Renato Zero, ecco gli autori dei brani di Zerosettanta vol.3 e le parole di Renato

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Renato Zero - Zerosettanta (foto Roberto Rocco)

Come per ogni suo nuovo album, Renato Zero ha voluto presentarlo a parole sue, raccontando uno per uno tutti i brani che contiene: ecco anche gli autori di tutti i 12 pezzi di Zerosettanta Volume Tre, in uscita il 30 settembre

Ecco le parole scritte da Renato Zero per raccontare il suo nuovo triplo album di inediti Zerosettanta (qui per acquistarlo su Amazon a soli 14 euro), che conterrà ben 40 brani, e a seguire anche la sua personale presentazione delle prime 12 canzoni (con i relativi autori), contenute nel Volume Tre, in uscita il 30 settembre (guarda la video intervista)

Renato presenta a modo suo Zerosettanta

Mentre scorreva l’inchiostro e le note si rincorrevano nella mia testa, il cuore usciva dalla finestra e corrompeva il tempo, convincendolo a consentirmi di ripercorrere a ritroso tutte le fasi salienti della mia avventura artistica. Quanta sana e bella fatica riaffiora! Un impegno fin troppo arduo, per quell’età. Avevo appena quindici anni e già mi guadagnavo 500 lire cantando per 6 ore consecutive al Ciak di via Torino, a Roma, con un gruppo di 4 amici dall’onesta passione per la musica. Quanto avrei potuto resistere a quello stress e a tutta quella nicotina? Eppure qualcosa m’impediva di distogliere lo sguardo da quel microfono. Un mezzo talmente efficace per urlare a tutti che non avrei voluto, mai e poi mai, essere messo all’angolo dalla vita. Sentieri impervi per la mia costituzione fisica e fragilità emotiva, a quel tempo: la forza la produce la resistenza e l’insistenza insopportabile dei “soliti idioti”. Una razza dura ad estinguersi…

“Renatino” mi ci hanno chiamato per tenerezza ed affetto. Limitandomi nell’esercitare il diritto di difendermi da un destino avverso e disattento ai miei piccoli, ma necessari bisogni. Uno fra tutti: la libertà di esprimermi senza censure. L’ho poi fatto, a mia cura e spese, svincolandomi un po’ alla volta da certi brutti regolamenti di una discografia e di una radiofonia che banchettano insieme, a discapito dell’integrità e della genuinità dei malcapitati artisti. Un giro di favori e scambi, al di fuori del privilegiare chi, con coraggio e determinazione, produce cambiamenti significativi nel costume e nella cultura di questo Paese. Io guardo avanti! Anche se il mio futuro si è andato via via assottigliando, non incidendo però sul mio entusiasmo e sulla mia creatività.

Ecco dunque la mia ultima produzione, tre album: perfetti, per festeggiare le mie stagioni con grande soddisfazione. Quaranta brani, rappresentativi di un trascorso che qui vuole ribadire lo sforzo e l’attenzione verso quella coerenza che mi ha sempre contraddistinto.
Ho approfittato dei momenti di stasi, che ultimamente abbiamo attraversato un po’ tutti, per consolidare rapporti artistici e personali. Operazioni necessarie, da cui attingere materia e valore aggiunto e da trasformare in pagine musicali. Quindi compilation languide e nostalgiche: molto meglio emozioni inedite, se possibile.

C’è sempre tanto da dire, tanto ancora da scrivere. Io ho sempre addosso una certa premura, come se fuori dalla porta ci fosse un esattore, perennemente avido di riscuotere profitti dalle mie esperienze. Forse il funzionario è la mia stessa coscienza. Comunque mi sono speso ancora una volta, più generoso che mai. Il mio compleanno si festeggia così: con la mia penna ancora calda di scrittura e con il microfono acceso. Poiché mai sazio di ricevere le mie attenzioni. Tre pubblicazioni separate: settembre, ottobre e novembre, con scadenza al 30 di ogni mese. Per non ingolfare la piazza e per dare respiro ai padiglioni uditivi del mio paziente pubblico.

