Mercoledì e Pugsley. Nel ruolo di Zio Fester, Raoul Bova mentre Loredana Bertè interpreterà Nonna Addams.

Dopo quasi tre anni dal successo di Mister Felicità, Alessandro Siani torna al cinema con Il Giorno più bello del mondo una fiaba contemporanea di cui è anche protagonista insieme a un gruppo di bambini alquanto speciali. Una dichiarazione d’amore ai sognatori, un inno alla vita che vuole parlare a tutti nel nome della speranza e della bellezza dell’inatteso. A chiudere la programmazione Family il film, diretto da Lino Di Salvo, capo dell’animazione per Frozen e supervisore di Bolt e Rapunzel della Disney, PLAYMOBIL THE MOVIE il primo lungometraggio ispirato agli amati e pluripremiati giocattoli PLAYMOBIL® ad accompagnare il film in uscita nelle sale italiane a Natale oltre al regista le voci italiane del film Cristina d’Avena e J-Ax.

RomaFF14, Alice nella città: PLAYMOBIL THE MOVIE è il primo lungometraggio ispirato agli amati e pluripremiati giocattoli
PLAYMOBIL THE MOVIE è il primo lungometraggio ispirato agli amati e pluripremiati giocattoli

ALICE│PANORAMA

Sono 12 i film che comporranno il programma che Alice nella città dedica al Panorama; opere internazionali che seppur raccontando il mondo delle nuove generazioni, offrono un pretesto per dire agli adulti cose da e sui giovani. Sarà lo spazio in cui presentare temi a contrasto mostrando la forza devastante di una realtà che non è mai semplice spettacolo.
LIGHT OF MY LIFE, del premio Oscar Casey Affleck è il film già annunciato della selezione legata al Panorama. Distribuito in Italia da Notorious Pictures il film racconta la storia di un padre e della sua unica figlia, di undici anni. Si nascondono tra boschi e case disabitate, dopo che un virus ha sterminato buona parte della popolazione femminile. La giovanissima Rag è costretta ad un vagabondaggio continuo e a fingersi maschio ogni volta che sarà costretta ad incontrare altri esseri umani, tutti uomini, resi brutali e senza scrupoli dalla mancanza di donne. Uno sguardo al femminile che ci permette di mette al centro il racconto d’esordio di Maura Delpero, MATERNAL, l’unico film italiano presente nella selezione. Abbiamo scelto d’inserire questo esordio nel Panorama, perché crediamo sia uno di quei brillanti film indipendenti che riuscirà a guadagnarsi un posto di rilievo tra i festival internazionali. Un film che mette al centro la maternità precoce di giovani madri adolescenti che convivono con il voto di castità delle suore che le hanno accolte, tra le regole rigide e amore cristiano di un centro religioso italo-argentino per ragazze madri. Un’opera che mette in scena la coesistenza di due forme opposte d’intendere, e mortificare, la femminilità. Tre donne diverse che influenzeranno reciprocamente le proprie vite e il proprio rapporto con la maternità.

Con ZOMBI CHILD, Bertrand Bonello porta avanti il percorso già intrapreso in Nocturama – già ad Alice nel 2016 – legando la messa in scena dell’adolescenza con la morte e la fine della civiltà. Zombi Child è un horror che lascia con il fiato sospeso lo spettatore, sia per l’intelligenza del discorso che per la qualità della narrazione, facendo emergere lo spirito anarchico dell’adolescenza. Gli fa eco ADORATION di Fabrice du Welz con una storia d’amore struggente che è intenzionalmente sospesa dalla realtà. E’ il racconto di una fuga adolescenziale à deux dettata da un complicato mosaico d’instabilità mentale di lei, di accecato primo amore di lui e di una forte pulsione di libertà che li attraversa per tutto il film e che trasformerà tutto in un incendio disordinato a tratti inquietante e fuori controllo. Come nell’esordio di Annabelle Attanasio, MICKEY AND THE BEAR, un dramma ricco di dettagli vissuti che ruota attorno a una relazione padre-figlia che diventa un’ancora di salvezza ed una prigione emotiva, resa autentica dalle superbe interpretazioni di Camila Morrone e James Badge Dale. Ancora il viaggio come metafora di crescita nel film TAKE ME SOMEWHERE NICE di Ena Sendijarević. Con l’energia spericolata della giovinezza e la corsa alla scoperta dell’età adulta, un trio ribelle intraprende l’avventura di un viaggio imprevedibile attraverso il territorio bosniaco, nel corso del quale, Alma imparerà ad accettare e comprendere sé stessa, abbracciando tutti i cambiamenti che incontrerà sulla sua strada.

