Polvere – Il cinema contro la droga: Base e Ferrara, un corto contro le dipendenze

Polvere - Il cinema contro la droga: Base e Ferrara, un corto contro le dipendenze

Polvere – Il cinema contro la droga: presentato il corto diretto da Francesco Bellomo e Walter Croce. Nel cast Giulio BaseAlessandra FerraraDaniele Locci, Noemi Esposito, Sara Baccarini, Daniele Gatti e Massimo Vulcano.

Mercoledì 11 dicembre alle 17.45 in Sala Zuccari a Palazzo Giustiniani, presso il Senato di Roma, è stato presentato il progetto di Corte Arcana: Polvere – Il cinema contro la droga prodotto da Romana Film. Nel corso dell’evento è stato proiettato il cortometraggio omonimo diretto da Francesco Bellomo e Walter Croce, presenti in sala la protagonista Alessandra Ferrara e parte del cast del film: Daniele Locci, Noemi Esposito, Sara Baccarini, Daniele Gatti, Massimo Vulcano, il produttore e regista Francesco Bellomo, il co-regista Walter Croce, lo sceneggiatore Mauro Graiani. Presente anche il vicepresidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa, il quale si è detto particolarmente sensibile al tema della lotta contro la droga lanciando un appello a tutti gli artisti proponendo di sensibilizzare i giovani il più possibile al fatto che la droga può uccidere. Presente anche Tiziana Rocca, moglie del co–protagonista del cortometraggio Giulio Base.

Relatore dell’evento il noto psichiatra, filosofo e saggista Raffaele Morelli, il quale ha parlato di quanto le dipendenze possano distruggere le persone e che quindi vanno combattute in ogni modo, soprattutto quando si è ancora giovani, cercando di conoscere se stessi, parlando con amici e genitori di tutto, cercando di essere positivi, trovandosi una passione e coltivarla, portando avanti i propri sogni.

Corte Arcana, nell’ambito delle attività di educazione alla salute e alla prevenzione di comportamenti a rischio, ha predisposto un progetto cinematografico ampio sui giovani e le dipendenze: la droga, la ludopatia, il bullismo, l’alcolismo. L’iniziativa riguarderà le scuole del territorio del Comune di Roma e, in particolare, gli studenti delle Scuole Secondarie di secondo grado.

Polvere: Alessandra Ferrara in una scena del corto contro le dipendenze
Alessandra Ferrara in una scena del corto contro le dipendenze

Luci – ma soprattutto ombre – delle dipendenze

Polvere è un cortometraggio di 22 minuti che attraversa diversi stati d’animo. Rosa (Alessandra Ferrara), la protagonista, vorrebbe sfondare come attrice e studia nella classe di un professionista che stima molto: Giulio Base. In una sorta di struttura meta-teatrale (con le prime inquadrature, buie ed essenziali che vedono un confronto serrato tra due interlocutori forti, che riporta alla memoria Il banchiere anarchico), lo spettatore assiste al tragico declino dei sogni di questa fragile aspirante-artista. Feste, droga, sesso in cambio di provini e favori, false amicizie… tanti gli elementi che sembrano meri stereotipi dell’ambiente cinematografico. Eppure, volendo riflettere, probabilmente quegli stereotipi sono molto più veritieri di quanto i diretti interessati vorrebbero ammettere.

Rosa si lascia abbagliare dalle luci della fama e decide di prendere delle scorciatoie particolarmente pericolose. “Non tutti siamo in grado di gestirla. Spesso finisce che è lei a gestire noi”, afferma l’insegnante riferendosi alla droga. Il desiderio di mettere in guardia la sua classe non impedisce all’allieva di cadere in una spirale auto-distruttiva. Il messaggio, però, arriva forte e chiaro. Se sensibilizzare è l’intento del corto diretto da Bellomo e Croce, bisogna ammettere che l’obiettivo appare centrato. Nulla idealizza – né perdona – il comportamento di Rosa. Le sue debolezze ne causano la rovina. Nemmeno la sincera amicizia dei suoi coinquilini riesce a risollevare il destino che lei stessa si è scelta.

Nunzio e Lina (interpretati rispettivamente da Daniele Gatti e Sara Baccarini) dividono l’appartamento con Rosa oltre che la passione per la recitazione. I due giovani rappresentano lo spirito di sacrificio e il desiderio di ‘non barare’: sono loro, pur rimanendo sempre in secondo piano, a rappresentare i modelli da seguire. Con inquadrature che si fanno più concitate e claustrofobiche man mano che Rosa compie la sua escalation nel vizio, Polvere riesce in pochi minuti a far passare un messaggio chiaro. La semplicità dello stile e delle ambientazioni è accompagnato da un certo pudore: non c’è l’ostentazione del corpo né del vizio. Non c’è posto per il ‘superfluo’.

“…finché tornerai alla terra perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e polvere tornerai”, recita la Bibbia nel libro della Genesi 3:19. Da lì probabilmente il titolo del corto, che gioca al tempo stesso con la ‘polvere’ che rovina la vita a Rosa e a tanti altri giovani che come lei si sono lasciati attrarre da uno sballo certamente da demonizzare. “La verità è che sembra tutto facile e possibile ma dura poco. Allora lo rifai ma dura ancora meno”, rivela la protagonista cercando di mettere a nudo i suoi demoni. Eppure, senza banalizzare né cercare l’happy ending ad ogni costo, Polvere si conclude con la più dura delle lezioni.

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