Piccolo corpo, recensione: un dramma ancestrale ed evocativo sull’elaborazione del lutto

Piccolo corpo - Celeste Cescutti
Piccolo corpo - Celeste Cescutti

La nostra recensione di Piccolo corpo di Laura Samani, un evocativo dramma sul dolore di una madre che ha perso la figlia, immerso in un atmosfera ancestrale, presentato alla Semaine de la Critique di Cannes 2021

Secondo l’arcaica tradizione cristiana, l’anima di chi fosse morto senza aver ricevuto il battesimo sarebbe finita nel Limbo, un non luogo indefinito e sfuggente. Piccolo corpo, il nuovo film di Laura Samani, presentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2021, sembra cogliere l’essenza di questo limbo e trasporla in immagini dalla visività poetica. Totalmente radicato nella concretezza del mondo che sta raccontando, ma accarezzato da un afflato spirituale che trascende i limiti della contingenza cinematografica, il film è un’opera sensoriale immersiva, avvolta da un affascinante alone di mistero. 

Piccolo corpo - Una scena del film
Piccolo corpo – Una scena del film

Un ultimo respiro

Agli inizi del ‘900 in una piccola isola friulana, la giovane Agata (Celeste Cescutti) perde sua figlia durante il parto. Date le circostanze, secondo le superstizioni cattoliche, la ragazza non può dare un nome alla bambina, la quale non può essere battezzata. Piegata dal dolore, indignata dall’indifferenza di chi le sta intorno e preoccupata per l’anima di sua figlia, Agata compie un atto di ribellione e fugge dal suo villaggio. Le è giunta voce, infatti, che tra le montagne esiste un santuario in cui i bambini vengono riportati in vita per il tempo di un respiro, necessario a battezzarli. Durante il suo faticoso viaggio la protagonista incontra Lince (Ondina Quadri), un diffidente ragazzo, con cui intesserà un legame dai risvolti miracolosi per entrambi.

Piccolo corpo - Ondina Quadri e Celeste Cescutti
Piccolo corpo – Ondina Quadri e Celeste Cescutti

Il dolore di una madre

Piccolo corpo è un mosaico emozionale incisivo, che soffre, spera, si illude, cade e si rialza come la sua protagonista. Il percorso dell’elaborazione del lutto, trasfigurato nella peregrinazioni di Agata diventa l’occasione per la ragazza di esperire un mondo ben più stratificato della realtà isolana in cui era sempre vissuta. Fa la conoscenza della cattiveria e dell’opportunismo, ma anche della gentilezza e dell’altruismo. Dagli incontri che costellano il suo processo di trasformazione esce totalmente trasformata. Il dolore di una madre che non ha potuto vedere la sua bambina vivere, però, resta. Perché per Agata crescere non vuol dire annullare, ma imparare a (o per lo meno tentare di) metabolizzare, con tutte le conseguenze del caso. Questo è il vero miracolo. Celeste Cescutti raccoglie i frantumi di un’anima travolta, le ingenuità di una giovane umile, la determinazione di una madre coraggiosa e costruisce un’interpretazione equilibrata ed efficace.

Piccolo corpo - Una scena del film
Piccolo corpo – Una scena del film

Sentimento panico 

Piccolo corpo è un’esperienza sensoriale totalizzante. Ogni scelta artistica, dalla regia avvolgente e mestamente sontuosa (senza essere virtuosa) alla fotografia fredda, dalla scelta del dialetto alla rarefazione del dialogo, contribuisce a un’immersione completa nel mondo di Agata e nella sue vicende. La musica è quasi totalmente assente, a favore di una colonna sonora composta dei rumori d’ambiente; l’effetto è una totale convergenza dell’umano con il naturale, in un’esplosione di vita che contrasta il dolore della morte e che si risolve in una fusione panica con la natura. Gli impervi boschi materializzano lo smarrimento di Agata; la neve diventa la carezza rassicurante per un’anima gentile; l’acqua, del mare, dei fiumi, trasfigurazione del liquido amniotico impera nelle inquadrature. La spiritualità ancestrale di cui è impregnata la narrazione contribuisce a trasformare le immagini in visioni affascinanti che ghermiscono lo spettatore che si fa, accanto ad Agata, nota della sinfonia della natura.

Piccolo corpo. Regia di Laura Samani. Con Celeste Cescutti, Ondina Quadri, Marco Geromin, Giacomina Dereani, Anna Pia Bernardis, Angelo Mattiussi, Luca Sera, Teresa Cappellari, Marzia Corinna Mainardis e Marisa Rupil. Al cinema dal 10 febbraio, distribuito da Nefertiti Film.

VOTO:

3 stelle e mezza

 

4 Commenti

  1. Ciao, andrò a vederlo perchè parla di una cosa storica che avveniva nel santuario di Trava di Lauco, il più piccolo del Friuli. Sabrina

  2. È un film molto interessante, profondo. Dall’inizio alla fine attira l’attenzione con un crescendo di sensazioni e di emozioni. Crudo e affettivo, tenero e
    feroce. Merita davvero andarlo a vedere.

  3. Ci sono film che apprezzo e altri che mi restano dentro e questo fa parte della seconda categoria. Il viaggio verso una redenzione fatta di libertà è il nostro viaggio, è il mio viaggio. Un film delicato e toccante e la catarsi finale è liberatoria anche per noi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci qui il tuo nome