Ritorno al bosco dei 100 acri, recensione: McGregor ritrova l’amico Winnie

Ritorno al bosco dei 100 acri, recensione: McGregor ritrova l'amico Winnie the Pooh

Nel Ritorno al bosco dei 100 acri Ewan McGregor veste i panni di un Christopher Robin cresciuto che ritrova i compagni della sua infanzia: un inno all’amicizia che non cade nel melenso.

Ritorno al bosco dei 100 acri

Christopher Robin (interpretato da Ewan McGregor) ha trascorso la sua infanzia in compagnia di Winnie the Pooh, Pimpi, Tigro e tutti gli altri teneri abitanti del bosco dei cento acri. Come tutti i bambini, anche lui ha dovuto dire addio ai suoi amici una volta sopraggiunta l’adolescenza. Rincontrarsi diversi anni dopo è una gioia immensa per entrambi: Winnie appare un po’ consumato dagli abbracci ricevuti nel tempo ma è sempre il solito orso affettuoso, mentre Robin non vede l’ora di ripercorrere insieme le gioie dell’infanzia. L’affetto è immutato tant’è che l’allegra brigata non esiterà ad uscire dalla foresta pur di restituire a Robin la valigetta che ha smarrito (con tutto il suo importante contenuto).

Nuovo lungometraggio

Il lungometraggio diretto da Marc Forster è il quinto film dedicato a Winnie the Pooh. La Disney porta sul grande schermo questo tenero orsetto golosissimo di miele a partire dal 1966, quando il corto d’animazione Winny-Puh l’orsetto ghiottone ha presentato per la prima volta il personaggio. Da allora c’è stato spazio per molte storie, alcune delle quali dedicate ai suoi amici della foresta (Tigro e Pimpi su tutti, quest’ultimo protagonista ad esempio di Pimpi, piccolo grande eroe nel 2003), capaci di raccogliere sempre un notevole successo. Se i suoi protagonisti non necessitano di alcuna descrizione il merito va attributo ad un brand vincente che nemmeno in questa occasione fa perdere punti agli amatissimi animaletti di pezza.

Ritorno al bosco dei cento acri: Robin riabbraccia l'amico d'infanzia Winnie the Pooh
Robin riabbraccia l’amico d’infanzia Winnie the Pooh

Ewan McGregor alternativo

Chi ha amato l’Ewan McGregor di Trainspotting, di Angeli e demoni o di Fargo avrà una grossa sorpresa. L’attore ha modo di mostrare il suo lato più dolce, quello legato all’infanzia e al ricordo. Pur essendo sempre presente una serietà di fondo, va riconosciuta la capacità dell’attore di mostrare un’inedita tenerezza. Certamente il compito viene facilitato dalla presenza di co-protagonisti di pezza sempre pronti ad essere abbracciati, tuttavia bisogna apprezzare il cambio di registro di McGregor nel calarsi in panni del tutto inediti per lui. Suo il merito di rendere il film perfetto per i bambini ma gradevole anche agli adulti. Bene Hayley Atwell nei panni di Evelyn, moglie di Robin, e di Mark Gatiss, nel ruolo del capo.

Bel messaggio senza cadere nel melenso

Ritorno al bosco dei 100 acri è un inno all’amicizia oltre che un invito a mantenere sempre vivo il fanciullo che vive in ogni individuo. Come Winnie the Pooh e gli altri sono disposti a tutto pur di salvare Robin, allo stesso modo anche lui è pronto a difendere il ricordo rappresentato da quei pupazzi. Il messaggio può avere diverse chiavi di lettura e si adatta sia ai bambini che agli adulti, il tutto senza cadere nel melenso o in un eccessivo buonismo che avrebbe minato l’effetto finale.

Ritorno al bosco dei 100 acri esce nelle sale italiane il 30 agosto 2018 distribuito come sempre dalla Walt Disney Pictures.

 

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