Rampage – Furia animale, recensione del nuovo blockbuster catastrofico con Dwayne Johnson

Rampage - Furia animale
Dwayne Johnson e Naomie Harris

Dopo l’enorme successo di San Andreas, Dwayne Johnson e il regista Brad Peyton tornano a collaborare in Rampage – Furia animale, adattamento cinematografico di uno dei più famosi picchiaduro anni Ottanta.

Il videogame

Nell’arcade originale ogni giocatore prendeva il controllo di un mostro con il quale divertirsi a distruggere – le paure post 9/11 erano evidentemente ancora di là da venire – alcune tra le principali città degli Stati Uniti. In Rampage – Furia animale, invece, le tre furiose creature – una scimmia albina, un lupo e un coccodrillo – sono il risultato di un esperimento genetico andato male che ne modifica il DNA facendoli crescere a dismisura, con tutto ciò che ne consegue in termini di devastazione ambientale. Mentre l’esercito dimostra tutta la sua ottusità fascistoide e bombarola aggravando, di fatto, la situazione, un primatologo con un passato nelle forze armate (il buon vecchio The Rock) e una genetista pentita (la Naomie Harris di Moonlight) uniscono le proprie conoscenze per arginare la minaccia e salvare la città di Chicago.

L’estetica di riferimento

Se il pattern narrativo, quindi, è evidentemente figlio di Jurassic Park, l’elemento di maggiore interesse dell’operazione risiede nell’idea che un blockbuster, ispirandosi a un vecchio videogioco che, a sua volta, assecondava un’estetica cinematografica imperante nella prima metà degli anni 80 e indissolubilmente legata a King Kong, stia in realtà rivendicando il proprio ruolo primigenio di generatore di immaginari catastrofici. Ma forse è un processo inconsapevole, sfuggito di mano agli autori di Rampage – Furia animale proprio come l’esperimento di alterazione genetica al centro del film. Perché si realizza attraverso uno script che è una specie di bignami dei principali luoghi comuni del genere – in cui tutto accade tutto quello che immaginiamo possa accadere, nell’istante esatto in cui un qualsiasi spettatore mediamente avvezzo a questo tipo di film pensa che debba accadere – e una regia che alterna la monoespressività solo in parte autoironica del protagonista a una serie di scene di grattacieli mandati in frantumi che potrebbero essere prese da un film di Michael Bay a caso.

Cinema e videogame: un rapporto difficile

Ora, fossimo nel 1995, potremmo anche perdonare a Brad Peyton la pigrizia con cui si limita a riproporre il più che usurato canovaccio dell’uomo che perde il controllo sulla natura e dell’eroe solitario che salva il Pianeta. Ma, essendo nel 2018, a poco più di un mese dall’uscita di Black Panther, abbiamo invece piena coscienza del fatto che anche un blockbuster possa, anzi, in qualche modo debba ambire ad una dignità filmica di ben altro tipo. Questo senza neanche soffermarsi a ragionare su come il rapporto tra cinema e videogame – medium connessi in termini linguistici, sebbene inevitabilmente distanti in quanto a dinamiche di fruizione – possa dare anche luogo a riflessioni notevolissime, come nel caso dell’ultimo Spielberg o, andando un po’ più indietro nel tempo, all’Edgar Wright di Scott Pilgrim vs. the World.

Dwayne Johnson/George
Dwayne Johnson e George

In conclusione

Ciò detto sarebbe però ingeneroso bollare questo Rampage – Furia animale come un brutto film. Perché, alla fine, come il già citato San Andreas o il più recente Jumanjii – Benvenuti nella giungla, il suo “sporco” lavoro lo fa. Certo, molto dipende dalle aspettative riposte in un qualsiasi film che veda come protagonista Dwayne Johnson, sorta di franchise umano dalle capacità connotanti pari forse ai soli Schwarzenegger e Stallone dei tempi d’oro. Quindi, a patto di non approcciarsi alla visione pensando troppo agli universi condivisi del dittico Godzilla/Kong: Skull Island o al ben più ragionato reboot Jurassic World, ci si diverte pure. Di un divertimento tamarro, certo, come il personaggio interpretato da Jeffrey Dean Morgan, un cowboy talmente stereotipato da sembrare uscito da Westworld. Resta il piacere infantile di assistere alla distruzione di una metropoli a opera di un lupo volante, un enorme coccodrillo e George, il gigantesco gorilla albino che, all’inizio del film, mostra per gioco il dito medio al protagonista. E forse anche al cinefilo un po’ più esigente.

Rampage – Furia animale diretto da Brad Peyton, con Dwayne Johnson, Naomie Harris, Jeffrey Dean Morgan, Joe Manganiello e Malin Åkerman, uscirà nelle sale giovedì 12 aprile, distribuito da Warner Bros Italia.

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