Argomenti disparati: l’amore qui, ha preteso più spazio. Ma il filo del discorso sono questi miei rumorosi anni, riflessioni e bilanci, tracce del mio passaggio. Non è vero che sono un cantante. Non lo sono mai stato. Un osservatore pensante e parlante, si. Un raccoglitore di anime, con un costante rispetto ed innamoramento verso la melodia. L’ispirazione stavolta è stata tanta e generosa. Che posso dire… Zero si rinasce!

Renato Zero

Renato Zero - Zerosettanta - cover



Renato presenta i 12 brani di Zerosettanta Volume Tre (con autori)

IL LINGUAGGIO DELLA TERRA

(L. Vizzini)

Sul pianeta si praticano una miriade di lingue, dialetti ed espressioni gergali, mentre invece il Pianeta Terra si serve di un solo linguaggio. Questa regola però, non è seguita né gradita da tutti gli umani, i quali interpretano tali segnali ciascuno in maniera personale. Ed ecco spiegate incongruenze, fraintendimenti e tantissime lacerazioni tra i nostri simili. In tutto ciò, chi vive in perfetta sintonia con il mondo, di quel prezioso insegnamento, si nutre”.

L’ANGELO FERITO

(Renatozero / P. Palmer / Numa)

Un prototipo di impiegato della Vita, vilipeso e contrastato. Tutto il suo lavoro viene vanificato in questa marcia funebre intrapresa soprattutto dai detentori del potere. O da entità piccole ma fastidiose, che non permettono ai talentuosi – o ai portatori sani di idee – alcuna possibilità di riscatto. Per questi piccoli esseri, il Covid può rappresentare un loro perfetto alleato”.

COME FAI

(Renatozero / P. Palmer / A. Clark)

Beata ignoranza… che sono in molti a ritenere che sia la medicina per tutti i mali. Il non sapere, il non vedere, il non sentire sono sport largamente praticati da noi: “Grida e li svegli. Grida e non sbagli”. Piuttosto che essere doppiati, plagiati o peggio interrotti, meglio mostrare la faccia. E che la mascherina non diventi “un alibi” per non esporsi”.

POCA VITA

(Renatozero / P. Palmer / Renatozero / A. Clark)

Chi ha vissuto tanto, e tanto ha visto e assorbito, è più facile che sia tentato di mettere a confronto periodi, atmosfere e situazioni o la qualità dei sentimenti, e delle persone, nei vari passaggi della vita. Mai permettere alla nostalgia di manipolare il nostro senso critico, di consentire al rimpianto di mettere radici e far sì che vinca il passato. Non tanto sul presente, ma soprattutto sul futuro. Perché ciò determinerebbe una triste, inevitabile, replicazione di noi stessi”.

STAI GIÙ 

(Renatozero / V. Incenzo / Renatozero / P. Palmer / V. Parisse)

…E ci sono gli assenti ingiustificati! L’arte di imboscarsi, per un effetto naturale, non gode di una platea visibile, competente e coraggiosa. Per via che gli eroi quasi mai sono riusciti a raccontare le loro gesta in prima persona. Ma la trincea al momento risulta avara di presenze. Ciò che ha preservato i ragazzi-maturi come me è la militanza, senza limiti d’orario né di durata. Se si possiede determinazione e scatto, questi requisiti possono albergare in noi per sempre e la saggezza è il premio finale dopo la lotta. Allora? Su la testa!”

PIÙ AMORE

(Renatozero / P. Palmer / A. Clark)

Ecco che nel momento culminante di ogni significativa azione subentra, in molti casi e inspiegabilmente, il blocco. Le nostre potenzialità subiscono un calo significativo. Eppure, tutto sembra stare al suo posto. Prudenza? Timidezza? Pudore? Ma pure, la scarsa autostima? Cosa non ha funzionato? Forse di tutto un po’. Fatto sta che non avevamo previsto quel calo di tono. L’amore è la palestra più specifica per confrontarsi, per capire fino a che punto possiamo risultare capaci, nel saperci offrire agli altri e sentirci soddisfatti di noi. La parola d’ordine resta… più amore!”

