Pordenone Blues Festival 2019, il resoconto di un’edizione da record

Steve Hackett

Un’edizione da record quella del Pordenone Blues Festival 2019 con l’affluenza di pubblico moltiplicata, ricadute economiche sulle attività commerciali della zona e un’ottima proposta musicale.

Pordenone Blues Festival (15-20 luglio): è appena conclusa un’edizione da ricordare, con numeri da record rispetto agli anni passati. L’affluenza di pubblico è cambiata, moltiplicandosi: folle numerose di fan e appassionati del genere e provenienti da più parti d’Italia e d’Europa (tra gli altri paesi si annoverano Austria, Slovenia, Croazia, Svizzera, Francia, Ungheria, Serbia e Spagna) hanno partecipato agli eventi proposti nella line up del Festival #28.

Obiettivo raggiunto in termini di indotto e di richiamo mediatico: «Sono stati dieci mesi intensi di duro lavoro, da parte di tutto lo staff – afferma il direttore artistico Andrea Mizzau – e visti i risultati, posso dire che ne è valsa veramente la pena. E’ gratificante sentirsi dire dagli artisti che in giro per il mondo è raro trovare un’accoglienza e una passione come al Pordenone Blues Festival». Un successo per tutto il territorio, con importantissime ricadute sulle attività commerciali della città e su quelle alberghiere, che hanno registrato il tutto esaurito nella settimana del festival.

Il consenso di pubblico e addetti ai lavori è arrivato da più parti, anche e soprattutto dai social: gli account del Pordenone Blues Festival hanno registrato un esponenziale incremento di follower e di interazioni, durante la manifestazione stessa ma anche nei mesi che l’hanno preceduta, con una copertura dei post di 1 milione di persone su Facebook solo negli ultimi 20 giorni e di 70.000 persone su Instagram nell’arco della settimana dal 15 al 20 luglio. Moltissimi i commenti positivi ed entusiasti, con un plauso per l’organizzazione per aver dato il giusto ritmo delle proposte, sfruttando le potenzialità del live, e sulla eccellente produzione. Significativa – tra le altre – è stata la serata dei Kool & the Gang, che si è protratta per ore dopo la fine del concerto in una sorta di festa collettiva all’aperto che non si è fermata neanche quando è arrivata la pioggia.

Kool e the gang
Kool and the gang

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