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Portobello, recensione: Bellocchio e Gifuni eccezionali riportano a galla il dramma di Enzo Tortora

Portobello - Fabrizio Gifuni (foto Anna Camerlingo)
Portobello - Fabrizio Gifuni (foto Anna Camerlingo)

La nostra recensione di Portobello, miniserie HBO Max magistralmente diretta da Marco Bellocchio con uno straordinario Fabrizio Gifuni nei panni di Enzo Tortora: un’ingiustizia che fa ancora male, un dramma attualissimo che tiene incollati allo schermo

Presentata Fuori Concorso all’82ª Mostra del Cinema di Venezia, Portobello è una miniserie in 6 puntate che racconta uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani: la vicenda del presentatore televisivo Enzo Tortora, ovvero la parabola tragica della caduta di un uomo innocente. Magistralmente diretta da Marco Bellocchio e con uno straordinario Fabrizio Gifuni, il racconto alterna i momenti luminosi del successo televisivo a quelli ben più cupi dell’arresto, del processo e della battaglia per la dignità, restituendo non solo il dramma personale ma anche il clima di un Paese sospeso tra (in)giustizia e spettacolarizzazione.

Portobello - Fabrizio Gifuni (foto Camerlingo)
Portobello – Fabrizio Gifuni (foto Anna Camerlingo)

Ascesa e caduta di Enzo Tortora

1982: Enzo Tortora (Fabrizio Gifuni) è all’apice del successo. Conduce Portobello e raggiunge 28 milioni di spettatori in prima serata, tutti in attesa del concorrente che riuscirà a far parlare il pappagallo, ospite d’onore della trasmissione. Pertini lo nomina commendatore della Repubblica. Tortora è il re della televisione degli anni ’80 e il suo programma racconta e conforta il Paese. In quegli stessi anni il terremoto dell’Irpinia dà l’ultima scossa agli equilibri, già fragili, della Nuova Camorra Organizzata.

Giovanni Pandico (Lino Musella), uomo di fiducia del boss Raffaele Cutolo (Gianfranco Gallo) e spettatore assiduo di Portobello dalla sua cella, decide di pentirsi. Interrogato dai giudici, fa un nome inatteso: Enzo Tortora. Quando, il 17 giugno 1983, i carabinieri bussano alla porta della sua stanza d’albergo, Tortora pensa a un errore, ma è solo l’inizio di un’odissea che lo trascinerà dalla vetta al baratro.

Portobello - Gianfranco Gallo e Fabrizio Gifuni (foto Camerlingo)
Portobello – Gianfranco Gallo e Fabrizio Gifuni (foto Anna Camerlingo)

Un progetto firmato Marco Bellocchio

Alla guida del progetto c’è uno dei migliori registi italiani: Marco Bellocchio. La sua regia è rigorosa, attenta, capace di tenere costantemente alta l’attenzione dello spettatore senza smarrirsi in facili sentimentalismi. Bellocchio costruisce la tensione con uno sguardo lucido, alternando primi piani intensi a scene corali che ampliano il respiro del racconto.

Il ritmo è calibrato con minuzia e ogni episodio si chiude lasciando quella sottile inquietudine che avvince e spinge ad andare avanti, segno di una mano esperta che sa trasformare la cronaca in un grande esempio di narrazione civile. Pur senza esprimere giudizi espliciti, la miniserie mostra le contraddizioni di una società pronta a puntare il dito, di una giustizia che non sa chiedere scusa nemmeno di fronte ad un torto evidente e di un dramma personale senza via d’uscita.

Il cast e l’eccezionale interpretazione di Fabrizio Gifuni

Ad aiutarlo un cast eccezionale guidato da Fabrizio Gifuni. Convince al 100% l’idea di non scegliere un attore somigliante al vero Enzo Tortora dal punto di vista fisico ma altresì capace di rendere bene la sua elegante compostezza. Alla lunga emergono inevitabilmente innumerevoli sfumature del personaggio: Tortora appare tanto fragile quanto determinato, ferito ma mai domo, e Gifuni riesce a restituire tutto ciò in modo eccellente grazie ad un lavoro minuzioso su sguardi, pause e inflessioni vocali.

Accanto a lui, il resto degli interpreti contribuisce a dare spessore al contesto umano e giudiziario, evitando caricature e offrendo ritratti credibili, sfaccettati, sempre coerenti con l’impianto realistico della serie. Ottimo il lavoro di Lino Musella, chiamato ad interpretare il pentito Giovanni Pandico con tutto il suo rancore e le contraddizioni della sua assurda condotta; di Barbora Bobulova nei panni di Anna Tortora, sorella del conduttore e braccio destro dietro le quinte di Portobello, pronta a restargli accanto nell’infinito calvario che dovrà affrontare; da apprezzare infine anche le interpretazioni di Romana Maggiora Vergano e di Alessandro Preziosi.

Portobello - Romana- Maggiora Vergano e Fabrizio Gifuni (foto Camerlingo)
Portobello – Romana- Maggiora Vergano e Fabrizio Gifuni (foto Anna Camerlingo)

Un’opera solida, intensa, che alza l’asticella

Nel complesso, la miniserie convince pienamente anche sotto il profilo tecnico. La fotografia gioca su tonalità sobrie che riflettono il progressivo oscurarsi della vicenda, la colonna sonora di Teho Teardo accompagna la narrazione senza invadere, mentre il montaggio mantiene una tensione costante. La ricostruzione d’epoca è accurata: basti pensare, su tutti, allo studio del celebre programma televisivo che in molti ancora ricorderanno.

Portobello è un’opera solida, intensa, che alza l’asticella e che riesce a soddisfare le aspettative fino all’ultima scena: obiettivo ambizioso per una serie tv, che per sua natura deve fare i conti con dei minutaggi non sempre facili da gestire e con passaggi inevitabilmente meno brillanti di altri. Stavolta non si assiste a nulla di tutto ciò perché quella diretta da Bellocchio è una serie capace di unire qualità cinematografica e riflessione civile, dimostrando come la televisione possa ancora raccontare la storia con rigore e passione.

TITOLO Portobello
REGIA Marco Bellocchio
ATTORI Fabrizio Gifuni, Lino Musella, Barbora Bobulova, Romana Maggiora Vergano, Davide Mancini, Federica Fracassi, Carlotta Gamba, Giada Fortini, Massimiliano Rossi, Pier Giorgio Bellocchio, Gianfranco Gallo, Alessandro Preziosi, Alessio Praticò, Francesco Russo, Gennaro Apicella, Luciano Giugliano
USCITA 20 febbraio 2026
DISTRIBUZIONE HBO Max

 

VOTO:

4 stelle

 

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