RomaFF13, recensione Millennium: Quello che non uccide, Claire Foy nuova Lisbeth Salander

Claire Foy in Millennium Quello che non uccide

Millennium: Quello che non uccide, segna una svolta fondamentale nell’iconica saga, con un reboot originale e azzeccato del personaggio di Lisbeth Salander, interpretato da Claire Foy.

Tratto da un best-seller mondiale

Millennium: Quello che non uccide è il ritorno di Lisbeth Salander, figura di culto e personaggio principale dell’acclamata serie di libri Millennium, creata da Stieg Larsson, nel primo adattamento del recente bestseller mondiale scritto da David Lagercrantz. La vincitrice del Golden Globe, Claire Foy protagonista della serie The Crown, interpreterà l’iconica hacker sotto la direzione di Fede Alvarez, regista del thriller del 2016, Man in the dark; la sceneggiatura di questo nuovo capitolo è di Steven Knight, Fede Alvarez e Jay Basu.

Legami di sangue, in cerca di vendetta

Lisbeth Salander (Claire Foy), la protagonista dell’avvincente saga dovrà salvare il mondo da una catastrofe, nel nuovo capitolo della saga. Sinossi: quando uno scienziato decide di contattarla per rubare il suo lavoro dagli americani, Lisbeth si ritrova tirata in una ragnatela oscura e violenta di intrighi. Con il suo vecchio amico, il giornalista Mikael Blomkvistm (Sverrir Gudnason), improbabile alleato, Lisbeth affronterà un viaggio pericoloso per trovare i suoi aggressori, proteggere il giovane figlio dello scienziato, e reimpossessarsi di  ciò che le è stato portato via. Mentre la rete si stringe, qualcuno, nascosto nelle ombre del suo misterioso passato, è tornato, in cerca di vendetta.

Mikael Blomkvist (Sverrir Gudnason) in Columbia Pictures' THE GIRL IN THE SPIDER'S WEB.
Millennium: quello che non uccide – Sverrir Gudnason.

Noir e Spy-story in un’estetica post-moderna

Millennium: Quello che non uccide trae spunto dai precedenti capitoli per ridefinire la storia e i personaggi in essa rappresentati, attraverso un’estetica tipica dei noir moderni e moltissimi elementi da spy-story, che fanno da contrappeso ad una storia avvincente e dal ritmo frenetico,in cui la nostra hacker e giustiziera dovrà compiere l’impossibile per salvare una situazione pronta ad esplodere. Macchine superaccessoriate e gadget ipertecnologici sono una delle chiavi stilistiche del film, Lisbeth controlla quasi senza fatica ogni apparecchio informatico di cui entra in possesso, è un hacker professionista che sfrutta le sue abilità per ripulire il mondo dagli uomini violenti e portare pace alle vittime, provando a riempire quel vuoto assoluto che sente. Questa nuova avventura la porterà davvero ai limiti, risvegliando fantasmi dell’infanzia che credeva di aver dimenticato per sempre.

Neve, freddo, silenzio

Un mondo oscuro, misterioso e potenzialmente letale si apre allo spettatore, capace solo di prestare attenzione ad ogni singolo elemento per carpirne tutti gli aspetti, le tracce e le piste, ed individuare i meccanismi nascosti e celati nelle scelte dei personaggi. Nella fredda Svezia, la neve, il freddo e il silenzio sono i protagonisti assoluti, attraverso soprattutto la tecnica di ripresa, specialmente negli esterni, costruita su campi lunghi, dove i personaggi, nonostante quello che fanno sono inetti di fronte ad una natura oscura, misteriosa e perturbante che annulla il tempo ed evoca demoni dal passato. Le tonalità fredde del film esemplificano questo discorso, sembra quasi che la luce sia stata ghiacciata nell’istante stesso della sua creazione, per rimanere immobile dietro vetrate, scenari e volti, su cui riflette l’oscurità nascosta dietro ogni apparente stabilità.

La performance di Claire Foy, tra alter-ego e corpo

Lisbeth Salander è tutto quello che ci serve in un eroe moderno: intelligente, intraprendente, guidata dai demoni delle sue esperienze, senza esserne definita in possesso di un atteggiamento dirompente ed aggressivo verso l’universo, usato per abbattere la violenza. Nascosta nell’ombra, come un assassina è sempre pronta a fare giustizia quando è necessario, rimanendo l’unica possibilità di una vita migliore per donne senza futuro che hanno perso la voglia di vivere, credere e lottare. Claire Foy in un reboot del tutto originale dono una nuova vitalità ad un personaggio difficile da rendere, proprio per la sua complessa costruzione, con un background alle spalle di eventi traumatici che hanno infranto la sua personalità, frammentata in alter-ego. La notevole espressività dell’attrice, già vista in Unsane, l’ultimo thriller-psicologico diretto da Soderbergh, è stata affinata e perfezionata per trasformare il corpo in un agente di significati dove il silenzio e lo sguardo dicono più di mille parole. Questo ruolo per lei sarà un bagaglio d’esperienza essenziale che in futuro spereremo sia ancor più vasto per un’attrice che ha molto potenziale e di cui, speriamo presto, risentiremo parlare.

Lisbeth Salander (Claire Foy) with her bike outside burning Brandmauer manor in Columbia Pictures' THE GIRL IN THE SPIDER'S WEB.
Millennium: quello che non uccide – Claire Foy.

Una svolta verso il futuro ?

Che Millennium: Quello che non uccide sia la svolta per la saga ? In attesa di vederlo uscire mercoledì 31 ottobre possiamo affermare che il film è un’ottimo prodotto d’azione che combina noir, spy-story e cyber-thriller in una storia coinvolgente, piena di intrighi e misteri. Sostenuta dall’ottima performance di Claire FoySverrir Gudnason (Borg McEnroe) e Sylvia Hoeks (Blade Runner 2049) è sicuramente un passo avanti per una saga iconica che mantiene già dal primo minuto un livello di qualità alto, solo il tempo, gli incassi e un vostro commento potranno dirci quale svolta prenderà.

Millennium: Quello che non uccide è nella Selezione Ufficiale dei film in concorso alla 13° edizione della Festa del Cinema di Roma. Presente in sala dal 31 ottobre, distribuito da Warner Bros. Diretto da Fede Alvarez con Claire Foy, Sverrir Gudnason, Sylvia Hoeks, Lakeith Stanfield e Stephen Merchant.

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