Essere qui, recensione e tante curiosità sul nuovo disco di Emma

Essere qui Emma
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Dopo il lancio del singolo L’isolaè uscito il 26 gennaio il nuovo album di inediti di Emma dal titolo Essere qui con un sound tutto nuovo e, ancora, importanti collaborazioni.

Un rischio calcolato

In una recente intervista Emma ha detto «Ho fatto pace con la mia parte più debole e fragile. Al di là delle apparenze, sono una persona insicura, vivo il mio lavoro come una cura costante alle mie fragilità. Questa volta volevo rischiare, rivoluzionare, cambiare, per non tradire un bisogno che sento da tempo. Essere sé stessi è difficile, soprattutto se fai un mestiere in cui sei esposta al giudizio altrui. Ma ho imparato a non farmi intrappolare dalle proiezioni degli altri, che ero abituata ad ascoltare, forse per insicurezza. Oggi artisticamente e umanamente sono una persona più luminosa. Questo disco rappresenta la vittoria della serenità contro l’insicurezza». Interpretatelo così Essere quicome lo specchio di una donna, prima che di una cantante, che a a 33 anni decide di trovare il coraggio di riconoscere i propri limiti e di accettarsi. In Sorrido lo stesso infatti canta «Io ora lo so mentre mi guardo in questo specchio / e riconosco ogni mio singolo difetto / so cosa voglio davvero non lo nascondo». Un disco curato nei minimi dettagli, ricantato e stravolto più volte, che si presenta al pubblico senza troppe aspettative, ma con la quasi presunzione di aver fatto un ottimo lavoro. Essere qui è il titolo, “vediamo se stavolta ci ho preso” il sottotitolo.

Nuova Emma, stesso amore

Il disco è il sequel perfetto di Adesso e del precedente Schiena. Se in quest’ultimo la cantante salentina si spogliava già dalla copertina, stavolta, decide di spogliarsi da dentro. Il manifesto è il «se mi trovi diversa dimmi come vuoi che sia che quella che ero prima io l’ho già dimenticata» di Le ragazze come me. Una nuova Emma, insomma, che si affida a stessa ma anche agli altri. Sorrido lo stesso è, infatti, l’unica delle 11 canzoni di Essere qui di cui Emma è co-autrice e quella che forse più la rappresenta in questo momento. Nelle altre si affida a Giuliano Sangiorgi, Federica Abbate, Roberto Casalino, Amara, Giulia Anania, Giovanni Caccamo, Alessandra Naskà.
Nonostante la diversità delle collaborazioni il comune denominatore è sempre lui: l’amore. La parola “amore” compare trenta volte nel disco e abbraccia tutte le canzoni, anche quelle che trattano di altri temi.

Tour Emma nuovo disco, Essere qui

Un sound tutto nuovo

Quella di Essere qui è una Emma senza sovrastrutture date da terzi, senza casellari in cui inquadrarla. Certo, i rimandi della cantante sono più o meno gli stessi di sempre: dalla Berté alla Nannini, ma stavolta Emma decide di sperimentare nuovi suoni, grazie anche alla volontà della stessa cantante di lavorare con i musicisti in studio a partire da Andrea Rigonat (chitarrista e marito di Elisa), Adriano Viterbini (chitarrista dei Bud Spencer Blues Explosion), Paul Turner (dal 2005 bassista dei Jamiroquai), Enrico Matta (batterista dei Subsonica), Lorenzo Poli. La differenza col passato si nota già con L’isola che presenta un arrangiamento soft e una voce soffiata, a dispetto di tutti quelli che la criticano troppo sulla sua “voce troppo urlata”. Non è un caso che molte canzoni si intitolino Sottovoce, Mi parli piano. In tutto l’album, infatti, Emma decide di usare le molteplici sfaccettature della sua voce, dalla surreale Portami via, in cui cade in un falsetto malinconico, a Coraggio che nasconde un finale musicale suonato al pianoforte da Mattioni e accompagnato da vocalizzi leggeri e liberi da costrizioni, sino all’energia di Effetto domino in cui «se una certezza crolla inizia il panico», canta. Eppure in questo Cd Emma decide volontariamente di spogliarsi delle sue maschere, di mettere in discussione il suo sound tutto pop o tutto rock e approdare sulle rive del funk con anche un po’ di elettronica.

Una cantante impegnata

Da sempre Emma è in prima fila per promuovere un tipo di musica che non sia solo un piacevole passatempo ma che sia anche un veicolo per entrare nella società e, magari, a piccoli passi cambiarla. Affezionata ai ribelli così come agli ultimi, nel corso della sua carriera musicale la cantante salentina ha affrontato temi importanti come la crisi economica e la conseguente disoccupazione in Non è l’inferno, brano vincitore di Sanremo nel 2012, la violenza sulla donne in Io non ho paura, la discriminazione omosessuale in Per questo paese in cui canta «A chi si bacia di nascosto senza libertà / perché qualcuno un giorno ha detto che così non va / l’amore non ha sesso né diversità / l’amore vive dentro agli occhi di chi dà / e a testa alta vive il dono della sua normalità», tenendo anche conto del fatto che Arriverà l’amore è stata la colonna sonora del Pride di Roma 2016.

Anche in questa nuova produzione Emma affronta temi importanti come, per esempio, il cyberbulismo. In Malelingue, infatti, canta «Ho 30 anni sulla faccia e qualche schiaffo in faccia / ma le lingue su di me non lasciano più traccia / tu continui ad affamarti dietro a quello schermo / scrivi male non mi offendo». Ma i destinatari della canzone non sono gli haters. Sono le vittime. Parlare di haters sarebbe stato dare a quelle persone l’ importanza che non meritano. Per cui la canzone è un inno a chi “balla e suda per la vita”, a chi non si ferma all’odio, vive all’aria aperta e non dietro un computer e se ne frega dei giudizi di persone di poco conto. Tutto il Cd, infatti, tende alla positività. E’ questo il messaggio più importante: «la libertà è meravigliosa» (Sottovoce) così come la vita. Non è scontato apprezzarla. Insomma, un disco da ascoltare in macchina, con le cuffie mentre si è in fila in farmacia, da soli chiusi in stanza, al mare, quando piove, appena svegli la mattina. Un disco adatto ad ogni situazione perché, si sa, la qualità sta bene su tutto.

Essere qui, il sesto album di inediti di Emma Marrone, anticipato dal singolo L’isola, è uscito il 26 gennaio.

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