La regista Lendita Zeqiraj presenterà AGA’S HOUSE un racconto di formazione che sullo sfondo dei conflitti socio-politici della società kosovara, mette al centro la resilienza di quattro donne e di un bambino di nove anni alla ricerca del padre scomparso. Un brillante dramma su come l’empatia non solo guarisce, ma alla fine fa crescere. La continua situazione di bisogno in cui questi personaggi vivono, è una ricerca necessaria dettata dalla sopravvivenza: ce lo racconta il sorprendente documentario di Andrés Torres, LA FORTALEZA, dove gli ultimi giorni del campionato colombiano di calcio del Bucaramanga, diventano lo spunto per filmare dall’interno, dal profondo, un viaggio illegale tra i giovani tifosi dei bassifondi della Colombia. Dimostrando il loro impegno come tifosi leali, viaggiano saltando illegalmente sui rimorchi per trattori per riuscire a partecipare alla partita più importante della stagione – una partita che dona alla squadra una chance di tornare alla divisione della lega professionale colombiana dopo otto anni di serie B. Nella geografia del festival, TARO THE FOOL è il film che sovverte i luoghi comuni dello young adult. Un brillante dramma lirico emotivo e desolante sulla generazione invisibile di teenager autodistruttivi che abusano di droghe nelle moderne metropoli asiatiche. I protagonisti di Tatsushi Omori, tra i registi più prestigiosi dell’attuale scena giapponese, manifestano tutta l’inconsapevole, ambigua e profonda complessità del contemporaneo. I suoi ragazzi cinematografici non sono mai stati a scuola, si comportano come vagabondi e fanno tutto ciò che vogliono. Sono perseguitati da una disaffezione vitale che li porterà ad essere dei gangster locali, in una vita perduta. Un film senza via di scampo che con la freschezza di un ritrovato cinéma vérité fa emergere un flusso energetico dirompente che tutto travolge. Con il suo secondo film (dopo This Wonderful Life 2014) lo scrittore/regista Zhai Yixiang, si conferma come nuovo talento del cinema cinese che probabilmente lascerà il segno sulla scena internazionale.

A prima vista, MOSAIC PORTRAIT di Zhai Yixiang sembra perseguire l’agenda di tanto cinema sociale asiatico. Ma il film non segue semplicemente un’indagine sullo stupro di una ragazza di 14 anni, ma offre una riflessione audace, anche se sottile, sull’esperienza delle donne nella società cinese contemporanea. Il risultato è un dramma magistralmente costruito, ipnoticamente misterioso, che attraverso la sua protagonista adolescente riesce ad essere sia straziante che piena di speranza. A ben guardare tra gli esordi di quest’anno, c’è uno stile comune a molti nuovi autori: concreto, fisico, corporeo, ricco di dettagli che non si accontentano dell’evasione, dell’inerzia ma prendono posizione nella storia, sono curiosi dell’altro, cercano soprattutto nel documentario una realtà migliore di quella raccontata.

ADOLESCENTES, il nuovo lungometraggio di Sébastien Lifshitz, segue dall’età di 13 a 18 anni le migliori amiche Emma e Anaïs, che sembrano non avere nulla in comune, dal loro background sociale alle loro personalità. Lifshitz racconta gli anni in cui le trasformazioni radicali e le prime volte sono una caratteristica regolare della vita quotidiana. Attraverso le loro storie personali, il film dipinge un raro ritratto della Francia e della sua storia recente. La regista di BULL, la texana Annie Silverstein, aiutata dalle splendide interpretazioni di Rob Morgan e dell’esordiente Amber Havard, ha in questo senso il merito di non lasciarsi avviluppare nelle spire dell’ovvietà, andando oltre il racconto di un’adolescenza costretta a maturare troppo in fretta. Si avverte semmai la necessità da parte di Silverstein di rompere gli schemi abituali dello spettatore, stracciando la cliché del cowboy americano tipicamente bianco, quasi identitario che rompe la medietà generalizzata con cui quella peculiare area degli States viene in questi ultimi anni messa in scena.

ALICE │ Panorama Italia

Il  è la piattaforma del festival che punta sulla scoperta e sulla valorizzazione del giovane cinema italiano. Quello più nascosto che sfugge alla rete dei grandi festival. Film più fragili che per loro natura scelgono un’altra direzione possibile, che spesso appartiene ad una nuova generazione di registi, che si muovono al di fuori dei circuiti commerciali/tradizionali, tra le università e le scuole di cinema. Quello capace di raccontare storie intense e coraggiose nei modi inventivi del cinema indipendente. Documentari, film inediti mai usciti in sala per il grande pubblico, passati velocemente in un festival all’estero. E poi incontri, masterclass ed eventi speciali che coinvolgeranno gli studenti di cinema e delle scuole della città.

