RomaFF14, Nomad recensione: Herzog torna al cinema, percorrendo le vie di Bruce Chatwin

Nomad: In the Footsteps of Bruce Chatwin è il nuovo documentario girato da Werner Herzog che ripercorre attraverso la macchina da presa il percorso umano, individuale e spirituale di un grande uomo e amico.

Errare

Sinossi: quando lo scrittore e viaggiatore Bruce Chatwin stava morendo, mandò a chiamare il suo amico Werner Herzog, chiedendogli di vedere il suo recente film sulle tribù del Sahara, e in cambio, come regalo d’addio, gli donò lo zaino che aveva portato con sé nei suoi viaggi per il mondo. 30 anni dopo, prendendo con sé lo zaino di Chatwin, Herzog compie un viaggio ispirato dalla loro comune passione per la vita nomade, lungo il quale incrocia storie di dinosauri, tribù perdute, tradizioni aborigene, viandanti e sognatori. Dalla Patagonia, al Galles, fino all’Australia, il viaggio setaccia l’irrequietezza e l’erranza umane, offrendo il ritratto di uno degli scrittori più carismatici del ’900, e uno sguardo nei pensieri di un grande regista visionario.

Il film come un libro

Nomad, si muove attraverso una progressione a capitoli che scandisce l’azione narrativa in blocchi divisi e contrapposti da un titolo, proprio come fossero le pagine di un libro. Il viaggio si racconta come un racconto perso tra gli echi del tempo, con la voce narrante di Herzog che riesce ad accompagnarci in questo ritorno alle origini di Chatwin, legato da un’amicizia e un rispetto profondo, ma soprattutto dalla condivisione di una filosofia di vita che li ha tenuti legati per tutta la vita.

Nomad – Werner Herozg

Dove sono stato

Il viaggio su cui è stato basato il film si muove in un contesto che vuole far emergere il bisogno interiore di ogni individuo di evadere dall’irrequietezza del mondo e trovare pace nella natura, carica di misteri, simboli e circoli di potere che vanno oltre le nostre concezioni. Bruce Chatwin viene raccontato attraverso i ricordi delle persone che ha incontrato e con cui ha vissuto, frammenti di un tempo passato in cui Herzog cerca di penetrare con sensibilità e attenzione.

Ritorno alla terra

Il viaggio sia per Chatwin che per Herzog, diventa nel perpetuo errare, un’azione carica di significato, simbolica e spirituale. Un ritorno alla terra, alle origini del proprio vissuto per configurarle in una nuova cornice di segni ed espressioni che si inscrivono come codici, per una macchina da presa, cosciente come il regista del suo eterno movimento. Attraverso la dilatazione temporale ed una fluidità tipica dello stile di Herzog che immerge lo spettatore pienamente nella vicenda. Anche noi diveniamo pellegrini nella terra madre di un mondo pieno di misteri, culture e tribù che hanno tanto da dire, portando ogni uomo a ricercare dentro se stesso le origini del proprio percorso.

Nomad è stato presentato in anteprima alla 15° edizione della Festa del Cinema di Roma, diretto da Werner Herzog.

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