Renato Zero - Zerosettanta (foto Roberto Rocco) 2
Renato Zero – Zerosettanta (foto Roberto Rocco)

CHIEDI SCUSA

(Renatozero / V. Incenzo / M. De Luca)

Nessuno sa esattamente quando scade il contratto d’affitto per l’usufrutto di una piccola porzione di questo pianeta, inclusi: l’ossigeno, il verde, il cielo, i panorami, laghi, fiumi e oceani. E poi ancora, il contatto con le altre specie animali, l’utilizzo del sole, della luna e delle stelle. A parte gli abusivi – spesso non in grado di ripagare una tale ospitalità. Molti altri – furbi, profittatori, piromani ed altri degenerati – eccoli che si applicano per rendere questo paradiso un letamaio. A loro dico: chiedete scusa alla Natura e a voi stessi per non essere riusciti a rappresentarvi con le referenze idonee, per una convivenza pacifica, con l’Universo intero”.

È L’ETÀ

(Renatozero / M. De Luca)

C’è una Signora, che si fa vedere poco. Un po’ taciturna ma con uno sguardo che avvolge e rassicura. È la Madre di tutti, prima ancora della nostra madre terrena. Di rado alziamo lo sguardo, bucando quelle nuvole: al di là di ogni umana e ragionevole comprensione, Lei è lì. Chi non crede, non crederà mai. E chi non crederà mai, si perderà lo sguardo e l’amore di quella Signora”.

INNAMORATO DI ME

(Renatozero / P. Palmer / J. Hinton)

Dopo essermi speso molto bene, negli anni Settanta, Ottanta e Novanta, qualcuno deve avere staccato la corrente ed improvvisamente ci siamo tutti piaciuti un po’ meno, esposti un po’ meno. E quella pazzia sana si è andata così affievolendo… ma io per fortuna mi facevo la corte già da bambino, mi piacevo anche se mi facevo paura, per le mie stravaganti idee e per il modo di mostrarmi in pubblico. Ma l’attrazione è sempre stata forte e costante. Ognuno si dovrebbe innamorare di sé stesso, senza provare invidia e gelosia di sé. Io ne avrei avute di ragioni, per essere geloso di me… mi davo a tutti, e in più con gioia e vanto! Amatevi anche voi… è un’esperienza meravigliosa!”

SOGNANDO SOGNANDO

(Renatozero / P. Palmer / A. Clark)

Sognando sognando, abbiamo fatto un mare di chilometri, restando freschi ed appagati. Il sogno sono le nostre fantasie, le nostre ambizioni. Ma anche le frustrazioni e le paure. Forse si sogna come si vive. Una via di fuga dai fantasmi del giorno? È possibile. Un sogno spesso ci indica soluzioni e aggiustamenti, ci infonde coraggio, addirittura può aprirci gli occhi, rivelandosi nascoste verità. Ma chi non sogna dovrebbe preoccuparsi. Potrebbe significare un mal funzionamento della valvola liberatoria, o una disfunzione del vaso analitico!”

GLI ULTIMI

(Renatozero / P. Palmer / M. Saggese)

Non amano la competizione, anche se si impegnano per un risultato. Prediligono l’ombra ad un sole ruffiano. Si riconoscono al fiuto e si sostengono l’un l’altro. Crescono senza fare rumore e senza sgomitare. Sono rari come la neve nel deserto. Eppure faticano ad essere accettati. Sono gli Ultimi. Forse non ne nasceranno più, sono davvero gli Ultimi. Ma non per importanza”.

SEDUTO SULLA LUNA

(C. Mattone)

Mi sono cercato per tutto questo tempo… Non ci si conosce, finché non si vive abbastanza per perdonarsi i difetti ed apprezzare i propri talenti. Distante da ogni paragone o connotazione, la mia forza  è sempre stata quella di non dare mai nulla per scontato. In questo modo mi sono sempre inventato e rigenerato. Mi rifugiavo li: ero quello “seduto sulla Luna”. Contemplativo e visionario. Se volevate conoscere un alieno, ce lo avete avuto davanti, dal 30 Settembre del 1950”.

Renato Zero - Zerosettanta volume tre - cover



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