Fa eco l’opera prima di Alessandra Mortelliti, FAMOSA, tratto da una piece teatrale che mette al centro della storia un giovane, nato in un corpo per cui prova vergogna e disgusto e che agghinda per sentirsi appagato ed amato. Una ricerca sull’accettazione che si avverte forte nel film di Francesco Fei, che con MI CHIEDO QUANDO TI MANCHERO’ porta sullo schermo un road movie senza confini fisici e mentali. Il racconto di una diciassettenne in fuga da un passato difficile in cerca di un futuro ancora possibile, insieme un’amica immaginaria che l’aiuterà ad emergere da una storia di bullismo. L’immaginario dunque come strumento d’indagine del reale che nel road movie dalle venature fantasy di Matteo Gentiloni, MOLLAMI, si manifesta in un terzo incomodo tanto indesiderato quanto ingombrante: Renato, un enorme, inquietante e bizzarro pupazzo parlante che solo Valentina (Martina Gatti), può vedere e che altro non è che il suo senso di colpa per qualcosa che è accaduto quando era bambina. Malattia ed amicizia sono invece i temi affrontati da Enrico Iannacone ne LA VACANZA, dove l’incontro di due anime complesse, attraverso i suoi protagonisti, Antonio Folletto e Catherine Spaak, trovano in un’inaspettata amicizia la forza di confrontarsi con i mostri del loro passato, prima che le rispettive malattie non gli consentano più di affrontare chi gli ha fatto del male.

Dopo due documentari, uno dei quali realizzato per il cinema che seguiva tre pazienti psichiatrici e un’infermiera (States of Mind, 2007), Elisa Mishto presenta il suo primo lungometraggio di finzione il cui titolo, STAY STILL, riassume il principio attorno al quale la sua protagonista, Julie (Natalia Belitski) insieme ad un inedito Giuseppe Battiston, organizza la sua vita. Stay Still è un film ingannevole come il personaggio di Julie, che cambia in corso d’opera l’asse di riflessione e la sua natura, e sorprende nella misura in cui alla fine ci porta a identificarci di più con il personaggio che all’inizio sembrava inaccessibile. BUIO di Emanuela Rossi ha il merito e il coraggio di riportare il pubblico verso generi poco frequentati in Italia: è un thriller, un film di fantascienza, un family drama. Un racconto che grazie alla bravura – inquietante – di Valerio Binasco e di Denise Tantucci, impiega immagini e forme ibride, che catturano le dinamiche e i toni degli ambienti che si riflettono nelle vite dei giovani ritratti.

Tanti i documentari che arricchiscono il programma: studi a lungo termine e istantanee, primi piani intimi e osservazioni rispettose ampliano e contrappongono varie prospettive sulla questione di cosa significhi crescere a scuola e vivere nelle condizioni create da un mondo sempre più complesso: LE METAMORFOSI di Giuseppe Carrieri ha una provvista di immagini sorprendenti, una gran bella fotografia, un suono ricco ed espressivo. Tra fantasia sperimentale e documentario affronta degrado ambientale e umano e la rappresentazione dell’altro (i rom e i migranti) con una attitudine allegorica quasi pasoliniana (l’uso di Ovidio), con la Voce fuori campo Marco D’Amore. Napoli è protagonista nel documentario LA VILLA di Claudia Brignone che nella Villa Comunale di Scampia riesce a raccontare un’oasi naturale, in cui le persone si incontrano alla ricerca di uno spazio di libertà.

Vincenzo Marra, con LA VOLTA BUONA mette al centro del suo racconto, il tema del riscatto sociale e umano mettendo sulle spalle di uno straordinario Massimo Ghini, la storia di un’amicizia tra un procuratore calcistico e un bambino. Tra i due all’inizio saranno scintille, ma presto si troveranno l’uno accanto all’altro, generando un legame che farà crescere e cambiare entrambi. VOLARE di Ram Pace e Luca Santarelli, prodotto da Michele Santoro, ci restituisce il racconto di una generazione: tatuaggi in faccia, vestiti firmati, culto del successo online e rime al limite della provocazione che segnano l’appartenenza ad un nuovo fenomeno non ancora del tutto indagato che sta spopolando in tutta Italia: la musica Trap. In tema musicale, c’è il documentario on the road IL SUONO DELLA VOCE, nato da un’idea di Tosca con la regia di Emanuela Giordano che ci regala un viaggio vero e proprio nella musica e nella poesia di una straordinaria artista che unisce culture e popoli attraverso il canto.

