Pierino e il lupo e Pulcinella, interpretati da Ascanio Celestini, al Teatro Diego Fabbri di Forlì

Celestini Maderna bassa

Pierino e il lupo e Pulcinella, interpretati dal grande Ascanio Celestini, sarà al Teatro Diego Fabbri di Forlì sabato 4 maggio. Uno spettacolo di musica e parole, grazie anche alla presenza dell’Orchestra Maderna.

Ascanio Celestini presenta in prima assoluta a Forlì un nuovo spettacolo dove riscrive la fiaba musicale di Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev e interpreta il balletto neoclassico Pulcinella di Stravinskij. L’evento, prodotto da ForlìMusica in collaborazione con Accademia Perduta, chiude il cartellone musicale sabato 4 maggio alle ore 20.30 negli spazi del Teatro Diego Fabbri. L’attore, autore e voce recitante, è accompagnato dall’Orchestra Maderna di Forlì che eseguirà la partitura originale di Prokof’ev e la suite da concerto di Pulcinella, sotto la guida del maestro concertatore Paolo Chiavacci.

La fiaba sinfonica Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev si intreccia con il balletto Pulcinella di Igor’ Fëdorovič Stravinskij, due classici interpretati e narrati dal comico Ascanio Celestini per l’ultimo spettacolo della Stagione musicale di Forlì. Si tratta di una prima assoluta sul palcoscenico del Teatro Diego Fabbri di Forlì sabato 4 maggio alle ore 20,30, prodotta da ForlìMusica in collaborazione con Accademia Perduta, da un’idea di Danilo Rossi – prima viola del Teatro la Scala di Milano e direttore artistico della stagione classica forlivese – che chiude il cartellone musicale forlivese.

Ascanio Celestini
Ascanio Celestini

Celestini, autore e voce recitante, riscrive Pierino e il Lupo, fiaba musicale del 1936 la cui partitura Prokof’ev concepì strumentata per voce recitante e orchestra. Fiati e archi, percussioni e timpani dell’Orchestra Maderna insieme al violino del Maestro concertatore Paolo Chiavacci, rappresentano i personaggi della storia: il flauto è l’uccellino, l’oboe è la papera, il clarinetto è il gatto, il fagotto è il nonno, i corni sono il lupo, il timpano i cacciatori e Pierino è interpretato da tutti gli archi.

La riscrittura di Celestini pone l’accento sul gioco, quello di un ragazzino e dei suoi animali, sulla paura, l’inquietudine ancestrale per il lupo che è un animale, sull’immagine della natura, quella che ci affascina, sulla sfida che mescola i ruoli. Una riscrittura che si concentra sul linguaggio dell’opera per poi arrivare a una domanda. Perché se sappiamo tra Pierino e il lupo chi è il più forte e chi è il più debole, chi dei due è lo sciocco e chi il furbo?

«Pierino e il lupo è una fiaba moderna. – afferma l’artista – Parente delle fiabe di tradizione orale solo nella forma, ma in realtà con una finalità diversa: raccontare un mondo musicale, fare da ponte tra la grande musica e la sua fruizione da parte dei giovanissimi. Dunque il testo è poco più di un appiglio per imbarcarsi in un viaggio sonoro. Ma questa sua semplicità può diventare un’opportunità per giocare senza il bisogno di interpretare metafore complesse, immagini archetipiche. Da qui sono partito per giocare con Pierino e la sua storia. Per giocarci con le parole pescando gli scioglilingua dalla tradizione, il divertimento verbale dalla narrazione senza finalità politiche e sociali. Ma forse la scusa del gioco è proprio quella che ci riporta in strada dove la sfera ludica non era solo un tempo nel quale ammazzare la noia.»

Uno scatto di Ascanio Celestini
Uno scatto di Ascanio Celestini

Lo spettacolo prosegue con l’esecuzione da parte dell’Orchestra dell’opera Pulcinella di Stravinskj, una suite da concerto del balletto neoclassico composto nel 1919-1920. Per questa parte dello spettacolo Ascanio Celestini ha composto parti di testo creando un’opera totalmente nuova e innovativa. Un balletto è una composizione musicale in cui l’orchestra suona e il corpo di ballo danza. Se normalmente per i balletti il compositore scrive una suite, cioè il “riassunto” musicale per essere eseguite in concerto, per la prima volta in questo contesto Celestini inserisce la drammaturgia dando vita a una novità assoluta.

Paolo Chiavacci è professore di Violino e Musica da Camera al Conservatorio Maderna di Cesena dove attualmente ricopre la carica di Direttore. È membro della commissione ministeriale per la valorizzazione delle Orchestre Nazionali Sinfonica, Barocca e Jazz dei Conservatori.

L’Orchestra Maderna di Forlì da vent’anni svolge attività di produzione e divulgazione musicale ed ha all’attivo più di 600 concerti in Italia Europa e Asia, vanta collaborazioni con i più grandi artisti nazionali e internazionali. Lo spettacolo, prodotto da ForlìMusica in collaborazione con Accademia Perduta, chiude l’edizione 2019 della Stagione musicale di Forlì diretta da Danilo Rossi, prima viola del Teatro La Scala di Milano.

Orchestra Maderna
Orchestra Maderna

Biglietteria e Prevendita: Viva ticket e biglietteria diurna del teatro Diego Fabbri dal martedì al sabato ore 11.00 13.00 e 16.00 19.00. Tel 0543 26355 http://orchestramaderna.it

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