Ricordi?, la recensione: Luca Marinelli in un film sul ricordo di un amore

Al secondo lungometraggio dopo Dieci inverni, Valerio Mieli realizza con Ricordi? un film perfettamente bifronte che, a una componente visiva indubbiamente riuscita, contrappone una sceneggiatura che troppo spesso si perde in dissertazioni fin troppo teoriche sulla memoria.

Nove inverni

Nove anni. Tanti quelli che separano questo Ricordi? dal folgorante esordio alla regia di Valerio Mieli Dieci inverni. Un intervallo importante che se, in termini di produzione cinematografica, equivale a un eone, nell’universo semantico del giovane autore non sembra aver spostato di molto gli elementi in gioco. Perché il fulcro del discorso rimane sempre il tempo e la volontà di scomporlo in tanti piccoli pezzi per vedere come è fatto all’interno, un po’ come fa un bambino con il suo giocattolo preferito.

La principale differenza tra Dieci inverni e Ricordi?

Laddove però, in Dieci inverni, si rispettava una linearità temporale che di fatto non intaccava mai la struttura drammaturgica – sostanzialmente classica – del racconto, Ricordi? osa decisamente di più e, ragionando sui ricordi (mi si perdoni la repetitio) e su come questi non aderiscano quasi mai in maniera fedele alla natura degli eventi, ma li reinterpretano filtrandoli attraverso variabili come il carattere o il mood del momento, Mieli costruisce un coraggioso cut-up visivo che tenta di raccontare una storia d’amore attraverso il montaggio alternato dei ricordi dei due soggetti coinvolti.

Ricordi - Marinelli e Caridi
Luca Marinelli e Linda Caridi in una scena del film

La trama

La storia d’amore in questione è quella di Lui (Luca Marinelli), docente di Storia romana problematico e tendente alla malinconia e Lei (Linda Caridi) che, al contrario, è solare al punto di non avere un solo ricordo triste. Un bicchiere mezzo vuoto che ne incontra uno mezzo pieno e insieme vivono l’emozione – che, in parte, è anche illusione – di riempirsi un po’ di più a vicenda. Man mano che la vita si mette di mezzo, però, il sorriso di Lei inizia gradualmente a spegnersi mentre invece Lui impara a illuminare i propri “luoghi oscuri” con una luce che prima non immaginava neanche esistesse.

Un’idea coraggiosa

L’idea alla base del film è coraggiosa quanto inusuale per gli standard del nostro cinema. Perché, in totale antitesi con il concetto di cinema che imita la vita, Ricordi? segue il flusso di coscienza di due distinte memorie per vedere se, sintetizzandole, possa uscirne fuori anche un po’ di verità. Il risultato è un’opera bifronte che contrappone una componente visiva indubbiamente riuscita a un testo che troppo spesso si perde in dissertazioni teoriche sulla memoria che lette in un libro potrebbero anche avere senso, mentre frasi come “una storia comincia a finire non appena è iniziata”, messe in bocca a due trentenni innamorati, risultano di gran lunga meno credibili.

Ricordi - Luca Marinelli
Un intenso Luca Marinelli in una scena di Ricordi?

Questione di referenti

Insomma, invece di affidarsi a una riflessione pensosa ma al tempo stesso leggera su tempo e amore – basti pensare a due opere cardine come Se mi lasci ti cancello e (500) giorni insieme – Mieli si lascia tentare da una serie di richiami all’autorialità ben più pesa dell’Antonioni de L’avventura. In altre parole un esistenzialismo così marcato da tradursi in una weltanschauung tagliata con l’accetta, nella quale il personaggio di Marinelli appare come una sorta di “giovane Werther” 2.0 e quello della (bravissima) Caridi come una Amélie Poulain de noantri. Con l’aggravante, soprattutto in termini di romanticismo, che a pesare di più nell’economia della storia sia il primo.

In conclusione

Posto che una riflessione è tanto più riuscita proprio quando non vuole apparire come tale, il limite maggiore di Ricordi? è proprio nel suo essere un film così dichiaratamente a tema. Ed è un peccato perché Valerio Mieli si conferma essere un regista capace di scelte estetiche indubbiamente riuscite. Così come è straordinario il lavoro di Desideria Rayner sul montaggio, elemento fondamentale per un film interamente costruito sulle ellissi. Resta la (solita) splendida e intensa prova attoriale di Luca Marinelli e la piacevole scoperta di un’interprete convincente e versatile come Linda Caridi. E un film ambizioso e imperfetto che, se solo avesse avuto il coraggio di chiudersi prima del doppio finale che accompagna i titoli di coda, una sufficienza l’avrebbe strappata senz’altro.

Ricordi?, diretto da Valerio Mieli e interpretato da Luca marinelli, Linda Caridi e Giovanni Anzaldo, sarà in sala da giovedì 21 marzo, distribuito da BIM.

Voto

 

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