Raya e l’ultimo drago: la recensione del 59º lungometraggio Disney

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Raya e l'ultimo drago

La recensione di Raya e l’ultimo drago: il 59º lungometraggio si inserisce perfettamente nella lunga schiera di successi Disney e propone una nuova eroina pronta a conquistare il cuore di tutta la famiglia

La mitica Kumandra

Un tempo a Kumandra umani e draghi vivevano in perfetta armonia. Quando le forze del male – i Druun – giunsero a minacciare il regno, i draghi si sacrificarono per salvare l’umanità. 500 anni dopo, quelle stesse forze maligne tornano per trasformare in pietra tutti gli esseri umani che incontrano sul proprio cammino. Compreso il saggio Benja, sovrano delle Terre del Cuore. Spetterà alla guerriera solitaria Raya trovare Sisu, l’ultimo leggendario drago, e cercare di riunire i regni e le popolazioni divisi da tempo. La speranza è quella di spezzare il maleficio e ricostituire la florida Kumandra, ma nel corso della sua avventura Raya imparerà che non basta un drago per salvare il mondo.

Una nuova moderna eroina

I fan dei lungometraggi targati Walt Disney possono stare sereni: Raya e l’ultimo drago possiede tutti gli elementi dei migliori classici. Prima di tutto la sua protagonista è un’eroina coraggiosa, ironica e dal cuore puro. Insomma, questa giovane Raya ha tutte le carte in regola per entrare a far parte dell’esclusiva élite formata da personaggi amatissimi quali Lilo & Stitch, Ariel, Lumiere, Timon, Biancaneve, Megara, Quasimodo e così via. La più vicina a lei tuttavia resta Mulan, se non altro per i tratti orientali e per la nobile arte del combattimento. Di Raya piace anche la spiccata modernità. Questa giovane donna incarna a pieno il concetto di indipendenza femminile poiché non ha bisogno di nessun uomo, né da un punto di vista sentimentale né per portare a termine la sua missione. Non bisogna aspettarsi nessun principe azzurro: Raya ha solo un amore nel cuore ed è quello per il suo papà Benja.

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Raya e suo padre Benja, sovrano delle Terre del Cuore

Fidarsi degli altri 

Collaborazione e fiducia, infatti, sono due valori fondamentali ai fini della storia. La necessità di fidarsi – a affidarsi – agli altri resta infatti il messaggio più importante di questo 59º lungometraggio Disney. Gli antichi draghi si sono fidati di Sisu e allo stesso modo Raya, ferita da un brutto tradimento subìto da bambina, dovrà fare lo stesso per salvare se stessa e la sua amata Kumandra. La tematica è certamente attuale, soprattutto se si pensa alle famiglie sterminate dai malvagi Druun: come non pensare alla pandemia che ha colpito il mondo intero dalla quale purtroppo, al contrario del film d’animazione, non si può affatto tornare indietro.

Tutti gli amici di Raya

Raya si avvale del prezioso aiuto degli amici che decideranno di seguirla strada facendo. Il primo è Tuk Tuk, una mascotte tenera e buffa del quale è già facile immaginare un fruttuoso merchandising. Indispensabile l’apporto di Sisu, drago acquatico dagli immensi poteri e dalla spiccata autoironia. Ci sono poi Boun, smaliziato “imprenditore” di soli 10 anni, il gigante Tong, afflitto dalla solitudine, e la baby-truffatrice Noi con la sua banda di Ongi. Come nei migliori classici Disney, non manca nemmeno una trama avvincente in cui si alternano esplorazioni, duelli e momenti più sentimentali.

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Tuk Tuk, fedele amico di Raya

Salvare Kumandra da egoismo e avidità

Aldilà di una mera lista, Raya e l’ultimo drago è una bella avventura che ci porta nel cuore di Kumandra, un regno immaginario molto simile alla Terra. L’egoismo e l’avidità degli uomini hanno portato alla sua rovina, eppure esiste ancora una speranza. La protagonista si aggrappa ad essa e intraprende un viaggio impegnativo che la metterà alla prova sotto tutti i fronti. I nemici che incontrerà, tuttavia, non sono davvero cattivi. Semmai, devono imparare a fare propri i valori professati dalla pellicola e qui sottolineati più volte: fiducia e collaborazione.

Eccellenza Disney

La colonna sonora di James Newton Howard non comprende molti brani ma accompagna la visione in modo piacevole. A Camille Cabaltera l’onore di interpretare il brano nei titoli di coda della versione italiana del film. Incredibili ovviamente gli effetti speciali, che confermano gli elevatissimi standard a cui ci ha abituati negli anni la major americana. Alcuni elementi estetici del drago Sisu sembrano forse richiamare il cavallo acquatico di Frozen II – Il segreto di Arendelle, quasi a voler riproporre un elemento già vincente solo parzialmente rielaborato. Questo in effetti l’unico difetto del lungometraggio: per quanto si  tratti di una pellicola notevole, sostenuta da una sceneggiatura ispirata e realizzata in modo impeccabile, manca un po’ di novità. Niente effetto “wow”, si potrebbe obiettare. Ma il peccato è certamente veniale. La Walt Disney confeziona così un’altra bella storia adatta davvero a tutta la famiglia, destinata ad intrattenere adulti e bambini senza alcuna differenza.

Raya e l’ultimo drago è diretto da Don Hall e Carlos López Estrada, prodotto da Osnat Shurer e Peter Del Vecho. Arriva su Disney+ dal 5 marzo con accesso VIP (il costo è di 21,99€), mentre sarà disponibile senza costi aggiuntivi dal 4 giugno 2021. Tra i doppiatori italiani Luisa Ranieri (Virana, sovrana delle terre di Fang), Jun Ichikawa (Namaari, nemesi di Raya), Paolo Calabresi (Tong), Vittoria Schisano (Generale Atitaya) e gli influencer Emanuele FerrariVatinee Suvimol e Maryna.

VOTO:
3 stelle e mezza

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