RomaFF13, The Little Drummer Girl, recensione dei primi due episodi

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La miniserie The Little Drummer Girl, di Chan-wook Park, con Michael Shannon, Aleksander Skarsgård, Florence Pugh, presentata con i primi due episodi alla Festa del Cinema di Roma, costruisce il tipico schema della spy-story con un ottimo cast e un inizio abbastanza convincente.

Intrighi alla base

La miniserie The Little Drummer Girl di Chan-wook Park, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma con i primi due episodi, racconta la storia di Charlie (Florence Pugh), una giovane attrice britannica, che viene coinvolta in un intrigo di stampo internazionale. Un giorno un membro dell’intelligence israeliano (Michael Shannon) decide di puntare sulla donna e di farla diventare un’agente segreto e lo farà tramite un uomo fidato, che dirà a Charlie di chiamarsi Peter (Aleksander Skarsgård) anche se chiaro non sia il suo vero nome. Peter tra seduzione, inganno e promesse porterà Charlie dinnanzi all’intera squadra e al capo della cella terroristica. La missione che le viene affidata è quella di scoprire dove si nasconde un uomo di nome Khalil, un terrorista senza scrupoli di fama mondiale.

Una struttura riconoscibile

The Little Drummer Girl segue le tipiche regole della spy-story, almeno di quella classica, dove computer e internet ancora non esistevano, o almeno non come la gente è abituata oggi a conoscerli e ad usarli. Ad esempio, come in tutte le spy-story, c’è una trama variegata di personaggi, inganni, situazioni, rapimenti improvvisi, decisione di infiltrare una persona inesperta all’interno di una cellula antiterroristica e un materiale narrativo interessante. Due primi episodi pieni di spunti e di nodi da sciogliere per tutta la durata delle sei puntate della miniserie.

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Aleksander Skarsgård in una scena della seconda puntata della mini-serie The Little Drummer Girl di Chan-wook Park

Un tosto inizio 

Con una scena d’apertura che mette i brividi, la serie parte in maniera scioccante, convincendo da subito. Ma un momento così potente e forte è difficile da tenere per un’intera puntata, ed effettivamente niente impressiona e sconvolge come la prima scena, ma la storia tiene comunque viva l’attenzione. Le ottime ricostruzioni di scenografia e dei costumi, con una grande cura dei piccoli dettagli, catapultano lo spettatore nella tipica atmosfera della fine degli anni ’70, dove in qualsiasi discorso o circostanza c’era sempre spazio per intrighi internazionali e idee politiche moderate o radicali. Dal semplice interesse all’attivismo vero e proprio.

Personaggi lineari

Ottimo il personaggio di Michael Shannon, israeliano a capo della cella, uomo burbero, del tutto inesperto di rapporti umani e divertito dal suo stesso modo di organizzare il lavoro. Nonostante ciò è evidente che mette il cuore in tutto quello che fa. Aleksander Skarsgård, ragazzo affascinante e tenebroso, anche se i suoi tipici colori chiari, soprattutto degli occhi, giocano a suo sfavore, riesce però a non far trasparire nulla dalla sua grande interpretazione. Infine la protagonista Florence Pugh, troppo oscura, giovane attrice di teatro dalle idee politiche radicali, forse eccessivamente arrabbiata col mondo e cioè con qualsiasi persona incontri e, apparentemente, un po’ ingenua, tanto da fidarsi ciecamente di sconosciuti.

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Aleksander Skarsgård e Michael Shannon in una scena delle serie The Little Drummer Girl di Chan-wook Park

Una giusto difetto?

L’unica cosa di The Little Drummer Girl che può disturbare è la scelta del personaggio da infiltrare, parliamo di un’attrice, per quanto si sia servita di una nuova identità per non affrontare il suo passato, di certo non è esperta né addestrata per entrare a far parte di una cella terroristica palestinese e il tempo che passa ad imparare quale sarà il suo compito è davvero misero, troppo poco. Però effettivamente in quegli anni succedeva, e magari a rimetterci la vita erano persone innocenti, reclutate e infiltrate da altri, ma abbastanza estranee prima di essere coinvolte.

Rilevanze cromatiche

Accettato questo piccolo elemento di inverosimiglianza, soprattutto per quanto riguarda le spy-storie attuali e i giorni d’oggi in cui si cerca di fare più attenzione a queste cose, le puntate sono ben girate, abbastanza ben scritte, con alcune battute un po’ prevedibili e un’esplosione di colori accesi e sgargianti, principalmente il rosso, l’arancione e il giallo che appaiono luminosi e che colorano le scene, con una fotografia che richiama l’atmosfera del 1979. La scelta delle musiche è forse un po’ deludente, volta a enfatizzare o esplicitare dei momenti già di per sé carichi d’emozione.

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Florende Pugh e Aleksander Skarsgård in una scena della prima puntata della mini-serie The Little Drummer Girl di Chan-woo Park

Speranze

Per il resto la miniserie The Little Drummer Girl parte bene e apre una serie di situazioni, sia di trama, che di psicologia del personaggio, sia sull’interiorità dei così detti antagonisti della storia che su future relazioni amorose. Sperando in un approfondimento e un’evoluzione dei personaggi, soprattutto della protagonista che per ora sembra simboleggiare principalmente la stretta connessione tra spionaggio e recitazione: in entrambi si interpreta una parte, non distinguendo quale sia recitazione, spionaggio e quale sia la vita vera. Una maschera che viene indossata in maniera diversa sempre, che sfugge alla propria identità. Ma non basta, e da questa miniserie ci si aspettano grandi storie… a parte replicare l’adrenalina e la suspence della sconcertante scena iniziale.

The Little Drummer Girl, diretta da Chan-wook Park, con Florence Pugh, Alexander Skarsgård, Michael Moshonov, Michael Shannon, Simona Brown, una co-produzione BBC e AMC debutterà il 19 novembre 2018.

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