Rocketman, recensione: il biopic su Elton John è senza censure

Rocketman film recensione

Rocketman racconta la storia di sir Elton ‘Hercules’ John: senza trascurare luci ed ombre, propone al pubblico un racconto sincero nel quale la ricchezza più grande resta la musica.

Ascesa, caduta, rinascita

La vita di Elton John viene messa a nudo in Rocketman, a metà tra musical e biopic. La pellicola si focalizza sulla parte più controversa della sua storia, riassumibile in tre fondamentali passaggi: l’ascesa, la caduta e la rinascita. La star, nominato baronetto dalla Regina Elisabetta nel 1998 “per i servigi resi alla musica, alla cultura inglese e alla beneficenza”, non è stato sempre in pieno possesso delle sue facoltà e proprio gli anni più bui sono oggetto del racconto: da quando era solamente uno sconosciuto Reginald Kenneth Dwight, vincitore di una borsa di studio per la Royal Academy of Music, fino ai trionfanti anni ’80. Nonostante dipendenze, rabbia e mancanza di equilibrio, Elton John ha portato al successo alcuni tra i brani più belli della musica internazionale. La sua grandezza viene mostrata dagli scivoloni ma anche nella celebrazione di un talento indiscutibile: Rocketman, volendo ridurre ai minimi termini, è proprio questo (in arrivo anche il libro). “È stato chiaro fin dall’inizio che doveva essere una storia sincera, la forza della figura di Elton è il fatto che lui non si nasconde, non ci ha indicato posti dove non voleva andassimo, ha fatto un passo indietro e ci ha lasciato raccontare la sua storia”, ha raccontato entusiasta il regista Dexter Fletcher.

Taron Egerton: ovvero come raccontare senza far sfigurare

Elton John è senza dubbio un artista istrionico, capace di cambiare registro stilistico più e più volte nel corso della sua lunga carriera. Questo rappresentava la sfida più difficile per il protagonista delle biopic a lui dedicato. Taron Egerton abbraccia la causa e porta sul gran schermo questa star unica nel suo genere. Alternando ironia e dramma, luci e ombre, lustrini e grande musica, l’attore dimostra versatilità e talento. In molti l’hanno paragonato al Freddie Mercury di Rami Malek (col quale condivide il regista, Dexter Fletcher: egli, sebbene non accreditato, ha completato Bohemian Rhapsody dopo il licenziamento di Bryan Singer per assenza ingiustificata), facendo uscire proprio quest’ultimo come vincitore del confronto. Non che Egerton sia destinato ad attirare i fischi, sia chiaro: magari non vincerà l’Oscar come Malek, ma il giovane attore è destinato a convincere gli spettatori grazie ad un’interpretazione accattivante adeguatamente preparata.

Rocketman: Taron Egerton nei panni di Elton John
Taron Egerton nei panni di Elton John, tra lustrini e sregolatezza

Focus sulla rinascita del cantante

Da un punto di vista narrativo le scelte fatte dal regista Dexter Fletcher e dallo sceneggiatore Lee Hall sono sensate pur senza essere temporalmente esatte. Più che la precisione storica, ad interessare sono emotività e pathos. Il periodo preso in esame dalla pellicola abbraccia la prima parte della carriera del baronetto inglese. Non che la decisione sia stata facile, però. La prima versione del film durava ben 158 minuti ma poi il regista e la Paramount Pictures hanno deciso di apportare qualche taglio. A farne le spese sono stati gli amori di Elton John, sacrificati per far emergere il percorso di riabilitazione che lo ha allontanato dalle sostanze stupefacenti. È così possibile notare i drammi interiori dell’uomo e dell’artista, la sua sensibilità che diventa debolezza, la determinazione nel riprendersi il proprio successo. Il tutto ovviamente senza ignorare il rovescio della medaglia. Bisogna ammettere che gli ingredienti sono stati messi sulla bilancia in modo ponderato: se alcune scene strizzano l’occhio al brio e all’estrosità dell’artista, altre non nascondono vizi e volubilità. Una certa onestà di fondo, pur nella naturale drammaturgia di un prodotto cinematografico, evita di cadere nella critica feroce. Il risultato è, appunto, un ritratto che vuole presentarsi nel modo più oggettivo possibile, senza lodi gratuite né condanne.

Brani che non hanno bisogno di presentazioni

Impossibile dare un giudizio a Rocketman senza includere la sua prestigiosa colonna sonora. Elton John nella sua lunga carriera è arrivato a vendere oltre 400 milioni di dischi e certamente un motivo ci sarà. Così allo spettatore non dispiacerà ritrovare la splendida Your Song, e anzi farà fatica a non commuoversi mentre l’artista la compone tra una difficoltà e l’altra. Stesso discorso per Tiny Dancer o Crocodile Rock, entrambe riarrangiate per rendere il film una sorta di musical. Il messaggio che passa è che la sua migliore musica è saputa arrivare anche nei periodi peggiori, quando fuori dal palco lo assillavano problemi di alcol, droga, sesso, scelte manageriali errate e relazioni amorose distruttive. D’altronde Rocketman è la vita di Elton John raccontata da Elton John. Il diretto interessato ha partecipato al lavoro, lo ha visionato e infine approvato. Seppure con conclusioni positive che tendono sempre a giustificarlo, la sua caduta e la corrispondente rinascita trovano la stessa importanza. A mancare, semmai, è qualche sfumatura: se ci fosse stato spazio anche per esaltare humor e ironia che caratterizzano la star, allora il film si sarebbe davvero elevato ad un livello superiore.

Rocketman è stato presentato al 72º Festival di Cannes ed esce nelle sale il 29 maggio 2019 distribuito dalla 20th Century Fox. Nel cast figurano anche Bryce Dallas Howard, Jamie Bell e Richard Madden.

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1 commento

  1. I saw the film on 29 off may it was very good i understand more about his life know madre me cry ! I felt i was him love too see him one day it must be the thing i shall do he has made me happy in this years with his songs bravi Elton !!!!

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