Resilienza: su Italia1 il documentario di Ruffini ispirato alla storia di Alessandro Cavallini

Resilienza - Alessandro Cavallini e Paolo Ruffini
Alessandro Cavallini e Paolo Ruffini

In onda su Italia1 la notte tra il 15 e 16 febbraio Resilienza, il documentario di Paolo Ruffini ispirato alla storia del giovane Alessandro Cavallini: una testimonianza per parlare di vita, parlando di morte.

La notte tra sabato 15 e domenica 15 febbraio, alle ore 1.05 su Italia1, va in onda Resilienza, un docufilm di Paolo Ruffini che, attraverso la morte, vuole parlare di vita, speranza e positività. Si tratta di un lavoro cinematografico ispirato alla storia vera di Alessandro Cavallini, mancato a soli 14 anni vittima di un gravissimo tumore pediatrico (un neuroblastoma al quarto stadio). Il documentario, prodotto in collaborazione con le associazioni Nido del Cuculo e Sui Passi di Ale, racconta il talento resiliente di Alessandro Cavallini che è andato oltre la sua malattia.

La regia e il montaggio, curati dall’attore e regista livornese insieme ai giovanissimi fratelli del protagonista, Andrea e Antonio, vogliono restituire agli spettatori il significato del messaggio lasciato da Alessandro e la sua straordinaria capacità di trasformare il limite in opportunità. La resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici e di riorganizzare la propria vita dinanzi alle difficoltà. Partendo da questa definizione, Paolo Ruffini riflette su temi estremamente delicati, come la malattia oncologica o, semplicemente, la paura.

Ruffini intervista operatori sociali, medici, psicologi, fondatori di Make a Wish, responsabili di Dynamo Camp, clown-dottori di Ridolina e alcuni amici di Alessandro: associazioni e persone che dedicano il proprio tempo e le proprie risorse alla cura e all’assistenza dei giovani che devono affrontare le difficoltà legate alla malattia. «Ale ha affrontato questo viaggio senza valigie, senza prepararsi. Nonostante questo, ha spiazzato la malattia con l’entusiasmo e l’ha ridicolizzata con la fantasia», dice Paolo Ruffini.

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