RomaFF14, Scary Stories to Tell in the Dark, recensione: delitti e oscuri misteri in una fiaba a tinte dark

Scary Stories to Tell in the Dark è una fiaba oscura ben girata che dietro una storia articolata pone una serie di misteri che catalizzano l’attenzione nello spettatore, intrattenendolo.

Un misterioso libro

Sinossi: corre l’anno 1968 negli Stati Uniti, e il vento del cambiamento imperversa possente, mentre sembra lontana dai disordini dei grandi centri urbani la cittadina di Mill Valley, sulla quale, ormai da generazioni, incombe la lunga ombra della famiglia Bellows. È nella loro dimora, situata ai margini della città, che Sarah, una ragazza che cela terribili segreti, ha trasformato la sua travagliata esistenza in una serie di storie spaventose, scritte in un libro che ha travalicato i limiti del tempo, storie che diventano fin troppo realistiche per un gruppo di giovani che, durante la notte di Halloween, andranno alla scoperta della terrificante casa di Sarah, chiamati a risolvere il mistero che avvolge alcune macabre morti avvenute nella loro cittadina.

La casa della famiglia Fellows

La vicenda che ruota attorno a tutto il film è la misteriosa storia che si cela dietro la famiglia Fellows, un circolo vizioso in cui ruotano intrighi familiari e giochi di potere nella cornice disturbante di un’orribile verità. I giovani protagonisti, spinti dalla curiosità si addentreranno sempre più nella casa fino a svelare i segreti e l’oscurità che divora da anni e anni quel luogo in cui gli spiriti vagano senza meta, carichi di odio e risentimento.

Scary Stories to Tell in the Dark – Austin Zajur

Voglio raccontarti una storia

Scary Stories to Tell in the Dark ha una sceneggiatura a mosaico, costruita attraverso le storie che nel corso della vicenda i protagonisti leggono e vivono sulla loro pelle. Il libro si presenta come la mappa del loro vissuto, tra passato, presente e futuro, in un discorso che vuole sicuramente articolare una storia originale che si perde nel mixage di elementi visivi, narrativi e recitativi. L’oscura presenza, agente di morte in cerca di vendetta altro non è che un entità astratta che si compone delle paure dei singoli soggetti fino a costituirsi come incubo ossessivo e disturbante.

Spaventoso … e poi ?

Scary Stories to Tell in the Dark si presenta come l’ennesimo horror che non ha nulla da dire e scarica tutta la tensione espressiva in una rappresentazione visiva di computer grafica e jumpscare che cercano di sopperire ad una mancanza di profondità, appena accennata dalle poliedriche personalità dei protagonisti che sono appena sviluppati. In essi possiamo trovare una rappresentazione classica del teenager disadattato e con pochi amici, mancano le biciclette e le atmosfere revival alla Stranger Things che forse avrebbero dato un po di colore ma che comunque non bastano a trasmettere un reale interesse nello spettatore, poco coinvolto dalla storia e già cosciente di come sarebbe andata a finire.

Scary Stories to Tell in the Dark è in anteprima ufficiale alla 14° edizione della Festa del Cinema di Roma ed uscirà nelle sale il 24 ottobre, distribuito da Notorious Pictures. Diretto da André Øvredal con Zoe Colletti, Michael Garza, Gabriel Rush, Austin Abrams, Dean Norris, Gil Bellows, Lorraine Toussaint.

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