Piero Ciampi, 40 anni dalla sua morte, il poeta maledetto della musica italiana

Piero Ciampi

40 anni senza Piero Ciampi, cantautore livornese riscoperto dal grande pubblico dopo la sua morte e in vita criticato, ai margini della discografia. Il poeta maledetto della musica italiana.

Piero Ciampi è morto il 19 gennaio del 1980, quarant’anni fa, all’età di 46 anni. Cantautore livornese riscoperto post mortem, con una carriera paragonabile a quella di un poeta maledetto, una vita costernata di problemi e di dipendenze da alcool; poeta e cantante, vagabondo con una sensibilità fuori dal comune, reietto tanto della società quanto dello spettacolo. E anche lui, dopo una carriera ai margini della discografia, con live ubriachi finiti a scazzottate e litigate, è stato rivalutato ai limiti dell’idolatria, al punto che c’è pure un premio a lui dedicato e le sue canzoni sono citate ed interpretate da molti.

Fra i pionieri del nostro cantautorato all’inizio dei ’60, Ciampi è stato il più francese dei nostri, e nei suoi testi parlava di donne impossibili, romanticismo, emarginazione, periferie, il vino, la fame. Cronache sincere di un’esistenza di eccessi, con tutte le conseguenze negative che poteva comportare. Un poeta di strada, in grado di raccontare il mondo notturno e degli ultimi, dei quali faceva parte. Alcuni titoli: Il vino, Adieu, Tutte le carte in regola, Ma che buffa che sei. Tutti brani da ascoltare e che hanno tanto da dire.

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