RomaFF13, Ether, recensione del film sul mito di Faust di Zanussi

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Il film Ether di Krzysztof Zanussi, presentato alla Festa del Cinema di Roma, riprende alcuni episodi del mito di Faust, senza approfondire i personaggi e con uno sviluppo della storia inconsistente.

Alle porte della Grande Guerra

Il film Ether di Krzysztof Zanussi, presentato alla Festa del Cinema di Roma, inizia con una luminosa scena di un medico (Jacek Poniedzialek) che somministra un’iniezione letale di etere a una giovane donna, oggetto del suo desiderio e che aveva precedentemente tentato di sedurre. Ricevendo la grazia qualche secondo prima di essere impiccato, viene mandato a lavorare come medico militare dell’esercito imperiale austro-ungarico, dove continua i suoi esperimenti con l’etere per riuscire a gestire il dolore e a manipolare il comportamento umano. Durante questo periodo incontra Taras (Ostap Vakuliuk), un ragazzo a cui il dottore visita il padre morente. Quella sera il gli promette di aiutarlo se farà qualcosa in cambio. Taras, ignaro di quello che il medico stia facendo, lo raggiunge alcuni giorni dopo.

Tra colline innevate e temporali

A parte la scena iniziale, Ether ha un’atmosfera piuttosto grigia e spenta per tutto il film, con scene molto forti e crude, come quelle delle fucilazione, che turba anche alcuni personaggi del film. A parte questo buon inizio, il film appare inconsistente, senza uno sviluppo né un finale definito. Quello che delude nel finale è la spiegazione: come se volessero informare il pubblico del film che ha appena visto in modo esplicito e raccontato in ogni dettaglio. Come lo sviluppo stesso: il racconto inizia con l’incontro tra il dottore e Taras che diventa poi l’aspetto più interessante della storia, tutta la parte precedente è lunga e a volte ripetitiva.

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Jacek Poniedziałek e Ostap Vakuliuk in una scena del film Ether di Krzysztof Zanussi

Personaggi piatti

I personaggi non sono caratterizzati: il dottore, con i suoi esperimenti, uccide delle persone, fa del male ad altre, mente e sfrutta Taras come fosse un animale su cui testare la sopportazione del dolore, e lo fa senza il minimo rimorso, o meglio, sembra non provare nessuna emozione. Quando lui e Taras litigano, la vera preoccupazione del dottore è perdere un assistente, più che averlo quasi torturato in alcuni momenti. Jacek Poniedzialek interpreta un uomo crudele e malvagio, senza sentimenti, se non il desiderio del potere e del controllo, di cui non riesce a fare a meno.

L’importanza del passato

Sarebbe interessante sapere perché il dottore è un uomo così cinico e ai limiti del sadismo, ma non c’è alcun accenno a questo e, a quanto pare, non prova nulla durante la sua vita, neanche quando i suoi esperimenti danno i frutti sperati, come meraviglia o stupore, o il rimanere esterrefatto dagli effetti dell’etere sulle persone. Nulla. Questo lo rende, oltre che un personaggio con cui è difficile empatizzare, un personaggio inverosimile, più vicino a un robot che a un essere umano. Più sfaccettato è Taras, ragazzo ingenuo e povero che soffre profondamente, dalla morte dei suoi genitori al rapporto simbiotico che instaura con il dottore che lo usa, gli fa del male e non si sacrificherebbe mai per lui.

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Ostap Vakuliuk in una scena del film Ether di Krzysztof Zanussi

Un sadico obiettivo 

Il tema profondo di Ether è il potere e il controllo, il bisogno di avere una persona da manipolare e gestire come si preferisce. È questo che desidera il terribile protagonista della storia e sembra trovarlo proprio in Taras che va da lui per ricevere aiuto. Taras ha le emozioni che si dovrebbero trovare anche nel dottore, come se fosse la sua parte emotiva. Anche considerando che il film sia ispirato al mito di Faust e che l’epoca sia quella immediatamente precedente alla prima guerra mondiale, il racconto non sta in piedi, non è abbastanza convincente, come non lo è il personaggio del dottore.

Il bene contro il male

La regia di Ether è caratterizzata da scene molto forti e fotograficamente evocative, anche l’ultima, quella finale, che sembra però una sorta di rappresentazione del peccatore che prima o poi avrà l’anima fin troppo corrotta per rimediare. Anche se in questo caso il dottore, di cui non si sa mai il nome, non sembra aver nessun interesse a espiare le proprie colpe. Il film appare privo di spessore, come se volesse mostrare due personalità a confronto, due immagini dell’uomo, una complementare all’altra, il bene e il male, ma nessun personaggio può essere solo buono o cattivo, solo bene o male, ogni essere umano è pieno di sfumature che questo film sembra non vedere.

Ether, scritto e diretto da Krzysztof Zanussi, con Jacek Poniedziałek, Andrzej Chyra, Ostap Vakuliuk, Zsolt László, Maria Riaboshapka, Rafal Mohr, Małgorzata Pritulak, Stanislav Kolokolnikov, Remo Girone e Leonardo Lacaria, è distribuito da Next Film.

VOTO:

 

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