MARCO POLO è il titolo ideale per raccontare un viaggio e una scoperta, così crediamo sia stato per Duccio Chiarini che alle porte di Firenze, nel quartiere periferico dell’Isolotto, ha scoperto l’Istituto Tecnico per il Turismo Marco Polo. Per mesi ha filmato la vita di 150 professori e 1600 studenti che ogni mattina varcano le porte di questa scuola. Questo film è omaggio, dolce, a chi intraprende il viaggio attraverso quelle sfide. Partendo da qui, a ben guardare, nel programma del Panorama Italia c’è un filo che lega la scuola ad un gruppo di lavori filmati dall’interno, dal profondo, che mettono in luce lo sguardo di educatori, insegnanti e pedagogisti che su questi temi hanno sentito l’urgenza di fermare il loro punto di vista: la scrittrice e illustratrice Chiara Rapaccini in AMORI DI LATTA di Graziano Conversano, si immerge nel modo degli adolescenti per scoprire il loro rapporto con le emozioni e i primi amori. Un documentario nato per Rai Storia ma che ha il valore di un’inchiesta dal sapore antico.

Il ‘Maestro’ Franco Lorenzoni dopo la presentazione di Elementare, torna ad Alice nella città con il documentario E’ MEGLIO CHE TU PENSI LA TUA di Davide Vavalà, che raccoglie la testimonianza dell’ultimo anno d’insegnamento nella scuola di Giove in Umbria. Il racconto di una scuola possibile, democratica e inclusiva, dove il dialogo è alla base della sua pedagogia quotidiana. Mentre, ne LA NOSTRA STRADA di Pierfrancesco Li Donni la periferia di Palermo viene descritta dall’aula della IIIB della scuola media Bonfiglio. Colonna Rotta è un quartiere a sé. Tutti conoscono tutti e i bambini della III B abitano, in buona parte, a un tiro di schioppo dall’altro, in appartamenti angusti e malandati. Di giorno vanno a scuola, di pomeriggio sono a casa o in giro per il quartiere. In cerca della loro strada. Tra gli eventi speciali, FRAMMENTI: cinque storie di città e periferia, apparentemente separate ma destinate ad unirsi in un unico racconto dell’oggi vivo e fuori dai luoghi comuni. Un film corale di sei registi tra i diciotto e i ventuno anni, coordinati dal regista Paolo Bianchini.

CORTI IN SCUOLA

Corti in Scuola è la novità di questa edizione 2019: sono lavori realizzati da registi professionisti che nella scuola hanno potuto lavorare e sviluppare percorsi media literacy e di avvicinamento al mondo del cinema realizzati nell’ambito del “Piano nazionale Cinema per la Scuola” promosso da Miur e Mibact: E’ il caso di Ciro D’Emilio con il suo “importante”, “Romeo e Giulietta “di Felice V. Bagnato, “Limessmile “di Ylenia Politano, Delfina di Mario Cordina e Dream Little Big Cowboy e Aldo Zammit.

Anche quest’anno, grazie alla collaborazione con Premiere Film e ai tanti partner che hanno aderito al progetto, Alice nella città apre al concorso internazionale cortometraggi.
Saranno 12 i cortometraggi in concorso e 13 fuori concorso diretti da giovani registi, selezionati per il valore artistico e originalità del racconto. Come lo scorso anno tornerà anche il campus Lotus production e Lotus film group “Dal corto al lungo” nel quale i 12 registi del concorso cortometraggi non solo avranno l’occasione di presentare i loro corti al festival ma anche di partecipare ad un campus di formazione della durata di 3 giorni durante il quale potranno presentare alla giuria tecnica di Leone Film Group un progetto di lungometraggio ispirato al proprio corto.

IN CONCORSO

MARADONA’S LEG di Firas Khoury
ADAM di Shoki Lin
FIREFLIES di Amelia Nanni
SETTEMBRE di Giulia Steigerwalt
APE REGINA di Nicola Sorcinelli
IL POSTO DELLA FELICITÀ di Aliosha Massine
PAPA di Christophe Switzer
IL TIPICO NOME DI UN BAMBINO POVERO di Emanuele Aldrovandi
THE LOAD di Giulia Giapponesi
L’OCCASIONE DI RITA di Francesco Barozzi
SANPIETRO di Andrea Chinappi
3 SLEEPS di Christopher Holt

SCUOLE IN CORTO

DELFINA di Mario Cordina, 12’, Malta
DREAM BIG LITTLE COWBOY di Aldo Zammit, 8’, Malta
ROMEO E GIULIETTA di Felice V. Bagnato, 10’, Italia
IMPORTANTE di Ciro D’Emilio, 8’, Italia
LIMES SMILE – LIBERTÀ, INCLUSIONE, MEDIAZIONE, ESPERIENZA, SOCIETÀ di Ylenia Politano

FUORI CONCORSO

MOTHER di Rodrigo Sorogoyen
LOST AND FOUND di Andrew Goldsmith e Bradley Slabe
MILK di Pennie Hunt
BORDER CROSSING di Agnieszka Chmura PIZZA BOY di Gianluca Zonta
A CUP OF COFFEE WITH MARYLIN di Alessandra Gonnella

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